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venerdì 2 febbraio 2024

Happy Days perché ci piaceva...


Sto rivedendo in queste settimane Happy Days, il telefilm culto degli anni Settanta, ambientato negli anni Cinquanta. Ho cominciato a rivedere alcuni episodi dopo aver sentito che Happy Days compiva 50 anni. Sì, il primo episodio di quella serie tv venne trasmesso negli Usa il 15 gennaio del 1974 (arriverà in Italia solo nel 1977). 

La cosa che mi piace di più sono i colori, vivi, caldi, con i colori primari a colpire di più, in particolare il rosso, ma anche il blu, il verde e loro variazioni. Happy Days non si può vedere/immaginare in bianco e nero. Le auto rosse, i golfini con i nomi della scuola azzurri, gli alberi di natale verdi, le zucche di Halloween arancio... e questo fa pensare a una sorta di americanizzazione del mondo attraverso le proprie tradizioni. C'è una puntata, molto carina, ambientata proprio durante Halloween, con i ragazzi grandi a fare una festa mascherata in una casa abbandonata, e paurosa, e i ragazzi piccoli in giro, truccati come a carnevale, a chiedere dolcetto o scherzetto? Una cosa che da noi, negli anni Settanta, non esisteva, a vederla ci faceva strano. Ma che è? Oggi è invece una cosa normale, credo in quasi tutto il mondo. 

Guardando ogni singolo episodio (anni fa ho preso un dvd contente ben 24 episodi, che mi sto sparando in vena 4/5 al giorno) si ha l'impressione che questa serie tv sia una sorta di educazione morale per giovani. Ci sono le feste comandante, il mito dell'auto (o della moto, per Fonzie, il deviante, costruito sull'esempio di Marlon Brando e James Dean), l'amore eterosessuale (un telefilm così sessista oggi non si farebbe), il servizio militare, la bella casa con giardino, le recite di beneficenza in parrocchia, il matrimonio, il controllo delle sorelle più piccole, il sesso come cosa misteriosa (a parte Fonzie, i 3 ragazzi protagonisti non vanno oltre pomiciate), la voglia di andare a vivere da soli, ma poi si torna dai genitori ... insomma, tutte cose da "educazione borghese" viste in molti film dal secondo dopoguerra in poi, in particolare negli anni Cinquanta. A tratti sono così esasperate da sembrare una parodia, quasi innocua. 

Del resto il nome della serie è significativo, Happy Days, cioè Giorni felici, sta a indicare una nostalgia, che un America in crisi economica e politica nei Settanta aveva per i Cinquanta, cioè un'epoca dove non c'era stato l'assassinio dei Kennedy, non c'era ancora stata la sporca guerra in Vietnam, il Watergate... la cosiddetta perdita della verginità del paese a stelle e strisce (anche se c'era stata quella in Corea).
 

Il fatto di guardare a due decenni prima era tipico del cinema di quel periodo (pensiamo a Grease con John Travolta). Mi ricordo un Dennis Hopper in una trasmissione tv italiana pontificare sul ritorno ai decenni precedenti nei film e nella cultura popolare: negli anni Settanta si riguardava agli anni Cinquanta, negli anni Ottanta si guardava ai Sessante e così via ... tesi affascinante, non so se nei Novanta si sia poi guardato con nostalgia ai Settanta, forse sì, e negli anni zero agli Ottanta. Si guardava a due decenni prima nel modo di vestirsi, nei film e nei libri del periodo, nei fatti storici e/o politici, ma in particolare per quanto riguarda la musica. 

Happy Days essendo ambientato nei Cinquanta, ha una splendida colonna sonora con il rock'n'roll a farla da padrone. Da Bill Haley & The Comets (la sua Rock Around the Clock venne usata come sigla delle prime due stagioni), Elvis, The Platters, Nati King Cole, The Everly Brothers, Fats Domino, Sam Cooke... insomma il meglio dei primordi dl rock, anche se, forse, la parte più tranquilla, romantica...

La serie Tv, che negli Usa ha avuto ben 10 anni filati di programmazione, dal 1974 al 1984 ha avuto il merito di lanciare poi altre serie, cosiddetti spin-off tipo Mork & Mindi con protagonista l'immenso Robin Williams nelle vesti di un alieno proveniente dal pianeta Ork (prima di nascere come serie autonoma aveva visto l'alieno partecipare in alcune puntate di Happy Days, bellissime, tra l'altro, e di successo tanto da far nascere la nuova serie). Produttore lo stesso Garry Marshall, che era appunto il produttore di Happy Days, Laverne & Shirley (altro clone di Happy Days, con due ragazze litigiose e divertenti), poi regista di cult-movie quali Flamingo Kid, Pretty Woman, Paura d'amare.

Nel corso degli anni ho visto più volte Happy Days, tanto da poter dire che è la mia serie tv preferita, nonostante poi ne siano venute molte altre, magari più sofisticate, impegnate, piene di cose (penso a Miami Vice, X-Files, Il racconto dell'Ancella). Probabilmente è perché allora ero bambino, direi la risposta più semplice è questa... e vedevo dei protagonisti ragazzi alle prese con le prime esperienze con la vita "adulta". Ma sì, credo che il motivo sia questo: è stata la prima serie tv della mia vita, a colori, tra l'altro. E a voi piaceva?

5 commenti:

  1. Erano le serie della mia infanzia, che guardavo volentieri.

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  2. Eravamo piccoli ed era un'esperienza completamente nuova anche per la televisione. Gli episodi erano tutti ottimamente fatti: buona regia, buona scenografia e tutto il resto era molto curato. Inoltre come scrivi: ... si ha l'impressione che questa serie tv sia una sorta di educazione morale per giovani e noi ragazzini eravamo terreno fertile.
    L'industria cinematografica e televisiva americana era ancora ai suoi albori e poi ci ha mostrato di cosa era ed è capace, con la sua propaganda suadente e ben costruita.
    Happy days, che nostalgia!

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  3. @Cavaliere Oscuro del Web
    Sì, intere generazioni potrebbero dire la stessa cosa...
    @Berica
    Esatto era fatto bene, bello e colorato, tanto da attrarre, con la sola forza delle immagini. Come diceva Wenders, ci hanno colonizzato l'immaginario (e non solo quello, aggiungerei)

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  4. ... "Hey!" mi hai fatto tornare indietro nel tempo... correva l'anno 1977 e io mi fiondavo davanti alla tv con il babbo che mi guardava scuotendo la testa ... non poteva capire ...
    ... ingenua e rassicurante serie direi oggi, sto invecchiando...

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  5. Sì Semola, Happy Days è stata una serie cult per intere generazioni, la tua, che probabilmente è stata la prima a vederlo in Italia, la mia poco dopo, negli anni Ottanta. Allora ci pareva avanti (la tv a colori, una serie tv coloratissima), ora ci fa sorridere. Era ingenua e rassicurante, pensata così, appositamente così.

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