sabato 17 novembre 2018

In palude con I Camillas


NOTE SINTETICHE ALL’ASCOLTO DEL DISCO

GENERE – ballabile senza preoccupazioni

DOVE ASCOLTARLO su bandcamp

LABEL – La Famosa Etichetta Trovarobato

PARTICOLARITA’ - l'album è dedicato allo sfinimento che non finisce mai

CITTA’ - Pesaro

DATA DI USCITA – 05/10/2018

L’INTERVISTA

Come è nato Discoteca Rock?

Questo album è stato concepito con cura: tutte le fasi sono state eseguite secondo quanto previsto dalle buone regole per la nascita di un album, a cui abbiamo aderito con l'entusiasmo proprio di chi finora si è sempre mosso seguendo i lampi nella testa e le eccitazioni epidermiche e quindi irrinunciabili. Questa volta ci siamo detti: ma perché non fare le cose come dicono che devono essere fatte? Chi lo dice avrà pure una buona ragione per dirlo! E cosa siamo noi per fare diversamente?! E così, con calma e sorrisi, ci siamo messi al lavoro.

Perché questo titolo?

Discoteca Rock è un omaggio affettuoso ad un ambiente sonoro ed umano, che tende a non esistere più. Un luogo dove si ballava seguendo la successione di canzoni, che potevano essere rock, pop, lievemente elettroniche ..., eccitandosi per quelle conosciute e stupendosi per quelle scoperte all'improvviso. L'album rappresenta, di questa esperienza, il momento finale, quasi l'alba, un po' di puzza di fumo addosso, la testa rimbombata, la voglia di non finirla mai, la ricerca di uno sgabello, il movimento a ciondoloni, l'esaltazione improvvisa che magari ti porta pure a farti male, i saluti che non finiscono mai. E' uno stato esistenziale, che evidentemente rappresenta lo stato normale della vita quotidiana.

Come è stata la genesi del disco, dall’idea iniziale alla sua realizzazione finale?

Abbiamo seguito un percorso lineare e laborioso: composizione dei brani, registrazioni per una preproduzione da proporre ad alcune etichette, registrazione definitiva, mixaggio, masterizzazione, confezionamento. Ogni fase rappresentava lo specchio raffinato della precedente e l'obiettivo diventava sempre più vicino ed abbagliante. Ci guardavamo negli occhi, consapevoli di maneggiare la materia di cui sono fatte le stelle. Indossavamo occhiali scuri. Le ante della finestra sempre socchiuse.

Qualche episodio che è rimasto nella memoria durante la lavorazione dell’album?

Abbiamo registrato le parti strumentali a Mestre, in un locale che avevamo a disposizione (e grazie a Marco Sacca sempre!). Tutte le notti sentivamo le sirene della laguna di Venezia che ci chiamavano. Una sera, stanchi di provare e riprovare una canzone che non ci veniva come volevamo, siamo usciti a cercarle. Non le abbiamo trovate e siamo andati a Padova.

Interessante anche la storia della registrazione di Discoteca Rock, la canzone che ha il titolo dell'album: una traccia di batteria, suonata con enfasi e precisione e coraggio, che viene poi sepolta da una pulsazione gommosa che ti trasforma in gabbiano. Ecco, in fase di lavorazione abbiamo scoperto che, se provi con una cannuccia a succhiare le parti di tastiera e chitarra, queste spariscono e tu ti senti un po' gonfio, ma felice. Tutti i musicisti dovrebbero provare questa esperienza, davvero.

Se Discoteca Rock fosse un concept-album su cosa sarebbe? … tolgo il fosse?

Infatti è un concept album sull'impossibilità di concepire qualcosa di unitario, perché la realtà è fortunatamente dispersione, disequilibrio e discoteca.

C’è qualche pezzo che preferite? Qualche pezzo del quale andate più fieri dell’intero disco? … che vi piace di più fare live?

E' una domanda difficilissima ... ogni canzone ci guarda, mentre rispondiamo, sperando di essere nominata. Sudano, si accapigliano, spingono. Si tirano i capelli, si mordono i polpacci. Facci allora gridare che vogliamo bene a tutte e che le suoneremo dal vivo tutte, felici di farlo.

Come è stato produrre Discoteca Rock? Chi avete avuto più vicino, dal punto di vista produttivo?

La produzione è stata professionalmente condotta da Michael Camillas e Alessandro Gobbi. Hanno provveduto loro a mettere ben bene in fila suoni, voci, effetti, arrangiamenti...durante un lavoro collettivo di composizione e scelta. Con loro si lavora benissimo. Ve li consigliamo senza paura di essere delusi. Anzi.

