lunedì 23 aprile 2012

Due parole con i Metibla


Metibla per la prima volta in palude, ma credo si ambienteranno subito. La loro musica è come la copertina di questo esordio, Hell Holes: varia, dal dolce al secco, dall’underground al più consueto mainstream (poco, degli accenni), anni Settanta, ma anche Novanta, ma anche per l’oggi. Insomma, musica da decennio dispari, per un disco decisamente eterogeneo, perchè curato nel corso del tempo, tenuto nel cassetto  per tre anni, dopo aver visto aggiungersi pezzo dopo pezzo i suoi brani… ma ci faremo raccontare tutto per bene tra poco.
I Metibla sono una formazione nata come progetto solista nel 2003 ad opera di Riccardo Ponis, videomaker romano dal piglio malinconico, poi è arrivato Paolo Alvano, già nei Kardia con i quali Ponis aveva realizzato dei video, poi V Fisik e Mario “The Phoenix” Sestili, nomi noti nel sottobosco capitolino più vivo … ed ecco il disco. La copertina è l’interno, ben curato con tutti i testi delle canzoni, profuma da anni Settanta creativi e ribelli. L’ideale per finire questa sera in palude. Pronti?
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80 Comments:

At 23 aprile 2012 21:32 , Blogger Alligatore said...

Pronti Metibla?

 
At 23 aprile 2012 21:33 , Blogger Riccardo Ponis said...

Eccomi!

 
At 23 aprile 2012 21:33 , Blogger Alligatore said...

Ciao Riccardo ...benvenuto nella palude.

 
At 23 aprile 2012 21:34 , Blogger Riccardo Ponis said...

Grazie del benvenuto, è un piacere!

 
At 23 aprile 2012 21:34 , Blogger Alligatore said...

Piacere mio ... ti trovi a tuo agio? Ti stai ambientando?

 
At 23 aprile 2012 21:36 , Blogger Riccardo Ponis said...

Dammi ancora qualche minuto.. sono un misantropo.. non riesco facilmente a capire tecniche di comunicazione troppo immediate come questa..:)

 
At 23 aprile 2012 21:37 , Blogger Alligatore said...

Allora intanto faccio partire il cd e ...

 
At 23 aprile 2012 21:38 , Blogger Riccardo Ponis said...

ok.. forse ho capito..ma il cd fallo partire comunque..:)

 
At 23 aprile 2012 21:39 , Blogger Alligatore said...

Parito ... e se ti senti pronto vado pure con le domande.

 
At 23 aprile 2012 21:39 , Blogger Riccardo Ponis said...

Prontissimo!

 
At 23 aprile 2012 21:41 , Blogger Alligatore said...

Bene, intanto ti dico che ho controllato i contatti, e da quando ho messo il post con l'intervista, sono schizzati i contatti con la Corea del sud ... chissà cosa vuol dire Metibal in coreano ;)

 
At 23 aprile 2012 21:41 , Blogger Alligatore said...

Metibla, mi correggo ...

 
At 23 aprile 2012 21:43 , Blogger Alligatore said...

Allora, domanda seria: come è nato “Hell Holes”?

 
At 23 aprile 2012 21:44 , Blogger Riccardo Ponis said...

Suppongo assolutamente nulla, e se vuol dire qualcosa avrei buttato tutta la mia adolescenza a trovare un nome che non esisteva in vano. Questo potrebbe essere un problema non indifferente, credimi.

 
At 23 aprile 2012 21:46 , Blogger Riccardo Ponis said...

