giovedì 18 marzo 2010

DID il vinile… e poi nel mondo.

Erano anni che non accendevo il mio vecchio stereo giù in cantina. Pieno di polvere, con un caos attorno, l’umidità del luogo. Avevo paura non funzionasse più. Invece, quel vecchio stereo di fine anni 70, inizio ’80 (quando si facevano le cose per durare), funziona. Divertente far suonare una giovane band come i DID e il loro vinile 7’’ trasparente.
Un oggettino di culto fin dalla copertina Hello Hello, con immagine del guru della fotografia moderna Andrew Davidhazy, vero e proprio pioniere negli anni sessanta della tecnica di Strip Aerial Photography. In effetti quella monetina lanciata per fare un bel volo in aria è molto sperimentale, da anni ‘60/’70.
La musica no, è modernissima, si tratta di quel pompante e contagioso ritmo dancefloor post-punk che apriva il loro felice esordio Kumar Solarium, Hello Hello. Sull’altro lato Another Pusher remixata dai These New Puritans, quartetto londinese ipnotico e piacevolmente stordente. Un bel lancio a livello internazionale per questi giovani torinesi e la loro label indipendente Foolica records. Il cd Kumar Solarium uscirà in tutto il mondo nei prossimi mesi: negli States e Canada con la Saboteur Records, in Giappone con la Flake Records, in Gran Bretagna con la stessa Foolica. Mi fa piacere averli ospitati per il lancio del disco lo scorso autunno e per questo RILANCIO LA MIA Intervista ai DID

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11 Commenti:

Alle 18 marzo 2010 21:11 , Anonymous Anonimo ha detto...

Bravo Ally, pure io sono un sostenitore del vinile.
G

 
Alle 19 marzo 2010 09:10 , Anonymous Indie Riviera ha detto...

Bè, qualcuno ha nominato la parola vinile? Mi accodo anche io alla fila dei sostenitori.

Ho questo disco sullo stereo da qualche giorno, ma devo trovare il momento giusto per ascoltarlo.

Ciao

 
Alle 19 marzo 2010 13:05 , Blogger Alligatore ha detto...

@G
Io sono un alcolista del vinile; lo tengo in cantina vicino alle bottiglie (quasi sempre vuote).
@Indie Riviera
Sì, il vinile è sulla bocca di molti.
Il disco dei DID è UN disco fatto con gusto, ogni momento è quello giusto.
Bel blog interessante il tuo Indie. Peccato sia un casino commentare ...

 
Alle 19 marzo 2010 17:40 , Blogger Wallabeat ha detto...

E anch'io mi accodo a sostegno della musica su vinile.

Interessanti anche i DID che non avevo ancora ascoltato.
ciao e grazie all'Alligatore.

Wall..

 
Alle 19 marzo 2010 17:47 , Blogger Alligatore ha detto...

Quando penso alla musica penso al vinile, è inevitabile che sia così... i DID in vinile sono il massimo.

 
Alle 19 marzo 2010 19:31 , Anonymous chiara ha detto...

off topic: che bello il tuo blog! grazie per avermi fatto visita affinché ti scopribbetti! ciao

 
Alle 19 marzo 2010 20:12 , Blogger Alligatore ha detto...

Grazie per la visita Chiara, ricambio il tuo complimento al quadrato...

 
Alle 19 marzo 2010 23:47 , Anonymous Manfredi ha detto...

niente male davvero i Did

 
Alle 20 marzo 2010 00:41 , Blogger Alligatore ha detto...

Concord, concord con te Manfredi...e poi riescono con semplicità a fare cose straordinarie.

 
Alle 20 marzo 2010 08:23 , Anonymous and ha detto...

sì, non male. il vinile è un tesoro, peccato che il mio giradischi è scoppiato e prima di comprarne un altro passerà un po' di tempo.

 
Alle 20 marzo 2010 12:40 , Blogger Alligatore ha detto...

Mi dispiace per il mangiadischi and, forse non era stato costruito nei '70/'80 come il mio (che poi ho ereditato dal fratellino)...comunque i DID si acoltano bene anche su cd o, meglio, nei tanti live.

 

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