domenica 4 ottobre 2015

In palude con Ila & the Happy Trees


NOTE SINTETICHE ALL’ASCOLTO DEL DISCO
GENERE: Folk – pop
DOVE ASCOLTARLO (in parte o tutto) Su spotify, iTunes e Bandcamp
LABEL – Uncle Singer Production
PARTICOLARITA’: da ascoltare mangiando pomodori o in viaggio
SITO O FB DEL GRUPPO: www.ilamusic.itwww.facebook.com/ila.singer
CITTA’: Bergamo
DATA DI USCITA: 29 Settembre 2015

L'INTERVISTA
Come è nato Le scarpe rosse?
Le canzoni le ho scritte nell’arco di qualche anno, tra la pubblicazione di “Believe it” e la lavorazione di “ila and her fellows”. Arrivano a volte silenziose, la notte, altre volte all’improvviso forti come uno schiaffo. Ci sono storie, come quella di “Antonio”, dove io sono una semplice spettatrice pronta a raccontare ciò che vedo, ciò che imparo dalle persone come lui. Non c’è stata una pianificazione per quel che riguarda la scrittura. E come con i dischi precedenti, sono state le canzoni a scegliere la lingua adatta a loro.
Questa volta mi sono limitata ad italiano ed inglese. Poi è arrivato il momento della produzione e degli arrangiamenti, dove questa volta abbiamo agito in maniera diversa. Ho lavorato spesso da sola alla pre-produzione perché avevo le idee molto chiare. Poi con i prodi Happy Trees (Teo Marchese, Lorenzo Fugazza, Paolo Legramandi) e diversi ospiti preziosi (Francesco Chebat, Jerry Holmes e Daniel Plentz) abbiamo completato le registrazioni dando vita ad un mix tra il mondo acustico e folk, il pop ed una punta di elettronica.
Con la partecipazioni di Edoardo Cerea e Israel Varela che hanno regalato le loro voci, abbiamo messo la ciliegina sulla torta.
Perché questo titolo?
Come sempre mi accade, non avevo ancora un titolo dell’album, durante le registrazioni avvenute tra la fine del 2014 e l’inizio del 2015, ma sapevo che sarebbe arrivato al momento giusto. E così è accaduto. Le scarpe rosse sono quelle indossate dall’Uomo senza memoria ma nella mia testa coincidevano anche con quelle indossate da David Tennant nei panni del Doctor Who nell’omonima serie. Essendo io una “addicted” di serie tv ed in particolare del Doctor Who, mi è sembrata una bellissima coincidenza con una chiara e forte immagine.
Le scarpe rosse sono anche quelle che puoi indossare per cominciare un cammino che cambierà la tua vita. Come scrivo all’interno del disco, c’è sempre spazio per intraprendere il percorso verso i propri sogni.
 
Qualche episodio che è rimasto nella memoria durante la lavorazione del disco?