“Hell Holes” è nato durante gli anni. Ci sono brani che risalgono anche al 1995, tipo “Pain” che è stata riveduta e corretta nel corso degli anni. La motivazione di questa scelta è stata la totale assenza di una vera e propria “urgenza” di fare un album unita però l’assoluta necessità di far esistere i brani. Concordo assolutamente chi definisce l’album “troppo eterogeneo”, perché è un “barattolo” in cui vengono racchiusi sapori più o meno amari della mia vita presente e passata. Non mi piacciono gli album con i pezzi tutti uguali; li trovo poco sinceri. Purtroppo sono uno di quelli che adorava le ballate nei dischi metal, lo ammetto. Fare soldi con la musica in questo periodo è un privilegio riservato ai figli d’arte o ai raccomandati, quindi non serve tanto farsi venire il fegato marcio perché il tuo disco non vende, basta solo essere certo che ciò che hai creato ti soddisfi. Se poi hai anche delle persone che si rispecchiano nei tuoi brani e riesci ad “aiutarle” con i tuoi pezzi, vuol dire che le cose vanno veramente alla grande. Altrimenti, hai sperato troppo anziché concentrarti su qualcosa di più utile.

 
At 23 aprile 2012 21:49 , Blogger Alligatore said...

Sì, è un disco eterogeneo, tra un pezzo e l'altro, e anche all'interno del pezzo stesso a volte ..

 
At 23 aprile 2012 21:50 , Blogger Alligatore said...

Direi che trovare ballate nel dischi metal piace anche a me ... e qui in questo tuo cd, si può capire cosa intendi ...

 
At 23 aprile 2012 21:52 , Blogger Alligatore said...

Come mai questo titolo all’album?

 
At 23 aprile 2012 21:54 , Blogger Alligatore said...

"Hell Holes" ...

 
At 23 aprile 2012 21:54 , Blogger Riccardo Ponis said...

Sempre per il discorso del “barattolo”. Un barattolo che racchiude buchi infernali. E poi tutti i brani sono partiti dalla mia stanza, che era alla fine un “Hell Hole”, un posto in cui stavo contemporaneamente bene e male. Ogni singola canzone è un maledetto/benedetto “buco” che mi porto dentro. E’ roba con cui gli psicologi andrebbero a nozze! “Crack” è il classico amore andato male e “Fool” è una dichiarazione di guerra verso coloro che credono ci sia un unico modo per stare al mondo. “Spino” è la morte di mio padre e “Pain” è il dolore per l’idealizzazione di un amore mai stato. Tutti e dieci i brani sono dei brutti ricordi che ho cercato di isolare e rendere utili anziché “santificarli” rendendoli ostacoli per la stabilità.

 
At 23 aprile 2012 21:57 , Blogger Alligatore said...

Quindi, scirvere è terapeutico ... anche suonare, cantare, correre ...

 
At 23 aprile 2012 21:58 , Blogger Riccardo Ponis said...

Assolutamente sì... hai dei dubbi a tal riguardo?

 
At 23 aprile 2012 22:00 , Blogger Alligatore said...

No, assolutamente ...

 
At 23 aprile 2012 22:00 , Blogger Alligatore said...

Un conferma con te, con questo disco ...

 
At 23 aprile 2012 22:01 , Blogger Alligatore said...

E allora parliamo del disco ...

 
At 23 aprile 2012 22:01 , Blogger Alligatore said...

Come è stata la sua genesi, dall’idea iniziale alla sua realizzazione finale? Qualche episodio curioso…

 
At 23 aprile 2012 22:02 , Blogger Riccardo Ponis said...

Secondo me tutta la vita si basa su una maggiore o minore sincerità con noi stessi. La frenesia del mondo ti porta a comportamenti automatici di cui spesso non hai bisogno e alla fine ti ritrovi ad essere infelice senza neanche sapere il perchè. Questo lo trovo assurdo, ma è molto comune. L'abitudine ad essere sinceri con se stessi ti può aiutare a comprendere questi motivi ed uscire fuori da quei buchi che ti fanno schifo. Io la penso così.

 
At 23 aprile 2012 22:04 , Blogger Alligatore said...

Interessnte ...mi potrà servire.

 
At 23 aprile 2012 22:07 , Blogger Alligatore said...