Copertina da “Discoteca Rock”, forse un po’ punk ... come è nata? Di chi è opera?

La copertina è uno scatto originale di Mirko Spino, capo di Wallace Records: una mattina in Germania, cercando un bar dove fare colazione, si è trovato, attorno al suo cappuccino, i resti sfibrati di umani che ancora ballavano dalla notte precedente, retroilluminati da un giorno che spaccava le finestre, e benedetti da una lucina rossa, instancabile, che ancora brillava in faccia ad una palla di vetrini. Ce l'ha regalata, perché è un tesoro.

Come presentate dal vivo il disco?

Puntiamo molto sull'impatto corporeo. Volumi di suoni che smuovano muscoli ed arti. Avremo con noi anche un bassista, Theodore Camillas, giovane e scintillante. Il tour, iniziato a Lugano il 13 ottobre, si chiama Festa e Sangue, che è la sintesi di quello che si diceva sopra: il rovesciamento delle cose fa parte delle cose.

Altro da dichiarare?

Ci teniamo a ringraziare tutti e tutte quelle che ci hanno accompagnato in questo percorso. Ciascuno sa chi è. Non ve lo dite fra di voi.

Etichette: , , , , , , , , , , , ,

14 Commenti:

Alle 17 novembre 2018 01:06 , Blogger Alligatore ha detto...

Grande musica questa sera, con I Camillas, graditi ospiti in palude.

 
Alle 17 novembre 2018 01:08 , Blogger Alligatore ha detto...

Guardate che belli che sono ... ma il disco ancora di più.

 
Alle 17 novembre 2018 01:09 , Blogger Alligatore ha detto...

Discoteca Rock, un disco costituito da 18 canzoni, una più bella delle altre, ognuna con una specificità, toccando generi diversi.

 
Alle 17 novembre 2018 01:11 , Blogger Alligatore ha detto...

Sempre divertendosi e divertendo .... con generi diversi, lingue diverse, strumentali e cover di tutto rispetto.

 
Alle 17 novembre 2018 01:14 , Blogger Alligatore ha detto...

Qui siamo veramente conquistati dal disco, tanto da non riuscire a dire quale pezzo ... direi tutti.

 
Alle 17 novembre 2018 01:16 , Blogger Alligatore ha detto...

Potrei dirvi Busto perché è la prima. Strumentale con piacevole elettronica il minimog del tastierista de Le Orme Tony Pagliuca.

 
Alle 17 novembre 2018 01:19 , Blogger Alligatore ha detto...

Potrei dirvi D'occhio gigante pop divertente psicomagico, che smuove corpo e mente, o potrei dirvi Sbranato , con tromba gioiosa e liberatoria con un testo surreale quanto divertente.

 
Alle 17 novembre 2018 01:19 , Blogger Alligatore ha detto...

.... e siamo solo ai primi tre pezzi.

 
Alle 17 novembre 2018 01:22 , Blogger Alligatore ha detto...

Allora vi cito il quarto, Motorock brano dal gran pezzo, un testo intelligente e l'incredibile vocalizzo finale di Valeria Sturba (Ooopopoiooo)

 
Alle 17 novembre 2018 01:23 , Blogger Alligatore ha detto...

Vi dico il quinto? Fresco pezzo voce/chitarra per un cantautorato surreale, post-punk con la tromba che ancora fa la sua porca figura ...

 
Alle 17 novembre 2018 01:27 , Blogger Alligatore ha detto...

Tutti, veramente tutti e 18 i pezzi conquistano, con ironia e intelligenza ...

 
Alle 17 novembre 2018 01:30 , Blogger Alligatore ha detto...

Tra le mie preferite, citerei ancora: Jazz a Misano (scoppiettante e surreale), Errore romantico (giocattolosa e con un testo che in-canta), El mito (rock latino cantato in spagnolo), L'anca(surreale francescosalviana e dal ritmo incedibile), Dracula (sfacciatamente elettronica), Nananana (rock liberatario, semplice e diretto sigla di Colorado, trasmissione tv).

 
Alle 17 novembre 2018 01:31 , Blogger Alligatore ha detto...

La macchina dell'amore pezzo conclusivo, così solenne, strumentale elettrificato che è un piacere ascoltare e quindi rifacciamo partire il cd.

 
Alle 17 novembre 2018 01:31 , Blogger Alligatore ha detto...

Buonanotte a tutti.

 

Posta un commento

Iscriviti a Commenti sul post [Atom]

<< Home page