mercoledì 4 ottobre 2017

In palude con Le Furie


NOTE SINTETICHE ALL’ASCOLTO DEL DISCO
GENERE Pop Rock
DOVE ASCOLTARLO On line, tipo qui, a casa vostra oppure ai nostri concerti
LABEL Gelsomina
PARTICOLARITA’ sincerità, semplicità
CITTA’ Firenze
DATA DI USCITA 22.09.2017

L’INTERVISTA
Come è nato Il futuro è nella testa?
La genesi di un album è un processo talmente contorto e contraddittorio che quando esce il cervello decide di cancellare dalla memoria tutto il percorso. Sicuramente posso dire che è stato influenzato dalla nostra età, un età di passaggio dove senti la necessità di maturare, di andare in profondità e di imparare ad usare l'ironia come arma contro la mediocrità. In più posso dire che c'è stato un grandissimo lavoro artigianale. Questo è un album dove si sceglie di mettere l'accento sulle canzoni e sulle strutture elementari e dirette, quelle che vanno ditte al cuore e alla pancia, non sulle sovrastrutture.
Perché questo titolo? … è anche il titolo del pezzo che chiude magnificamente l’album.
Ognuno dentro di noi ha in potenza tanti futuri da vivere, sta noi scegliere quale. C'è speranza e responsabilità in questo titolo, come dovrebbe esserci in ogni canzone. 
Come è stata la genesi del cd, dall’idea iniziale alla sua realizzazione finale?
C'era la volontà, in antitesi con i tempi di oggi, di fare un disco solamente quando le canzoni fossero state "fondamentali" e degne. Non volevamo fare un disco solo perché dovevamo farlo. Questo ha comportato sacrifici che puoi sono trasfigurati in canzoni, alcune della quali presenti nell'album. Comunque cercando di fare un riassunto sintetico narrativo direi: tante canzoni buttate , poche canzoni selezionate, tanti fogli pieni di inchiostro, poche ore di sonno, tante ore in sala prove e in diversi studi, pochi decine di minuti stampati su un cd.

Qualche episodio che è rimasto nella memoria durante la lavorazione del disco?
Gli episodi più importanti sono gli incontri umani: grazie a questo lavoro oltre ad avere proseguito il percorso con Taketo Gohara, abbiamo conosciuto a fondo Davide Autelitano. Abbiamo avuto modo di passare ore preziose con Alessio Camagni con Federico Calvara e Niccolò Fornabaio. E grazie a questo sono cresciuti. Poi ci sono degli eventi rock'n'roll che è meglio che rimangano SOLO nella nostra memoria ...
Se questo cd fosse un concept-album su cosa sarebbe? … tolgo il fosse?
Sul libero arbitrio (potere inestimabile) e sul senso di colpa (oggi mi sembra che sia cosi, cambia ogni giorno).
C’è qualche pezzo che preferite? Qualche pezzo del quale andate più fieri dell’intero album? … che vi piace di più fare live?
Sarebbe come scegliere tra mamma e babbo. Dipende dai momenti. Qualcuno ci riesce, io no. Forse potrei chiedere ad uno psicanalista. 
Come è stato a livello produttivo fare il cd? Da chi gli apporti maggiori? Gelsomina Musica, ABuzzSupreme …
Il disco è stato pensato e scritto da noi Furie. Davide ci ha aiutato e prodotto. E' venuto a Firenze per un po' di tempo e abbiamo progettato il palazzo. Palazzo che è stato poi costruito ed intonacato al Noise Factory (studio meraviglioso) di Milano e a La Cùpa (dove abbiamo registrato un pianoforte fantasma e altre stregonerie tra cui gong giapponesi, vibrafoni meridionali e marimbe caraibiche). Gli ingegneri/muratori siamo state noi Furie, Davide insieme a Taketo, Alessio, Niccolo e Federico e, dimenticavo, Giovanni Versari!
Fare un disco è come costruire un palazzo effettivamente. Se un pezzo non viene curato bene o crolla tutto o è brutto o è incompleto.
Gelsomina Musica è una scommessa che abbiamo voluto fare. E' una nuova realtà che si imporrà perché dietro c'è tanta passione e competenza, requisiti necessari per lavorare al meglio.