Ma approfodiamo il disco ...

 
At 23 aprile 2012 22:07 , Blogger Alligatore said...

Come è stata la sua genesi, dall’idea iniziale alla sua realizzazione finale? Qualche episodio curioso…

 
At 23 aprile 2012 22:10 , Blogger Riccardo Ponis said...

La genesi del disco è stata a suo modo molto lineare e con i miei classici tempi lunghi. Una volta racimolati i soldi per le registrazioni, sotto consiglio e spinta di Paolo Alvano, siamo andati a registrare all’Hombre Lobo di V Fisik, il quale inspiegabilmente, è rimasto colpito dai pezzi ed ha accettato di produrli e di rimettere le sue sapienti mani sui brani.
Il processo creativo alla base di tutti i brani di Metibla è sempre la stessa: 0) Mi sento male perché sono scemo 1) Mi ritrovo di notte nella mia stanza e faccio delle basi con Reason o Fruity Loops 2) Registro sopra le basi una voce e una chitarra con Cubase 3) Spedisco tutto a Paolo Alvano che ci ricama sopra con la sua chitarra 4) Andiamo all’Hombre Lobo da V Fisik a cui dico cosa non deve essere toccato e dove può fare come vuole.
Questa è stata la genesi di Hell Holes e sarà quella del prossimo disco. Inizialmente dovevano essere 5 brani. Poi mi avanzavano dei soldi e ne abbiamo fatti 10.

 
At 23 aprile 2012 22:13 , Blogger Alligatore said...

Se non cono episodi curiosi (o sono troppi), ti chiedo, se fosse un concept-album su cosa sarebbe? ...

 
At 23 aprile 2012 22:18 , Blogger Riccardo Ponis said...

Episodi curiosi, oltre al classico stereotipo dell’utilizzo di sostanze stupefacenti di maggior o minor pesantezza durante le registrazioni, posso dirti che la chitarra in “Crack” è stata registrata in diverse take, perché non riuscivo a fare il barrè. O che la voce di Molly, è molto psichedelica. . O Anche che V Fisik in “You live, I don’t!” ha suonato una sorta di balalaika che avevo trovato poche ore prima in un cassonetto.

 
At 23 aprile 2012 22:20 , Blogger Alligatore said...

In effetti, ci sono anche molti altri strumenti curiosi ...lo zither ad esempio.

 
At 23 aprile 2012 22:20 , Blogger Riccardo Ponis said...

Se fosse un concept sarebbe sicuramente sull’inadeguatezza. Sentirmi inadeguato è il problema della mia vita e so che è una cosa ricorrente in molte persone. E’ curioso che tu mi faccia questa domanda, perché il prossimo album su cui stiamo lavorando sarà proprio un concept album. Di quelli all’antica però, tipo “Berlin” di Lou Reed, “Welcome to my night mare” di Alice Cooper o “The Wall” dei Pink Floyd. La roba di Bob Ezrin insomma, niente cazzate alla Metal Progressive con voci narranti. Solo canzoni che idealmente hanno un filo conduttore e una storia.

 
At 23 aprile 2012 22:21 , Blogger Riccardo Ponis said...

Già, è vero... era uno Zither...non una balalaika. Diavolo di un V Fisik!

 
At 23 aprile 2012 22:24 , Blogger Alligatore said...

Stupendo questo vecchio strumento accanto all'elettronica, accanto al noise, tanto per riallaciarci al discorso di prima sulle ballate nel metallo ...strumento di origini austriache, molto beatnik...

 
At 23 aprile 2012 22:25 , Blogger Alligatore said...

Interessante il progetto del nuovo cd, tienici aggiornati ...

 
At 23 aprile 2012 22:26 , Blogger Riccardo Ponis said...

Onestamente non lo conoscevo, ma vedendo le corde ho capito che si suonava. Scusa la bassezza della mia affermazione, ma è sempre una questione di sincerità.

