domenica 4 novembre 2012

Cinema italico




Reality di Matteo Garrone  
Un vero capolavoro, e potrei fermarmi qui. Ci sono delle facce, ma delle facce, dei corpi, dei corpi…. delle storie poco viste (o, se si sono viste, mai così). L’intreccio è semplice, quasi banale, una scusa solo per fare del Cinema: c’è un bel tipo che ha un banco del pesce in un povero quartiere di Napoli. Assieme alla bella moglie arrotonda con delle truffe, ma questa vita
la sente troppo stretta. È un tipo brillante, che alle feste di matrimonio (tipo quella grossolana e kitsch in apertura del film), si traveste da donna per far divertire amici e parenti. Potrebbe andare in televisione, quella di oggi, strapaesana e volgare, per questo coglie al volo le selezioni per entrare ne Il Grande Fratello. È la sua occasione per cambiare vita. Supera la selezione nella sua città, lo chiamano a Roma e crede di avercela fatta, ma è solo una pia illusione. Inizia così una discesa nella follia pura, che lo porterà a vendere la sua attività, allontanandosi sempre di più da moglie, figli, amici… Divertente il suo donare tutto ai poveri, credendo così di riuscire ad entrare nella casa del Signore, cioè de Il Grande Fratello. Garrone, qui in forma strepitosa (altro che Gomorra), è geniale nel suggerire analogie tra fede religiosa e questa fede, anzi, illusione di una vita migliore. Viene in mente il Rossellini de Il Miracolo (quante volte l’ho visto a Fuori Orario di Grezzi/Giusti), vengono in mente certi episodi di Bresson. Guardandolo si è tentati di fare della sociologia spicciola, ma il film parla da solo, vuole essere guardato e basta. Molte sono le scene da antologia, a cominciare dalla fine, quando il pover’uomo entra finalmente nella Casa. Entra? Oppure è ancora una sua illusione? La speranza di una vita dorata? E qui viene in mente quella frase del maestro Monicelli: la speranza è una trappola …   colpo di coda al quadrato.

Bella addormentata di Marco Bellocchio

 
Cinema moralmente forte, come ci ha abituati da sempre Maro Bellocchio, uno dei nostri pochi cineasti ancora capaci di mettere le mani nel piatto della realtà italica. Bella addormentata non è semplicemente il film su “il caso Englaro”, piuttosto è il tentativo di raccontare, con un film ad episodi, l’Italia dei fronti contrapposti, in questo caso il fronte laici/cattolici. Come succede spesso nella nostra povera patria, certi confini sono però labili, causa compromessi al ribasso. Ecco che un senatore di origini socialiste, si trova ingabbiato in un partito dove c’è dentro di tutto, e inevitabilmente entra in crisi quando il capo supremo della sua formazione impone una scelta integralista (vi ricordate la tragicommedia di quei giorni?). Memorabile l’incontro in sauna tra Toni Servillo/senatore Roberto Herlitzka/psichiatra dei parlamentari. La figlia del politico è invece una cattolica convinta, che va a pregare di fronte alla clinica dove c’è la povera Englaro. Si innamora di un ragazzo sul fronte opposto, ed è sesso a prima vista, alla faccia della coerenza niente sesso prima del matrimonio (generoso l’incontro Alba Rohrwacher/Michele Riondino).
Fredda e mai così snob, Isabelle Huppert, ricca madre fervente cattolica, che da anni mantiene in vita la figlia con l’ausilio di macchinari: è questa un’altra tragica bella addormentata. Episodio apparentemente staccato dalla realtà, ma invece molto vicino al vero dramma.
Ancora più staccato, l’episodio con Maya Sansa, tossica e ladra, un personaggio dal sapore squisitamente bukowskiano, surreale come spesso riesce ad essere Bellocchio. Il caso vuole, si trovi a passare in ospedale proprio in quei giorni, e un bravo medico la “salva” anche se lei non vorrebbe. Anche lei è una bella addormentata …ma si risveglia. Forse. 

