domenica 13 ottobre 2013

Il giorno che diventammo umani, che spritz!

Giovedì scorso sono andato a vedere/sentire/annusare la presentazione ufficiale del nuovo libro di Paolo Zardi, Il giorno che diventammo umani, edito da Neo, come il suo esordio. Mi è piaciuta un sacco: si è svolta in una bella libreria della mia città, Pagina 12, che, colpevolmente, non conoscevo, con patatine, stuzzichini e del buon vino (non a caso, faceva parte di una serie d'incontri denominati Spritz Letterario).  In una saletta ai piani inferiori su di un divano rosso, con gente attenta e appassionata, Paolo ha dialogato con la brava e preparatissima Marianna Bonelli. Sono uscite molte cose, si è fatto assaggiare il libro, leggendone alcune parti interessanti, invogliandoci a leggerlo. L'avrei fatto lo stesso, ma l'incontro mi ha dato l'impulso per farlo subito... 

Paolo Zardi quando mi ha visto, simpaticamenrte mi ha mostrato al suo cellulare una foto con un alligatore di sabbia, creato sulla spiaggia. Persona cortese e posata, amabile, Paolo, padre di famiglia con un buon lavoro "borghese", scrive in viaggio, sui treni, scrive racconti molto forti, che da uno come lui non ti aspetteresti (o forse sì). Questa è stata una delle cose dette giovedì, e, centellinando in questi giorni i racconti del nuovo libro (sono arrivato a metà esatta), devo dire, che è così. Il tema della morte, rimossa, ha fatto notare lui, e i peli, scomparsi nella nostra asettica società dei consumi, ritornano di prepotenza nei suoi scritti. E anche il sesso (ma meno, almeno nei primi dieci racconti), meno nell'esordio Antropometria  e nel romanzo La felicità esiste (da leggere entrambi, ascoltate un amico).
Leggo i suoi racconti, quasi come ascolto i pezzi di un album. Su di un foglietto mi scrivo il numero progressivo e accanto alcune note, frasi memorabili, almeno sul momento memorabili ... e prima, se il racconto mi è piaciuto, metto delle stelline. Tante stelline ha preso il racconto numero nove, il più lungo e piacevolmente dialogato. S'intitola Il bacio, è la giornata di un giovane medico al pronto soccorso: ha salvato una bambina (quella creduta morta nel racconto numero due? ... forse), ed è costretto a sostituire un collega malato anche nel turno di notte. Qui senti la precarietà delle giovani professioni, ma anche, negli aneddoti di un medico più anziano, la precarietà della vita, la morte appunto. Stupendo il racconto nel racconto, quello di un muratore grande e grosso, colpito da un ictus, che rivela delle mutandine di pizzo mentre lo spogliano davanti a moglie e figlio ... la moglie caccia tutti, e dolcemente lo spoglia, dando al marito un tenero bacio, quello del titolo. Detto così può sembrare una cosa morbosa, ma vi assicuro, non lo è, Paolo, come un Carver dei nostri giorni, trova le parole giuste. 

Anche se sono tutti racconti autonomi, ogni tanto sembrano tornare alcuni personaggi incontrati prima, come degli episodi intimamente collegati. Anzi, nel racconto numero quattro Il pranzo di Pasqua, rivedo il Baganis del suo grande romanzo La felicità esiste, seppure per un attimo (quando si siedono a tavola per il pranzo natalizio, ed un fratello fa il piedino alla cognata). La felicità esiste, Il giorno che diventammo umani, sono titoli molto belli, che ci spingono a farci delle domande, e rivelano una persona molto pacificata, forse perché si "libera" scrivendo storie così sconvolgenti. Come i titoli, i racconti di Paolo spingono a riflettere e a farsi delle domane. Domande tipo quella che ha aperto l'incontro: quando ci siamo scoperti umani? In quale giorno siamo diventati umani? Ad ogni incontro lo chiederà, lasciando liberi i presenti di scriverlo poi su di un quadernetto arancio. Pure io ho scritto la mia (metà con penna nera e metà con penna blu, scusa il pastrocchio Paolo, ma mi è morta la prima mentre scrivevo).

