domenica 19 marzo 2017

In palude con gli Ofeliadorme


NOTE SINTETICHE ALL’ASCOLTO DEL DISCO 
“Secret Fires” è il terzo album di Ofeliadorme: otto tracce registrate e prodotte da Howie B con il sound engineer Joe Hirst (Four Tet, Jarvis Cocker, DJ Shadow) tra la campagna del Galles e Londra.    
GENERE 
'a crossroads between the serenity of Cocteau Twins, Portishead’s emotive darkness, and PJ Harvey’s shape shifting pop qualities.'
DOVE ASCOLTARLO
su Spotify, ad esempio ... 
LABEL 
HB Recordings UK, licenziato in Italia Per Ala Bianca/Al-kemi Records 
PARTICOLARITA' 
I testi sono in inglese. 
SITO e FB  
CITTA' 
Bologna   
DATA DI USCITA 
17 marzo 2017
L’INTERVISTA
Come è nato Secret Fires?
Abbiamo cominciato a scrivere i brani di questo disco verso la fine del 2013 e li abbiamo affinati fino al momento delle registrazioni, sperimentando con la scrittura e gli arrangiamenti. 

Nel mentre è uscito l'EP The Tale per Locomotiv Records che già segnava un nuovo corso sonoro.

Perché questo titolo? … cosa vuole dire?
Letteralmente significa Fuochi Segreti laddove la parola 'fuoco' ha però diverse valenze. In Alchimia il fuoco è rappresentato da un triangolo equilatero; siamo noi 3, in perfetto equilibrio sonoro.
Come è stata la genesi del cd, dall’idea iniziale alla sua realizzazione finale?
Il disco uscirà in vinile, cd e formato digitale. La genesi e la gestazione sono durate più di 3 anni, dal primo incontro faccia a faccia con Howie nell'estate del 2013, quando ci fece la proposta di produrre il nuovo disco e farlo uscire per la sua label HB Recordings, ad ora, quando finalmente questo lavoro sarà a disposizione di tutti quelli che vorranno ascoltarlo. Nel mezzo ci sono state tantissime ore in sala prove, visite bimestrali di Howie a Bologna, un viaggio in Galles dove abbiamo registrato il disco in una settimana, e tanti tanti scambi di email, file, e messaggi whatsapp.
Qualche episodio che è rimasto nella memoria durante la lavorazione del disco …

In generale direi tutta la settimana passata al Giant Wafer studio in Galles, eravamo solo in 6: noi 3 della band, Joe Hirst, Howie B e Frankie Rainey, e abbiamo vissuto isolati e a stretto contatto 24/7. Le gag sono state tante, soprattutto la sera quando a fine giornata lavorativa, ci trovavamo tutti intorno a un tavolo a bere e mangiare. Un momento che amiamo sempre molto tutti quanti.

Ricordiamo con nostalgia una sera in cui, tra un whiskey e l'altro, Howie (che aveva una gamba ingessata) si è seduto al Wurlitzer che stava in salotto e ha iniziato a suonare, e tutti dietro a seguirlo con la prima cosa che trovavamo, un tamburo, una chitarra...

Se questo cd fosse un concept-album su cosa sarebbe? Togliamo il se? … è?

Secret Fires è un disco che guarda alla natura fisica dell'uomo e di quel che lo circonda, alla natura ancestrale, alle pulsioni, al mondo del sentire e ai bisogni e desideri del corpo. Ma è anche un disco sulla solitudine di questi tempi e sulla trasformazione (sempre rappresentata dal fuoco).


C’è qualche pezzo che preferite? Qualche pezzo del quale andate più fieri di Secret Fires?… che vi piace di più fare live?

Troviamo molto difficile rispondere a questa domanda, è un corpo unico e così noi lo percepiamo. Amiamo tutte le tracce allo stesso modo. 


Come è nato produttivamente il cd? Come sono nati tutti questi apporti produttivi?

