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lunedì 2 settembre 2019

Alessio Lega e Guido Baldoni live

Sale sul palco poco dopo il dibattito di Maurizio Acerbo, il giovane segretario nazionale di PRC, e dichiara da subito il suo essere anarchico, a suo agio alla festa di Rifondazione di Verona. Io che la conosco bene questa festa, frequentandola da più di vent'anni, credo che il luogo sia adatto a un libertario come lui. Già lo sapevo delle sue idee, non sapevo delle
sue doti di intrattenitore: tra un brano e l'altro di Canzoni d'amore e d'anarchia, come si intitola il suo spettacolo, Alessio Lega offre a un pubblico attento, molte perle ironiche. Canzoni d'amore e d'anarchia, spettacolo suo e di Guido Baldoni, eccezionale fisarmonicista e seconda voce, con il quale propone in un'ora e mezza circa, un bel numero di classici e loro pezzi originali.
Apre con una stupenda canzone dedicata a Mario Monicelli, ricordando il suo cinema profondamente popolare e le sue scelte di vita, omaggia il maestro Ivan Della Mea (lui sì autenticamente comunista, ci ricorda). Lo omaggia con dei suoi classici a partire dalla geniale El me gatt, della quale ci spiega la genesi, e poi la canta in perfetto dialetto milanese. Si sofferma un bel po' a parlare del cantautore milanese, al quale ha dedicato un libro (La nave dei folli, Agenzia X), consigliatissimo. Poi ironizza sul fatto che De André sia stato definito uno dei cantautori preferiti da Salvini. Evidentemente non conosce bene le parole delle sue canzoni. Ma non le prime, ci ricorda, anche le ultime di Fabrizio De André sono state da sempre canzoni d'amore e d'anarchia, tipo Princesa, che dopo avercela spiegata ce la canta con forte intensità. Già, una canzone così, d'immigrazione e transessualità, non me la vedo cantata a una festa leghista.
Da pelle d'oca la dedica a Enzo Baldoni, che non può essere dimenticato. Lo dice a un pubblico che non lo ha di certo dimenticato, per la profonda vicinanza al suo pacifismo, alla sua ricerca della verità sulle guerre di questo orribile nuovo secolo. E anche per questo, Zolletta, cantata accanto al figlio di Enzo Baldoni, il gran fisarmonicista Guido Baldoni, è uno delle migliori della serata.
Dal recente disco dedicato a Bulat Okudžava ci propone un paio di pezzi, tra i quali spicca L'ultimo bus. Anche qui ci ricorda la genesi del progetto, il perché ha voluto cantare in italiano canzoni storiche del cantautore moscovita. Un disco che Elle e io conosciamo molto bene, per averne parlato con lo stesso Alessio Lega nel nostro Orto; intervista  fatta in modo surreale, ci ricorda Lega, tramite una chat nel pc (chi segue questo blog, sa che così ne ho fatto centinaia, e centinaia, e ora le propongo ogni tanto nell'Orto di Elle e Alli). Disco importantissimo,apparentemente di nicchia, uscito con Squi[libri], ha portato a Lega un'altra Targa Tenco (mi fa piacere averlo votato, non lo nascondo).
Che aggiungere? Gran concerto. I due sono una coppia ben affiatata, surreale e disincantata. Teatro canzone, quasi, con molta ironia e profonda politicità. Entrambi, dopo bis, abbracci e saluti (anche a pugno chiuso) con i tanti presenti, si meritano la spilletta dell'alligatore, che accettano con un sorriso sulle labbra. Una bella soddisfazione averli visti alla Festa In Rosso. Il tour, tra teatri, manifestazioni e feste politiche, come suo solito, continua. Guardate qui.

4 commenti:

  1. Grane artista, mi auguro di ascoltarlo dal vivo.
    Sereno pomeriggio.

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  2. Sì, grande artista, stupendo live. Spero tu abbia l'occasione per sentirlo dal vivo (come vedi al link concerti, di occasioni ne avrai un sacco).
    Grazie per la tua costante presenza Cavaliere Oscuro del Web.

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  3. Thanks for sharing, this is a fantastic blog post.

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