martedì 3 gennaio 2017

In palude con Il Ballo dell’Orso


NOTE SINTETICHE ALL’ASCOLTO DEL DISCO
GENERE rock cantautoriale
DOVE ASCOLTARLO Soundcloud, Bandcamp, Rockit
LABEL alla ricerca di …
PARTICOLARITÀ il batterista è meridionale
CITTÀ: Arezzo
DATA DI USCITA 26/11/2016



L’INTERVISTA (risponde Tullio Feldmann, voce/chitarra)
Come è nato Secondo me mi piace?
È nato come un parto, ognuno di noi ha avuto un ruolo particolare, come nella sala operatoria. Il batterista si è prestato all’atto sessuale, offrendo il suo fondoschiena al bassista, che gli ha donato, entusiasta, il seme. Il tastierista ha svolto il ruolo dell’ostetricia saggia e socratica, mentre il chitarrista ha tenuto la mano del batterista durante la fase finale del concepimento, e si è commosso mentre lo faceva. Filippo Gatti ha fatto l’infermiera che ha tagliato il cordone ombelicale, e ha ripulito la sala parto. Il mio ruolo è stato, invece, quello di assumermi la responsabilità poetica di raccontare questo avvenimento.
Perché questo titolo? … un po’ sgrammaticato, direi.
Stiamo affrontando una rivoluzione comunicativa, e a dire ciò non serve un sociologo. Tutti noi subiamo un’evoluzione, e, in certi casi, un’involuzione del linguaggio che usiamo quotidianamente, senza che ce ne accorgiamo. Anche l’Accademia della Crusca è costretta, come del resto tutti noi, al compromesso. Infatti, sono entrate nel nostro linguaggio parole nuove, e spesso perfino la sintassi si adatta a ciò che passa. Potrei dire che la proposizione “secondo me mi piace” è scorretta grammaticalmente, ma non potrei dire che è incomprensibile. È un rafforzativo del piacere che sto provando. Questo è il significato del titolo. Ed è uscito così, casualmente e liberamente, dalla bocca di uno di noi, mentre recitava il dialogo alla fine di una canzone, per l’esattezza “Sì! Ah! Eh!”. Direi quindi che è un titolo coerente con i tempi.
Come è stata la genesi del cd, dall’idea iniziale alla sua realizzazione finale?
Le canzoni che compongono il CD fanno parte di periodi diversi, ma le ho scritte tutte nell’ultimo anno, o gli ultimi due, della mia funesta esistenza. Alcune di queste canzoni già le suonavamo dal vivo, quindi non abbiamo fatto altro che raccogliere quelle più brutte, proporle al nostro produttore artistico, che le ha peggiorate, e così abbiamo realizzato Secondo me mi piace.
Qualche episodio che è rimasto nella memoria durante la lavorazione di Secondo me mi piace?
L’episodio rimastomi nella memoria è quello di quando abbiamo cercato la droga a Livorno, durante la registrazione del primo pezzo, e abbiamo trovato, fuori da un ristorante cinese, Bobo Rondelli a cena con il nostro produttore artistico.
Se questo cd fosse un concept-album su cosa sarebbe? Anche senza volerlo, a posteriori.
Credo che l’unico concetto di questo album sia io, cioè: ogni canzone del CD ha una propria storia, non necessariamente legata all’altra. Quindi, l’unico legame che si può riconoscere sono io, Tullio Feldmann, nel senso che sono tutte esperienze che ho vissuto, e che non mi sono interessato di nascondere. Perché la canzone diventa unica nel momento in cui è autentica, il cantautore è questo. La sua forza e il suo limite sono legati alla sincerità con cui si racconta, con cui descrive le sue sfighe, i suoi godimenti, o la sua rabbia.
C’è qualche pezzo che preferite? Qualche pezzo del quale andate più fieri di Secondo me mi piace?… che vi piace di più fare live?
No, non c’è un pezzo che preferiamo, siamo molto felici e fieri dell’intero lavoro che abbiamo fatto, perché ognuno di noi ha tirato fuori il meglio di sé. Poi, una volta sentii un cantante famoso, non ricordo chi, il quale sosteneva che tutte le canzoni erano puttane, nel momento in cui si facevano cantare da tutti. In questo caso, direi che sono più che altro figlie di puttano, dato che le scrivo e le canto solo io.
Come è nato produttivamente il cd? Avete vinto il concorso Toscana 100 band, e poi …
Una volta vinto il concorso Toscana 100 Band – mi lasci dedicare un pensiero positivo ad Enrico Rossi che lo ha promosso – abbiamo registrato il primo pezzo presso lo studio livornese di Andrea Pachetti e Andrea Appino (360° Music Factory). Lì, abbiamo conosciuto per la prima volta il nostro produttore artistico Filippo Gatti, e ci siamo piaciuti subito, anche fisicamente. Gli altri otto pezzi li abbiamo, poi, registrati a Prato, al Folsom Prison di Emanuele Braca (BlackCandy), sempre con Filippo che aveva accettato, nel frattempo, francescanamente, di produrre anche il resto del CD. E, infine, il master è stato realizzato a Roma da Fabrizio de Carolis.
Copertina molto bella ottimista, colorata e nonsense come il disco stesso; direi la rappresenta bene … come è nata e chi è l’autore?
La copertina è nata dalla mia fragile mente e dalla mano (abituata a toccarsi) di Cesare Francini, il chitarrista della band, che di mestiere fa il grafico. Volevo una copertina minimalista, con un uomo con la chitarra in mano che stava sopra il mondo, come se dovesse richiamare la prima canzone dell’album, L’ultimo uomo sulla Terra. Non so se è ottimista, però sono sicuro che introduca, visivamente, le canzoni che rappresenta.
Come presenterete dal vivo questo album?
Abbiamo presentato il nostro CD, per la prima volta, il 26 novembre scorso, al Golden Gate di Arezzo. È stata una serata per la quale avevamo preparato tutto nei dettagli, dal merchandising – che gioca un ruolo importantissimo durante i live – agli ospiti. C’erano i nostri amici, e c’erano anche persone che ancora non ci conoscevano, e direi che l’evento è stato un successo, a parte che abbiamo creato molti creditori, che presto si arrabbieranno con noi. Adesso non ci resta che portare Secondo me mi piace fuori da Arezzo, fuori “casa”, e quindi formare nuovi debiti, per essere odiati da tutti. Però così, almeno, più creditori avremo, più questi ultimi spereranno che noi otterremo successo per ripagarli.
Altro da dichiarare?
No, mi sembra di aver detto già abbastanza. Anzi, una cosa: canto solo con uno scopo, essere convocato dalla nazionale cantanti. Non se ne può più di quegli obesi di Ramazzoti e Ruggeri, io posso fare meglio, anche se ho meno fiato. Ciao.