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15 Commenti:

Alle 13 ottobre 2013 09:50 , Blogger Zio Scriba ha detto...

azz... mi hai tolto la geniale sorpresa contenuta nel racconto Il BACIO... (che mi ha fatto pensare a uno dei protagonisti de La colazione dei campioni di Vonnegut)... Non vedo l'ora che mi arrivi il libro... Speriamo bene: le nostre poste sono talmente impegnate a diventare banche, compagnie telefoniche, compagnie aeree, che le consegne son tornate a farle con le diligenze (poco diligenti?) del west... :)

 
Alle 13 ottobre 2013 09:51 , Blogger giacy.nta ha detto...

Vedi cosa vuol dire latitare in rete? Rischiare di non aver notizia del nuovo libro di Paolo.:) La tua è una palude sui generis: le buone nuove arrivano :)

 
Alle 13 ottobre 2013 12:31 , Blogger Alligatore ha detto...

@Zio Scriba
La sorpresa è nella scrittura di Paolo, come sai bene tu che me lo hai fatto conoscere ... ogni volta sembra di leggerlo una sola volta. Sulle poste hai detto tutto tu, io aggiungerei solo bestemmie... e poi le renderei statali, con l'obbligo di consegnare solo la posta (e in manager fuori a calci in culo, non con la buonuscita).
@Giacy.nta
Grazie, questa è una palude dove si fermano le cose interessanti (almeno, interessanti per me). A rileggerci.

 
Alle 13 ottobre 2013 15:37 , Blogger Sole ha detto...

Io ho balzato il pezzo del Bacio, sennò che sorpresa è ??? ;)

Stimoli alla grande in palude, così mi piace!!!

 
Alle 13 ottobre 2013 18:00 , Blogger Alligatore ha detto...

Sì, è una rivelazione, ma ogni lettura buona lo è ... e questa è ottima. Grazie, spero di stimolare corpo e mente, che, come ben sappiamo, sono tutta una cosa...

 
Alle 13 ottobre 2013 19:13 , Blogger En Joy ha detto...

mmm ... magari lo prendo: già una volta segui un tuo consiglio
Magari faccio il bis :-)

 
Alle 13 ottobre 2013 19:28 , Blogger Alligatore ha detto...

Sì, lo consiglio, come ti consiglio vivamente gli altri due libri di Zardi, un altro grande scrittore tutto da scoprire. Questa notte, mi finisco di leggere il libro ... e mi dispiace (anzi, mi lascerò qualche racconto per domani).

 
Alle 13 ottobre 2013 21:38 , Blogger redcats ha detto...

Mi hai fatto venire voglia di leggerlo, poi i racconti sono un generemolto più pratico!

 
Alle 13 ottobre 2013 22:05 , Blogger Alligatore ha detto...

Soddisfa la voglia, non fa bene sopprimerle ... io adoro i racconti, e, a differenza di anni fa, stanno prendendo piede.

 
Alle 14 ottobre 2013 00:47 , Blogger giovanotta ha detto...

sei troppo bravo a recensire libri, dischi, pure le agende! ;) perché se tempo e soldi lo permettessero, verrebbe voglia di comprarli tutti! e poi la libreria col vino e le patatine, ma parliamone.. :-)

 
Alle 14 ottobre 2013 00:50 , Blogger Alligatore ha detto...

Troppo buona giovanotta, come quel vino bevuto al bel lancio del libro di Zardi... parliamone ;)

 
Alle 15 ottobre 2013 11:30 , Blogger Cri ha detto...

Ottima segnalazione, bravo e grazie Alli!

 
Alle 15 ottobre 2013 19:55 , Blogger Alligatore ha detto...

Grazie Cri, sapevo ti sarebbe piaciuta ...

 
Alle 16 ottobre 2013 01:49 , Blogger Elle ha detto...

Io ce l'ho sulla lista dei desideri da quando ho letto un racconto in anteprima!
Non ho capito una cosa: tu sei quello nella seconda foto o quello nella terza? E perché quello nella terza sorride come un impasticcato?

 
Alle 16 ottobre 2013 02:34 , Blogger Alligatore ha detto...

A volte, se si desidera fortemente una cosa, si avvera. Io sono il secondo con i peli del terzo (non tutti, ma quasi). Sorride come un impasticcato, perché erano gli anni '70, anni formidabili.

 

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