martedì 7 novembre 2017

In palude con She Owl


NOTE SINTETICHE ALL’ASCOLTO DEL DISCO
GENERE psych-folk / dream-pop
DOVE ASCOLTARLO
LABEL  Bekassine Records / Broken Toys / Rockers Die Younger
PARTICOLARITA     EP, vinile 10’’ a 45rpm
CITTA:  composto tra San Francisco e Lipsia
DATA DI USCITA 6 Ottobre 2017
LINTERVISTA
Come è nato Drifters ep?
In viaggio, tra un concerto e un trasloco: da quando è uscito Animal Eye abbiamo traslocato almeno sette volte e siamo stati in tour per la maggior parte del tempo. Come al solito, abbiamo collaudato le canzoni dal vivo e abbiamo registrato le prove, ma al momento della registrazione abbiamo concesso molta più libertà alliniziativa di George S. Rosenthal (produttore e multistrumentista, proprietario del ComplexSF studio a San Francisco). È la prima volta che abbiamo un co-produttore, e il risultato ci ha sbalordito ... positivamente!
Perché un ep?
È un momento di transizione per noi, stiamo crescendo a suon di concerti e vogliamo gettare un ponte tra quello che siamo stati finora e il prossimo album intero, ma vogliamo che sia un ponte solido, e che si avverta la crescita. Per registrare gli album precedenti eravamo entrati in studio con le idee chiare e senza ripensamenti, e ci siamo rispecchiati nel risultato. Per le canzoni di Drifters, pur avendo la nostra versione dei brani in testa, volevamo tentare insieme a George diverse soluzioni strumentali e vocali, appassionandoci a far crescere le canzoni in direzioni diverse, per poi scegliere un suono omogeneo e riproducibile dal vivo. Questo richiede più tempo, dunque abbiamo registrato meno canzoni.
Come è stata la genesi di Drifters ep, dallidea iniziale alla sua realizzazione finale?
Dal Novembre 2015 in poi, durante il tour per Animal Eye, abbiamo vissuto molto da vicino londata di terrore che, da Parigi a Bruxelles, da Londra a Barcellona ci ha accompagnato nei nostri viaggi come una nuvola minacciosa. Prima e dopo i concerti abbiamo parlato con persone di diverse età e diversi paesi e ci siamo fatti unidea quanto più lontana dal filtro di giornali e media facilmente censurabili. Qualcosa nel mondo occidentale è ormai irrimediabilmente cambiato, la realtà che conoscevamo è sempre più virtuale mentre i nostri sensi - tra cui quello del pericolo sono ingannati e storditi. I testi di Drifters parlano dei pericoli che viviamo e soprattutto dei pericoli che ci aspettano in ogni momento, appena dietro langolo di una quotidianità che cerchiamo con tutte le forze ma che non c’è più. Esserne consapevoli sembra doloroso ma concede una speranza al nostro futuro. Latmosfera delle canzoni è quella di un sogno, surreale ma intensa: il sogno non è un mezzo di evasione, di distacco dal mondo, ma un mezzo per comprendere e, al risveglio, trascendere. Ogni nostro album è accompagnato da una citazione. Per Drifters abbiamo scelto un frammento di Novalis: Siamo vicini al risveglio quando sogniamo che stiamo sognando.
Qualche episodio che è rimasto nella memoria durante la lavorazione del disco?
È sera nel quartiere di Soma (South of Market): usciamo dallo studio con in mano il mix finale delle quattro canzoni: stanchi, soddisfatti e affamatissimi. Lautobus è affollato e in pochi secondi ci ritroviamo ad una distanza di 3, 4 persone luno dallaltra. Si chiudono le porte. Quasi contemporaneamente scoppia una rissa in fondo al veicolo: ragazzi giovani, uno di loro sembra avere un coltello. Lautista sembra spaventato e ipnotizzato al contempo, non accenna a partire ma non apre nemmeno le porte, e continua a ripetere Stop it, stop it come un disco incantato. Jolanda è la più vicina a lui, e le urla Open the door! un paio di volte; finalmente lautista si riprende e più di metà dei passeggeri esce dallautobus, una signora gli si mette di fronte e chiama la polizia, mentre noi ci allontaniamo. Da quello che siamo riusciti a vedere nessuno ha ferito nessuno.
 Se questo ep fosse un concept-album su cosa sarebbe? potrebbe esserlo?
Queste canzoni raccontano sicuramente una storia, ma soprattutto sono la colonna sonora di un sogno surreale a metà strada tra David Lynch e Magritte. Un sogno ulteriore è quello di realizzare un film o un corto ispirato a Drifters, e per ora non diciamo altro.
C’è qualche pezzo che preferite? Qualche pezzo del quale andate più fieri di Drifters ep? che vi piace di più fare live?
Personalmente ci piacciono tutte le canzoni, finora sono state preferite ad una ad una, a seconda della giornata. Le porteremo un po in giro e poi vediamo come se la cavano in concerto.
Come è stato a livello produttivo fare il cd? Mi sembra ci siano nomi già coinvolti nel progetto
È sempre un piacere lavorare con George S. Rosenthal, lui ci ha seguito dallinizio e del suo orecchio ci possiamo fidare ciecamente (come dire ... sordamente?) e Roberta Cartisano (musicista italiana che vi consigliamo caldamente di ascoltare: www.killingcartisano.com) al basso, immancabile nei nostri lavori. Le persone con cui lavoriamo dal 2013 in USA, Germania e Francia sono rimaste al nostro fianco e cresciute con noi. Da italiani, tendiamo a trasformare tutto in una grande famiglia allargata e crediamo che questo abbia fatto la differenza nelle nostre collaborazioni.
Copertina molto affascinante, come tutto il progetto grafico. Come è stato pensato e realizzato? Da voi direttamente, se non sbaglio
Innanzitutto Jolanda ha fatto un sogno, che abbiamo cercato di catturare in quattro fotografie. Ne abbiamo parlato con diversi fotografi e alla fine George ha proposto Felicia Wong e la sua Mamiya RZ67. Le immagini possono essere utilizzate come porte per entrare nelle canzoni. 
Come presentate dal vivo Drifters ep?
Siamo in due, da oggi a dicembre suoneremo una quarantina di concerti in Germania, Francia, Olanda, Italia, Repubblica Ceca. In Italia:
14 Dicembre, 2017 TBA, Asti
15 Dicembre, 2017 Ex Cinema Aurora, Livorno
16 Dicembre, 2017 CdP Progresso, Firenze
17 Dicembre, 2017 Efesto, Bologna
Altro da dichiarare?
Parafrasando David Lynch: i Gufi non sono quello che sembrano... ma neanche gli Alligatori!

