giovedì 20 luglio 2017

Rece d'Alligatore: Charlie


Charlie, Ruins of Memories
Autoproduzione

Sono proprio Ruins of Memories queste perle uscite dall'esordio di Charlie, genovese giramondo. Giovane ma attiva da molto nel mondo della musica, ha scritto queste canzoni senza tempo nel corso degli ultimi quindici anni, a partire dalla mitica title-track. Tutte scritte imbracciando la chitarra, sono poi state rivestite di viole, violini, organi, trombe, banjo e chi più ne ha ... per creare un disco di folk - rock senza tempo. Accanto a lei il suo chitarrista Tristan Martinelli (già passato in palude più di una volta), produttore del disco uscito sul finire dello scorso anno.
Undici pezzi intensi, uno più caratteristico dell'altro: dall'iniziale The Strenght, folkettino romantico a raccontare con voce ben impostata la passione per qualcosa, alla conclusiva The Road,  acido rock ispirato dall'omonimo libro di Cormac McCarthy, per una storia dannata voce e suggestioni desertiche, più una traccia fantasma, She, con chitarra acustica e dobro da pelle d'oca. In mezzo un capolavoro senza tempo, quindi molto anni '60 quale Innocent Sweet, violino violoncello, organo, la voce a raccontare di amore acerbi e innocenti, poi la rilassata/rilassante Ruins of  Memories, romantica, cullante, da film di Wenders alla scoperta degli States, poi Cigarette dal ritmo swingato, per narrare in modo ironico e disincantato la storia di una sigaretta che tiene in mano il mondo ...
Come avrete capito è un disco che mi è piaciuto veramente molto. Fatto bene, interpreta in maniera personale, musica sicuramente già sentita, ma che non mi stancherò mai di ascoltare. Spero sia il primo lavoro di una lunga serie. Charlie crea musica e suggestioni adatte alla nostra palude. E alla vostra piace?

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