Diversamente dai dischi precedenti, buona parte degli scheletri di questi brani sono stati scritti da Francesca a partire da dei pattern di batteria (poi sviluppati) usando meno la chitarra e molto di più programmi come Logic che permettono di avere una visione già strutturata del provino; il tutto è stato poi rielaborato tantissimo in sala prove (esistono più versioni di ogni brano), suonando, sperimentando con molti strumenti, soprattutto sintetizzatori, sequencer e drum machine. All'arrivo di Howie i brani avevano già tutti un'identità che poi è stata messa ancor più in risalto con i suoi suggerimenti e i suoi consigli.
Intenso bel primo piano in bianco e nero in copertina … come è nato lo scatto e chi è l’autore?
Lo scatto è di Francesca che negli ultimi anni ha ripreso in mano la passione per la fotografia. Perciò è un autoritratto, quasi causale, sembrava perfetto per questo disco.
Come presentate dal vivo questo album?
Il live riproduce molto bene il mood e i suoni del disco, sul palco siamo sempre noi 3 e speriamo di portarlo in giro il più possibile, partendo dagli USA, poi in Italia e poi ovunque ci chiameranno a suonare.
Altro da dichiarare?
Amiamo tutto quello che è obliquo in un modo perversamente regolare.

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12 Commenti:

Alle 19 marzo 2017 00:11 , Blogger Alligatore ha detto...

Gran disco, gran disco, è una soddisfazione aver visto crescere questa band, averla ospitata in palude sempre, e ora, ritrovarla qui, con un album dal sapore internazionale, prodotto da loro con Howie B.

 
Alle 19 marzo 2017 00:13 , Blogger Alligatore ha detto...

Nonostante il successo, sento che gli Ofeliadorme sono sempre gli Ofeliadorme, in continua e costante ricerca di suoni ed emozioni vere, quelle contenute in questo "Secret Fires" ... incedi che bruciano dentro.

 
Alle 19 marzo 2017 00:13 , Blogger Alligatore ha detto...

Otto pezzi uno più bello dell'altro, tra i quali sarà difficile dire ... che dire? Forse "Visions" è la mia canzone preferita, con rimandi ai The Cure più intimi, tra sogno e realtà, con la voce di Francesca mai così intima.

 
Alle 19 marzo 2017 00:15 , Blogger Alligatore ha detto...

Molto bella anche la prima dell'album, "Alone With the Stars", non a caso il primo singolo ... pezzo dall'andamento sinuoso, elettrificato alternative fino al midollo. Come la traccia numero otto, "Hairbrushings" a chiudere bene il disco: voce impostata e affascinante, patos e razionalità che convivono perfettamente.

 
Alle 19 marzo 2017 00:17 , Blogger Alligatore ha detto...

Belle avvolgenti e a tratti sconvolgenti (dentro), anche "My Soldiers" con una freschezza nella voce e "Birch", il classico pezzo che sale ascolto dopo ascolto.

 
Alle 19 marzo 2017 00:22 , Blogger Alligatore ha detto...

Produzione internazionale, che però non è riuscita a rompere l'equilibro dei suoni e delle emozioni del tri bolognese, anzi ...

 
Alle 19 marzo 2017 00:29 , Blogger Alligatore ha detto...

Ascoltate il trio bolognese e ditemi che emozioni vi porta ...

 
Alle 19 marzo 2017 23:47 , Blogger ofeliadorme ha detto...

Ciao Alligatore e tutti voi che leggete. Per noi è sempre un piacere!

 
Alle 19 marzo 2017 23:48 , Blogger Alligatore ha detto...

Piacere nostro, siete ancora negli Usa? Come è andata?

 
Alle 20 marzo 2017 07:21 , Blogger Daniele Verzetti il Rockpoeta® ha detto...

Già come si fanno chiamare mi intriga moltissimo, poi che scrivano in inglese mi piace. Li ascolterù

 
Alle 20 marzo 2017 11:51 , Blogger Elle ha detto...

Hanno ragione, impossibile scindere il disco in brani. A me piace tutto. E ora che li ho visti dal vivo, immagino come sarà il live, avvolto di magia, il fuoco, la musica...

 
Alle 20 marzo 2017 16:55 , Blogger Alligatore ha detto...

@Daniele Rockpoeta
Bravo, credo che ti piaceranno ... io gli ascolto fin dagli inizi di questo blog, e ho trovato una certa progressione, fino al successo internazionale.
@Elle
Vero, tutto vero, il loro spettacolo live è veramente unico: speriamo di beccarli in un concerto lungo, tutto dedicato a loro.

 

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