 
At 23 aprile 2012 22:27 , Blogger Riccardo Ponis said...

Vi terrò assolutamente aggiornati. Ci sto lavorando da 2 anni e questa estate dovremmo registrarlo.

 
At 23 aprile 2012 22:27 , Blogger Alligatore said...

Be', pure io non lo conoscevo ... ho cercato in google questa sera ;)

 
At 23 aprile 2012 22:28 , Blogger Alligatore said...

Ma torniamo al cd... c’è qualche pezzo che preferisci? Qualche pezzo che ti piace di più, al quale sei più legato?

 
At 23 aprile 2012 22:28 , Blogger Riccardo Ponis said...

Viva la sincerità allora :)

 
At 23 aprile 2012 22:29 , Blogger Alligatore said...

Facciamoci una birra allora ;) senza dire la marca però ...

 
At 23 aprile 2012 22:29 , Blogger Riccardo Ponis said...

Io adoro Crack, Pain, Victory e Fool. Ma onestamente mi piacciono tutte. Compresa quella pecora nera malsana (probabilmente il terzo pezzo fatto da me) di “You live, I don’t!”… quella con lo Zither per intenderci.

 
At 23 aprile 2012 22:33 , Blogger Alligatore said...

Concordo, è un disco eterogeneo, ma con tutti pezzi buoni... si sente che sono stati lasciati a maturare; veramente avrei difficoltà a dire un titolo rispetto ad un altro.

 
At 23 aprile 2012 22:33 , Blogger Alligatore said...

A produrre il cd voi stessi, un’autoproduzione tra amici intenditori di cose belle. Come è stato farlo? Lo consigliereste ad altri giovani musicanti?

 
At 23 aprile 2012 22:35 , Blogger Riccardo Ponis said...

Io naturalmente ti ringrazio per tutte le cose belle che stai dicendo sul disco.. :)

 
At 23 aprile 2012 22:36 , Blogger Riccardo Ponis said...

L’autoproduzione la consiglio assolutamente. Anche perché le major vogliono i fantocci con le voci belle e le etichette vogliono dischi che riescono a catalogare. Al momento, a parte i concerti con la relativa vendita del merchandising, non vedo altri modi per guadagnare dalla musica. Ma non è la musica ad essere morta, è il business (che comunque si sta assestando) e tutti quei gruppi di morti viventi che fanno musica commerciale (da non confondersi con “musica melodica”) per raggiungere un successo che non avranno mai. Bisogna smettere di sperare, come diceva Monicelli. La speranza ti schiavizza.

 
At 23 aprile 2012 22:38 , Blogger Alligatore said...

Già, la speranza è una fregatura ... da non confondere con il sogno, con l'utopia (ma chi cita Monicelli già lo sa).

 
At 23 aprile 2012 22:40 , Blogger Alligatore said...

Copertina molto particolare, da fumetto ribelle anni ’70 … o sbaglio? … di chi è opera? È nata prima la copertina o prima il cd?

 
At 23 aprile 2012 22:43 , Blogger Riccardo Ponis said...

Naturalmente. Siamo ancora liberi di sognare e pensare quello che vogliamo. Solo che a volte, prima di tutto, ci scordiamo di poterlo fare. E poi, troppo spesso, ci concentriamo sull'obiettivo anzichè pensare al percorso, che è il fattore più importante. Io dico, guarda quello che hai concretamente, tenta di non fartelo togliere e combatti per il passo successivo che può portare alla realizzazione del tuo sogno. E alla fine, quando realizzi il tuo sogno, goditelo per un po'! Fatti i complimenti ma non trovarne subito un altro per trovare una scusa alla felicità a cui non sei abituato.

 
At 23 aprile 2012 22:44 , Blogger Riccardo Ponis said...

Scusami.. mi dai tanti buoni spunti e mi lascio prendere dalla chiacchiera..