Il rosso e il blu di Giuseppe Piccioni 


 Liberamente ispirato dall’omonimo libro di Marco Lodoli, ha come punto di forza il cast, a partire dai giovani studenti per arrivare ai tre attori: Roberto Herlitzka, cinico anziano professore di Storia dell’arte, Riccardo Scamarcio, giovane idealista supplente di Lettere, Margherita Buy, preside nevrotica. Ognuno di questi porta avanti il proprio episodio (vanno forte i film ad episodi oggi), anche se legato insieme dal luogo d’azione, la scuola. Non dice cose rivoluzionarie, ma è godibile, in particolare il personaggio di Herlitzka, in un ruolo finalmente (quasi) comico. Di culto la scena dei colloqui con i genitori, che sa strappare delle risate, forse facili, ma vere. L’episodio più semplice, quasi didascalico, è quello con la preside alle prese con un ragazzo solo e malato. Lo segue all’ospedale, e non riesce a liberarsene più. Non strappa risate di forza, ma fa riflettere. Carino.      

LEGENDA

Colpo di coda

    Quasi colpo di coda


           Coda tesa


                     Codì, codì



                       Nella palude


                         Affogo

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23 Commenti:

Alle 4 novembre 2012 16:03 , Blogger Lucien ha detto...

Garrone è uno dei più grandi del cinema italiano attuale.
Mi è piaciuto anche "Bella Addormentata", anche se un gradino sotto: Bellocchio a dir poco coraggioso ad affrontare un tema del genere, anche se c'è un cappa di pesantezza micidiale. L'argomento probabilmente non lascia scampo, però forse serviva almeno un episodio un po' più leggero sulla scia di Herlitzka psichiatra.
Stasera vado a vedere "Il comandante e la cicogna"; la sett. scorsa ho visto "Tutti i santi giorni" di Virzì che non è male, anche se non uno dei suoi film migliori. E' un buon momento per il cinema italiano.

 
Alle 4 novembre 2012 16:11 , Blogger Alligatore ha detto...

Concordo su Garrone e anche sul giudizio che dai al film di Bellocchio (altro grande). "Il comandante e la cicogna" l'ho già visto (e allora non ti dico nulla, ma anticipo solo che sarà il primo film di Cinema Italico atto II, un altro post dedicato alle molte uscite del cinema italiano di questo periodo). "Tutti i santi giorni" non mi è piaciuto molto, a parte il personaggio di Thony, veramente bello. Direi un film codì-codì (Virzì fa un film buono e uno no alternando).

 
Alle 4 novembre 2012 16:17 , Blogger Felinità ha detto...

Come avrai capito ho un ritmo folle tutto mio come tempistica per vedere i films, ma li tengo sempre a mernte quelli " degni " e viene sempre il loro momento, specialmente quello di Garrone è un titolo che annoto. Miaooùùù

 
Alle 4 novembre 2012 16:27 , Blogger Alligatore ha detto...

Sì, ti piace guardare con calma ... direi che accanto a "Reality", anche "Bella addormentata" è da non perdere. Miaooùùù!

 
Alle 4 novembre 2012 18:13 , Blogger mr.Hyde ha detto...

Annoto anch'io il primo. Credo comunque che gli altri due mi interesserebbero...

p.s. devi fare un legendina su numeroalligatori= giudizio.
Ciao!

 
Alle 4 novembre 2012 18:25 , Blogger Alligatore ha detto...

Sì, tutti e tre valgono un passaggio al cine .... o, se preferisci, in tv (magari nell'ordine da me dato). Quanto alla legenda, hai ragione, una volta la mettevo, ora, per paura di appesantire il pezzo no ... provo ad aggiornare mettendola.

 
Alle 4 novembre 2012 18:39 , Blogger Alligatore ha detto...

Ecco fatto Mr Hyde ;)

 
Alle 4 novembre 2012 19:23 , Blogger Sole ha detto...

alli, non visti :( ma un salutino te lo faccio, smack!

