martedì 17 maggio 2016

In palude con The D


NOTE SINTETICHE ALL’ASCOLTO DEL DISCO
GENERE Brit Rock
DOVE ASCOLTARLO Spotify, Deezer, iTunes, Soundcloud, distribuito in tutti i negozi da Audioglobe
LABEL Autoprodotto
PARTICOLARITA’ Bello bello in modo assurdo
SITO O FB DEL GRUPPO www.facebook.com/herecomethed
CITTA’: Avellino
DATA DI USCITA 25-11-2015


L'INTERVISTA


Come è nato United States of Mind?
E' nato dall'esigenza di fissare su disco quello che ci veniva fuori dalle mani in sala prove e dalla necessità di dare seguito all'ep pubblicato nel 2014 e provare a fare il salto di qualità.
Perché questo titolo?
Gli stati uniti della mente o del pensiero sono un luogo non fisico dove ogni cosa è in condivisione: stati d'animo, emozioni, sentimenti. Nessuna distanza fisica, nessun numero, solo empatia.
Come è stata la genesi del cd, dall’idea iniziale alla sua realizzazione finale?
Dopo circa un anno di lavoro in sala prove e circa un mese di incisioni, il tutto seguito da una gestazione di 9 mesi tra mix e master. Le idee erano tante e necessitavano di un contenitore coerente ed omogeneo, evitando che lo stesso potesse porre dei limiti. Non è stato semplice, ma siamo orgogliosi ed estremamente soddisfatti del risultato.
Qualche episodio che è rimasto nella memoria durante la lavorazione del disco?
Beh, vedere il produttore (Federico Carillo) inseguire delle api per registrarne il ronzio, resterà nelle nostre  menti per sempre. Anche le sculture di salsicce create dal buon Ciriaco (the Danger) durante le pause pranzo meritano una menzione. In ultimo, ma non per importanza, il secchio, qualcuno sa perché.
Se questo cd fosse un concept-album su cosa sarebbe? … anche senza volerlo.
Sulla comunicazione assoluta, senza parole, senza gesti, solo vibrazioni e feromoni.
C’è qualche pezzo che preferite? Qualche pezzo del quale andate più fieri di United States of Mind?… che vi piace di più fare live?
Sarebbe come chiedere a dei genitori quale sia il figlio preferito. Ogni brano ha la sua quota di pelle d'oca, sia in studio che live, ognuno ci mette in diretta connessione con chi abbiamo di fronte e con chi abbiamo al fianco.
United States of Mind è un disco prodotto in autarchia … chi sono le menti dietro ad esso? Da citare assolutamente.
La musica è quasi tutta figlia dell'animo sensibile di Dario (the Dario), un uomo che sarebbe in grado di partorire un doppio in due giorni, facendosi avanzare anche dei B side. I testi li scrive Giuseppe (the Dabbler) per l'esigenza di cantare ciò che scrive e che sente in prima persona. Il tutto viene Strutturato e vestito con le chitarre (in realtà è una ma sembrano mille) di Ciriaco (the Danger) e il basso di cattiveria di Vincenzo (the Damned). Ogni brano contiene pezzi di derma di tutti e quattro, ed ogni brano non sarebbe lo stesso se non fosse così. Il deus ex machina è stato il produttore Federico Carillo che ha dato veste omogenea e coerente alle 11 tracce, calandosi con noi nella costruzione e nella sperimentazione dal primo giorno di incisione all'ultimo di master.
Copertina con il titolo scritto con un carattere particolare e sul titolo stesso la visione di una città dall’alto, sembra, dietro ad un albero … direi tutto  molto originale. Come è nata? Chi è la mente dietro?
La copertina nasce per caso, è una foto scattata da Giuseppe a Zurigo; in origine ritraeva una ragazza intenta ad ascoltare musica in cuffia su una panchina, sotto un albero. Proprio l'idea di poter condividere l'ascolto con uno sconosciuto, all'insaputa del contenuto di quelle cuffie, certi che la sensazione provata possa essere in qualche modo simile, lega la foto al titolo dell'album. La veste definitiva è stata curata da un nostro caro amico grafico, Felice D'Amore che ha dato forma fisica alle nostre idee ed una veste d'impatto.
Come e dove avete presentato/presenterete l’album?
Abbiamo presentato l'album il 12.12.15 al Black House Blues di Avellino, posto che consideriamo come una seconda casa. Inutile cercare di descrivere la serata, le foto sulla nostra pagina Facebook potrebbero aiutarvi a capire l'accaduto. L'emozione provata nel suonare per la prima volta il disco dal vivo di fronte a chi ci ha seguito e supportato durante i lavori di incisione non è descrivibile a parole, più di un'ora e mezza di pelle d'oca, sudore, urla, sorrisi e amore …
Altro da dichiarare?
Tenete dritte le antenne, è in arrivo un videoclip, non vi diciamo altro. 

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8 Commenti:

Alle 17 maggio 2016 00:10 , Blogger Alligatore ha detto...

Disco divertito/divertente come lascia immaginare la foto con quei giocherelloni della band.

 
Alle 17 maggio 2016 00:10 , Blogger Alligatore ha detto...

Giocano con la musica, con certi generi, a partire dal brit-pop, e lo fanno davvero bene.

 
Alle 17 maggio 2016 00:11 , Blogger Alligatore ha detto...

Un bel disco ricco di pezzi esplosivi, che ve ne ricorderanno altri ...

 
Alle 17 maggio 2016 00:13 , Blogger Alligatore ha detto...

I miei preferiti:Felix, Theon & Mr Fox post-punk con una bella andatura e un bel modo di cantare, All Star, dalla gran vibra, dal gran passo, dalla grande elettricità (in uno slogan: giocattolosa con brio), The Genius, sembra un omaggio agli Stones più che a Ray Charles, “3 Pounds”, apprezzabile nella sua semplicità, 6, 16, 26 dal passo di un classico brit-pop, decisamente coinvolgente.

 
Alle 17 maggio 2016 00:13 , Blogger Alligatore ha detto...

... e le vostre? Ascoltate i The D e dite, orsù!

 
Alle 17 maggio 2016 08:31 , Blogger Serena S. Madhouse ha detto...

l'ho sempre detto io che le api fanno ottima musica!

 
Alle 17 maggio 2016 13:46 , Blogger Elle ha detto...

Ora ho capito il nome del gruppo: sono tutte D!
...
Passata all'ascolto, posso dire di preferire Felix, Theon & Mr. Fox, Pete e 3 Pounds, ma anche Pluto.

 
Alle 17 maggio 2016 21:11 , Blogger Alligatore ha detto...

@Serena
Un vero e proprio antibiotico naturale :)
@Elle
Vero, anche Pluto, anche Pluto! Bauuuu!

 

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