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13 Commenti:

Alle 7 novembre 2017 alle ore 00:05 , Blogger Alligatore ha detto...

Gran piacere ospitare ancora una volta She Owl, per l'originalità nel loro progetto sonoro, e per la disponibilità totale a parlarne ... senza dire tutto, ma tanto.

 
Alle 7 novembre 2017 alle ore 00:06 , Blogger Alligatore ha detto...

Poi perché questo duo, è italiano ma anche no, suona in giro per il mondo per il piacere di farlo (in questi giorni sono in Germania, suoneranno in settimana a Berlino), e sembrano avere una consapevolezza zen che hanno in pochi.

 
Alle 7 novembre 2017 alle ore 00:08 , Blogger Alligatore ha detto...

Ma non voglio sbrodolare oltre, il disco che presentano questa sera è un semplice EP, solo 4 pezzi, ma di un'intensità che sembra di avere ascoltato un disco lungo ogni volta che lo ascoltiamo

 
Alle 7 novembre 2017 alle ore 00:09 , Blogger Alligatore ha detto...

... e poi, non appena è finito, si resta per un po' in silenzio, con la musica che ti suona in testa, guardi la copertina, la apri, e il disco ti risuona in testa, come ci fosse una ghost-track.

 
Alle 7 novembre 2017 alle ore 00:12 , Blogger Alligatore ha detto...

Vera nuova psichedelia che attiva qualche parte del cervello ai più ignota.

 
Alle 7 novembre 2017 alle ore 00:14 , Blogger Alligatore ha detto...

I pezzi? I pezzi? Visto quello che ho detto vale poco analizzarlo canzone per canzone, ma ci provo lo stesso, per semplificare (forse) o incasinare di più.

 
Alle 7 novembre 2017 alle ore 00:20 , Blogger Alligatore ha detto...

She Cries A River ha una chitarra solenne, come il cantato, con echeggiamenti e una certa intimità. Brano che sale di vibrazione in vibrazione.

 
Alle 7 novembre 2017 alle ore 00:23 , Blogger Alligatore ha detto...

War Within è cullante e malinconica, con un cantato sofferto che domina per gran parte dell'ascolto.

 
Alle 7 novembre 2017 alle ore 00:26 , Blogger Alligatore ha detto...

Before The Night appare come un classico della psichdelia fin dal primo ascolto: basso, vocalizzi ... un lavorio sulla voce notevole per un pezzo veramente dilatato veramente dilatante.

 
Alle 7 novembre 2017 alle ore 00:27 , Blogger Alligatore ha detto...

Glass chiude il cerchio: voce e suggestioni, di chitarra, piano, organo, basso, batteria ... una ballata che entra nel cervello e non ti lascia più. Il mio pezzo preferito, per questa andatura inesorabile ...

 
Alle 7 novembre 2017 alle ore 00:28 , Blogger Alligatore ha detto...

... e poi resti lì.

 
Alle 7 novembre 2017 alle ore 14:40 , Blogger Unknown ha detto...

Grazie Alligatore per le tue meravigliose parole. Siamo a disposizione per eventuali domande dei visitatori della palude <3

 
Alle 8 novembre 2017 alle ore 01:37 , Blogger Alligatore ha detto...

Grazie a voi ragazzi ... l'intervista è meno interattiva di un tempo, ma spero lo ritorni presto ;)

 

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