Copertina originale, fuori dal tempo e dallo spazio.  Come è nata e di chi è opera?
La copertina è nata dall'ispirazione che ho avuto alla National Gallery vedendo le opere di Bacon e Gilbert & George. Da li siamo partiti , poi unendo i gusti di tutti (Irene oltre ad essere una musicista è anche una grafica) e chiedendo a Jacopo Lietti (Legno), da sempre nostro grafico e amico, siamo arrivati a questo risultato.
Come presentate dal vivo questo album?

Con tutto quello che abbiamo. Siamo una band nata per stare on stage e li ci esprimiamo al meglio da sempre.
Altro da dichiarare?

Troppo per non risultare tedioso, per questo mi limiterò a dire no.


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11 Commenti:

Alle 4 ottobre 2017 00:07 , Blogger Alligatore ha detto...

Rock giovane in palude questa sera ... anzi, rabbia giovane in palude, quella de Le Furie.

 
Alle 4 ottobre 2017 00:09 , Blogger Alligatore ha detto...

Le Furie (nome decisamente giusto), rock cantautorale da anni doppio zero, che fanno pensare a Le Luci della Centrale Elettrica, o, ancora più vicini, i Fast Animals And Slow Kid.

 
Alle 4 ottobre 2017 00:10 , Blogger Alligatore ha detto...

Come in questi due, c'è il piacere di leggere il testo ... nel senso, si possono leggere i testi della canzone, godendone della loro forza, nel raccontare un'epoca (la nostra) anche senza la musica.

 
Alle 4 ottobre 2017 00:12 , Blogger Alligatore ha detto...

... ma questo non vuol dire che la musica non sia buona, anzi: si va dal pop al rock, con certi momenti psichdelici, certi attacchi di chitarra, il piano, un gran ritmo sempre presente, mai fine a se stesso. Insomma, anche musicalmente mi piacciono queste Furie.

 
Alle 4 ottobre 2017 00:14 , Blogger Alligatore ha detto...

Mi piacciono da Artisti da fast food, messo in apertura, con un magico intro di chitarra per narrare la nostalgia degli anni ’60 (quando si aveva un nemico da battere, c’erano gli intellettuali, Tenco, Pasolini e gli Stones …) fino alla title track, messa stratgicamente in coda.

 
Alle 4 ottobre 2017 00:17 , Blogger Alligatore ha detto...

Il futuro è nella testa è rock dinamico e scoppiettante, ribelle e speranzoso con tanto, tanto sarcasmo (il testo è una delizia, lo citerei tutto, cercatelo!).

 
Alle 4 ottobre 2017 00:18 , Blogger Alligatore ha detto...

E poi Questo nostro continente dallo stupendo inizio voce/piano, con un testo surreale, magico, che osa volare, pur restando sul quotidiano.

 
Alle 4 ottobre 2017 00:22 , Blogger Alligatore ha detto...

Per non dire di Camerieri dinamico voce/chitarra, ritmato quanto basta, a narrare i giovani d'oggi che fanno i camerieri, non avranno una pensione ma vogliono da bere, nell'attesa di un giorno migliore, di un nuovo profeta ... ma hanno le loro colpe (cito così, quello che mi ispira di più).

 
Alle 4 ottobre 2017 00:23 , Blogger Alligatore ha detto...

Insomma,lo avrete capito: un disco tutto da leggere e ascoltare, un disco perfetto per la palude, con giovani arrabbiati sempre! Come deLe Furie.

 
Alle 4 ottobre 2017 22:01 , Blogger Riserva Indie ha detto...

Un grande bella scoperta, grazie alligatore :)

 
Alle 5 ottobre 2017 00:40 , Blogger Alligatore ha detto...

Concordo, bella scoperta ... grazie a te per l'attenzione.

 

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