 
At 23 aprile 2012 22:44 , Blogger Alligatore said...

Vai pure, vola liberamente ... è il bello della diretta.

 
At 23 aprile 2012 22:46 , Blogger Alligatore said...

... e farò tesoro di questi consigli amichevoli, ora più che mai utili. Copertina ...

 
At 23 aprile 2012 22:49 , Blogger Riccardo Ponis said...

La copertina è del grande Giuseppe Cacace, una delle persone cardine nella mia vita. Quando ancora non era stato fagocitato dal mondo della grafica digitale, disegnava questi fumetti a china: roba veramente meravigliosa, un incrocio tra Pazienza, Bad Trip, Disegni & Caviglia e Nathan Never. Ho chiesto a lui e alla sua Kilab di farmi la grafica e lui ha incredibilmente provveduto anche alla stampa dei cd. Essendo un paranoico ingrato però, ho subito voluto mettere in chiaro che la grafica l’avrei scelta io. E dopo tante prove che non mi convincevano appieno, gli ho chiesto di farmi rivedere i suoi vecchi fumetti. Inizialmente un po' titubante li ha tirati fuori e successivamente come un ragazzino ha iniziato a dire “questo sarebbe una gran figata” per ogni disegno che vedeva. Alla fine mi ha proposto il disegno di copertina, che mi è subito sembrato eccelso.
Tra l’altro con Peppe abbiamo anche fatto un documentario sulla sindrome di Asperger (Lo sguardo degli Aspie) con le musiche di Metibla.

 
At 23 aprile 2012 22:53 , Blogger Alligatore said...

Be', i nomi che citi mi sono venuti in mente quasi tutti come riferimenti fumettistici ...sindrome di Asperger, anche questa me la sono cercata in goooogle ... poi me la leggo e anche sul tuo doc, perchè oltre a fare musica, sei anche regista.

 
At 23 aprile 2012 22:54 , Blogger Alligatore said...

Tornando alla musica ...

 
At 23 aprile 2012 22:55 , Blogger Alligatore said...

Come e dove avete presentato e/o presenterete il vostro cd?

 
At 23 aprile 2012 22:58 , Blogger Riccardo Ponis said...

Parto come regista. Mi piace dire la mia con i vari mezzi inventati dall'uomo. Ma non amo la pittura. Spero (ma non dovrei) di fare un film un giorno, ma per il momento ho fatto solo videoclip a gruppi indipendenti come Kardia, Inferno o V Fisik Hall of shame. E poi ho fatto dei cortometraggi. Onestamente mi manca la regia. Non sono di grande esperienza, però penso di riuscire bene a correlare immagini e soprattutto capire quando un attore si sta concedendo bene ad una parte da te inventata. Adoro il lavoro sugli attori.

 
At 23 aprile 2012 22:58 , Blogger Riccardo Ponis said...

Altra bella domanda. Il Cd è stato fugacemente presentato il 28 ottobre, ma ancora non erano pronte le copie. Adesso vorremmo fare la presentazione per il download online. Ma stiamo attendendo il momento giusto.

 
At 23 aprile 2012 23:01 , Blogger Alligatore said...

Spero di vedere un tuo film e anche qualche concerto ... bello questo non avere fretta, quasi una filosofia zen ... aspettare che le cose prendano corpo. Mi piace e un po' mi assomiglia, le accelerazioni fanno male (a volte).

 
At 23 aprile 2012 23:03 , Blogger Riccardo Ponis said...

... le uniche accellerazioni che mi piacciono sono quelle degli Slayer...per il resto tutto deve maturare.

 
At 23 aprile 2012 23:05 , Blogger Alligatore said...

Ah, consiglio anche il tuo blog PICCOLI BARATTOLI DI DOLORE, che mi sono perso a scrutare questa sera ...

 
At 23 aprile 2012 23:05 , Blogger Alligatore said...