In realtà un po’ tutta la realizzazione è stata a suo modo divertente e da ricordare. Le sessioni separate per ogni musicista mi hanno dato modo di creare con calma con loro e poter creare colori e suoni facendo affidamento sulla loro creatività è stato molto bello.
Forse ci sono due scene memorabili avvenute in settimane diverse:
ho dovuto chiedere al pianista Francesco Chebat di “suonare male”…cosa che per lui non è stata affatto facile, essendo un gran bravo musicista. “Devi suonare male. Smetti di pensare, butta via tutti gli anni di tecnica e suona male…”…dovevate vedere la sua faccia… Ad un certo punto ha incrociato le mani ed ha cominciato a suonare così…occhi pallati che fissavano il nulla. Esilarante. Il preziosissimo risultato lo potete ascoltare in I will wait.
L’altro episodio è capitato mentre stavamo facendo delle chitarre elettriche. Non ricordo su che brano, ma ci mancava una parte di chitarra. Lorenzo Fugazza (chitarrista) era intento a provare delle idee, Teo Marchese (batterista) cercava di aiutarlo, io ero paralizzata dal sonno. Indie, il nostro cane, continuava a tentare di insinuarsi tra di noi ed io perentoria lo allontanavo. Stremata dalla sua insistenza gli ho detto “Eh va bene, allora cantacela tu la parte di chitarra!” e, giuro, lui l’ha fatto. Ci siamo guardati tutti e tre basiti e Lorenzo ha subito riprodotto la parte sull’elettrica, che abbiamo poi registrato e tenuto nel pezzo.
Se questo cd fosse un concept-album su cosa sarebbe? … anche a posteriori.
Sulla capacità di ascoltarsi, conoscersi, diventare consapevoli, seguire i propri sogni ed imparare a rispettare la verità altrui. Un diario di un supereroe, per certi versi. Una specie di epopea moderna, dove l’eroe all’inizio è perduto, non conosce le sue potenzialità, poi diventa sempre più consapevole, si confronta col mondo, sfida le distanze, impara e sconfigge debolezze e paure, in se stesso e negli altri.
C’è qualche pezzo che preferisci? Qualche pezzo del quale vai più fiera di Le scarpe rosse?… che ti piace di più fare live?
Live non li abbiamo ancora fatti. Cominceremo tra poco.
Le canzoni che prediligo sono L’uomo senza memoria (anche nella sua splendida versione inglese The man who, scritta dall’amico cantautore irlandese Ray Heffernan)  e Dovessi andarmene, che è molto personale in quanto racconta ciò che penso rispetto all’ipotesi  “se dovessi morire?”. In realtà anche Stop this fire e Dream Now, ma poi alla fine mi piacciono tutte molto. Ammetto di essere molto orgogliosa di questo lavoro. Gli voglio proprio bene ed è la prima volta che lo ascolto appena posso, senza stufarmi.
Il cd è uscito con UncleSingerProduction, label dal simpatico logo. Chi sono? … altre realtà importanti attorno al disco?
EHeh… sono io. Creo anche video musicali e documentari, ed ho pensato che un nome unico (spiritoso quanto basta) avesse senso. Per quel che riguarda le edizioni invece si tratta delle Edizioni Ishtar, due delle persone più disponibili, oneste e gentili che abbia conosciuto nell’ambito delle produzioni musicali di un certo livello: Davide Rosa e Luciano Cantone.
In copertina ci sei in primo piano, occhiali, capelli, unghie rosse. … hai anche quel quadro con le scarpe rosse, come gli altri musicanti, gli Happy Trees, nelle altre foto. Come è nato questo scatto e chi ne è l’autore?
Mi tocca dirti che, ancora, l’autrice degli scatti sono io. Volevo un legame con il titolo, ma che esprimesse anche il cambio sonoro della band, da “agricolo” a “patinato”, per certi versi.
Facce inespressive come tele bianche sulle quali ognuno può dipingere le emozioni che prova ascoltando il disco.
Clicca sopra per ingrandire, è il gruppo al completo ...
 Come e dove presenterai l’album?
Il 3 ottobre al teatro Santa Caterina di Bergamo.
Altro da dichiarare?
C’è un video, quello dell’Uomo senza memoria, che è uscito in anteprima. Lo si può vedere qui https://www.youtube.com/watch?v=w5PmAXU51FQ
Alla fine del video si vede una scatola, della quale nessuno ancora conosce il contenuto. Perché? Questo video è legato a quelli che verranno ed il contenuto della scatola ne è il collante.

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7 Commenti:

Alle 4 ottobre 2015 10:12 , Blogger amanda ha detto...

perché pomodori? :D

 
Alle 4 ottobre 2015 22:16 , Blogger Alligatore ha detto...

Interessante quesito... magari Ila passa di qui e ci svela direttamente il motivo :)

 
Alle 4 ottobre 2015 22:17 , Blogger Alligatore ha detto...

... io intanto continuo l'ascolto, per cercare di capire il motivo, prova anche tu, ora metto il link a spotify, se ti interessa ...

 
Alle 5 ottobre 2015 14:33 , Blogger Elle ha detto...

Interessanti gli episodi particolari, e mi piace anche la foto di gruppo, anche se le scarpe rosse che avevo immaginato erano più femminili, come quelle che avevo io una volta ;)
Bella I will wait ma non riesco a individuare il piano suonato male!, e Ho paura.

 
Alle 5 ottobre 2015 17:59 , Blogger Alligatore ha detto...

Male nel senso de Il Nuovo Male ;)

 
Alle 5 ottobre 2015 18:02 , Blogger Alligatore ha detto...

Scherzi a parte, anche per me quelle sono le canzoni migliori ... e ci aggiungerei: L'uomo senza memoria e Diverso.... ma è un disco tutto da ascoltare.

 
Alle 5 ottobre 2015 18:03 , Blogger Alligatore ha detto...

Per quanto riguarda le scarpe rosse, pure io, sentendo il titolo, pensavo a qualcosa di più femminile, laccato ... però anche queste possono andare, anzi, ti possono portare in giro :)

 

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