 
Alle 4 novembre 2012 19:50 , Blogger Alligatore ha detto...

Da recuperare presto, presto ;)
SMACK!!!

 
Alle 4 novembre 2012 19:52 , Blogger mr.Hyde ha detto...

eh eh, ora è tutto piu' chiaro!

 
Alle 4 novembre 2012 19:59 , Blogger Alligatore ha detto...

... pure io ora, ho la mia legenda ;)

 
Alle 4 novembre 2012 20:12 , Blogger giovanotta ha detto...

è vero che sembra un buon momento per il cinema italiano e la cosa mi fa piacere, detesto leggere quasi solo titoli in inglese, colossal in 3 D e quant'altro.., però credo che su Bellocchio passereò, argomenti tristi a novembre mi pare un accanimento :) salutone!

 
Alle 4 novembre 2012 20:35 , Blogger Alligatore ha detto...

Sì, mi sono capitate davanti una bella serie di pellicole, con nomi quali Bellocchio, Bertolucci, Garrone ... tutte nel giro di qualche settimana, da non crederci (e tutte di buon livello, se non ottimo). Bellocchio allora, recuperalo in estate, magari all'aperto se non te la senti ora(ma a parte l'episodio con la Huppert, non è così "triste").

 
Alle 4 novembre 2012 22:02 , Blogger Elle ha detto...

E adesso come faccio a vederli? Vabbe' che qui non mancano i film in lingua originale.. E adesso che scusa ho per non vederli??

 
Alle 4 novembre 2012 23:31 , Blogger Eva ha detto...

Apprezzo moltissimo tutti e tre i registi indicati, seppur nella loro diversità. Concordo con Lucien e sull'ottimo stato di salute attuale del cinema italiano.

Per quando riguarda te, la legenda è a dir poco eccezionale, rido da dieci minuti. Baci.

 
Alle 5 novembre 2012 01:29 , Blogger Alligatore ha detto...

@Elle
Sei in trappola ;)
@Eva
Sì, è una stagione ricca, incredibilmente ricca, di film italici. Perchè? Un caso? Vedremo di indagare ... ridi per la mia legenda? Ormai una leggenda ;)***

 
Alle 5 novembre 2012 07:35 , Blogger Harmonica ha detto...

Garrone e Bellocchio mi intrigano molto; il film di Piccioni purtroppo ha un difetto per me insormontabile: c'è Margherita Buy.
P.s. scanso anche i film con la Angiolini.

 
Alle 5 novembre 2012 13:49 , Blogger Adriana Riccomagno ha detto...

Ed io che ero in dubbio se andare a vederlo. Bene, ora sono convinta!

 
Alle 5 novembre 2012 15:28 , Blogger Alligatore ha detto...

@Harmonica
Ah, ah, ah, io sono onnivoro, mi mangio entrambe ;)
@Adriana
Non avere dubbi, sono due film imperdibili, e uno da vedere con calma ...

 
Alle 5 novembre 2012 19:39 , Blogger nella ha detto...

Garrone per primo, non ho molta sempatia per Bellocchio,esile Piccioni!
Ciao Alli!

 
Alle 5 novembre 2012 19:51 , Blogger Alligatore ha detto...

Direi che la classifica che hai fatto è perfetta, a parte Bellocchio, uomo di cinema rigoroso, che magari può risultare non simpaticissimo, ma imprescindibile (passa sopra la simpatia, e vedi tutti i suoi film, ascolta un amico).

 
Alle 5 novembre 2012 20:29 , Blogger Adriana Riccomagno ha detto...

Hanno sostituito il video con uno in HD. Subito aggiornato! Grazie della segnalazione :-)
Poi mi dici che ne pensi?

 
Alle 5 novembre 2012 21:38 , Blogger Alligatore ha detto...

Vista ... dico,Adri, che mi sembra una bella intervista; colta ed elegante, ottima risposta a chi dice che il jazz non è cultura ;)

 

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