... posti poco ma bene, dei versi che restano, direi … amici blogger provate a leggerlo (cliccate sulla sua faccina).

 
At 23 aprile 2012 23:08 , Blogger Riccardo Ponis said...

Ti ringrazio...
ecco la scrittura l'adoro... però l'unica cosa più abusata delle immagini oggi sono le parole (scritte e dette). Mi piace leggere i libri di Moravia perchè ogni parola sta al suo posto.

 
At 23 aprile 2012 23:09 , Blogger Riccardo Ponis said...

..e mi piace postare qualche cosa, quando la sento chiara nella sua semplicità... senza impegni o scadenze..

 
At 23 aprile 2012 23:10 , Blogger Alligatore said...

Ho letto poco Moravia, ma quello che ho letto mi è sempre interessato, a partire dal suo esordio ... e sulle parole scritte, oggi siamo bombardati (forse più dalle immagini, ne scrivevo in un blog di un'amica, guarda caso ... scrivevo...).

 
At 23 aprile 2012 23:13 , Blogger Alligatore said...

Per finire: una domanda che non vi ho fatto, una risposta e poi tutti a nanna,…appello, saluto particolare, quello che vuoi...

 
At 23 aprile 2012 23:13 , Blogger Alligatore said...

Spazio libero e autogestito.

 
At 23 aprile 2012 23:16 , Blogger Riccardo Ponis said...

Se ha un senso scrivere, fallo tranquillamente. Ma se non ne hai voglia, perchè forzare un parere. Su internet siamo pieni di pareri che non avrebbero senso di esistere, perchè sono fatti da persone a cui non va di scrivere nulla, ma gli va semplicemente di "esserci".

 
At 23 aprile 2012 23:17 , Blogger Riccardo Ponis said...

Spazio autogestito.A parte la faccenda di internet e i nuovi media che ti fanno sembrare tutto dietro la porta di casa, anche perché nessuno si guarda più sinceramente dentro. Siamo tutti diretti verso qualcosa che non conosciamo, ma sicuramente non ci piace. Lo ripeto, la sincerità è la chiave che ci permette di essere unici. Ovviamente abbinata ad una buona dose di coraggio che ti permetta di fare ciò che realmente desideri. Anche perché a me di essere impachettato dagli altri non va. Siamo tutti diversi per fortuna. Preserviamo la nostra diversità. Anche a costo di odiare qualcuno. Bel sentimento l’odio. Ti fa comprendere cosa ami.

 
At 23 aprile 2012 23:19 , Blogger Alligatore said...

Devo dire, parole che fanno riflettere, come tutta questa intervista ... ci rilfetterò su di sicuro. Grazie Riccardo, sei capitato a fagiolo.

 
At 23 aprile 2012 23:20 , Blogger Riccardo Ponis said...

E inoltre.. stiamo lavorando ad uno split con i Jarman.. chi volesse può votarci qui...
https://www.facebook.com/?sk=question&id=10150735659654209&post_id=10150742637504209&notif_t=question_forward_success

 
At 23 aprile 2012 23:20 , Blogger Riccardo Ponis said...

Grazie a te per l'ospitalità. Veramente.

 
At 23 aprile 2012 23:21 , Blogger Alligatore said...

Altra solleciatazione, grazie, andrò a vedere ...

 
At 23 aprile 2012 23:21 , Blogger Alligatore said...

A te ... buonanotte e buonafortuna ai Metibla

 
At 23 aprile 2012 23:22 , Blogger Riccardo Ponis said...

Grazie ancora. Buona notte anche a te. E sogni solo dorati. Quelli d'argento li lasciamo agli altri.

 
At 25 aprile 2012 01:40 , Blogger Ernest said...

Buon 25!!!

 
At 25 aprile 2012 01:42 , Blogger Alligatore said...

Grazie, hai sbagliato post di un minuto ;) ... ma vale anche qua.

 

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