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11 Commenti:

Alle 3 gennaio 2017 00:13 , Blogger Alligatore ha detto...

Gran bel disco, per iniziare il 2017 in musica in modo sfrontato, senza peli sulla lingua, divertendo e divertendosi ... questo è Il BALLO DELL'ORSO, sfrontata band aretina, tra il rock cantautorale e quello demenziale.

 
Alle 3 gennaio 2017 00:14 , Blogger Alligatore ha detto...

Nove pezzi, nove, che conquistano subito per il ritmo, le parole, anzi, le parolacce, le storie boccaccesche, tra personaggi che sembrano veri (e forse lo sono).

 
Alle 3 gennaio 2017 00:15 , Blogger Alligatore ha detto...

Preferite? Ti verrebbe da dire tutte, ma non posso sottrarmi, non posso esimermi dal dire le canzoni che più mi hanno colpito ... e allora lo faccio. Mi sottraggo ...

 
Alle 3 gennaio 2017 00:27 , Blogger Alligatore ha detto...

No, dai, scherzavo. Mi avevate creduto? Ecco le mie preferite.

 
Alle 3 gennaio 2017 00:28 , Blogger Alligatore ha detto...

L'ultimo uomo sulla terra, pezzo che apre il disco in modo sfrontato, ironico, decisamente boccaccesco. Ti fa innamorare subito de Secondo me mi piace, te lo fa cantare ... direi, il disco ideale da portarsi in viaggio e far ripartire fino alla noia (direi anche in gita scolastica, se non avete profe bacchettoni).

 
Alle 3 gennaio 2017 00:28 , Blogger Alligatore ha detto...

Poi Ettore, trascinante bio di Ettore, lavoratore che al lavoro preferisce il Sirtaki (e ho detto troppo, bisogna ascoltare Ettore geniale, orecchiabile, ballabile, scanzonato ...

 
Alle 3 gennaio 2017 00:29 , Blogger Alligatore ha detto...

Direi poi Holy Motors per il gran ritmo, la gran vibra (la mia coda non riesce a stare ferma un attimo); bel testo filosofico, per un rock autenticamente psichedelico.

 
Alle 3 gennaio 2017 00:30 , Blogger Alligatore ha detto...

E siamo a tre ... dico anche la quarta, la trascinante Sì. Ah. Eh! (Tutti ladri quelli) dalla forte ironia contro la SIAE (sarebbero loro quelli ladri, secondo gli allegri musicanti, che lo dicono e ridicono nel ritornello sbertucciante). E come quinta potrei citare Sinceramente. Sfogo pezzo voce piano chitarre, con un testo più cantautorale, anche come cantato: malinconico, senza dimenticare la volgarità (non gratuita, ma simpatica, alla Elio). In pratica, una canzone d'amore finito.

 
Alle 3 gennaio 2017 00:30 , Blogger Alligatore ha detto...

E voi? Qualcuno ha ascoltato il disco e vuole provare a dirmi le sue preferite?

 
Alle 3 gennaio 2017 00:36 , Blogger Elle ha detto...

Che intervista! Vorrei dire a Tullio che, purtroppo, l'intero album è un traditore e rischia di diventare una puttana: io lo canto ogni volta che parte, e so di almeno altre due persone che fanno altrettanto. Presto saranno in molti a cantare a squarciagola questo bellissimo album. Cito Sicuramente sfogo, Tutto quello che mi resta e Ettore tra le mie preferite (ma quanto mi piace chiamare Eeeettoree dove sei?), ma solo perché ho la fissa del numero tre: in realtà a me mi piace proprio tutto l'album. Tutto. So' contenta che sia nato, felicitazioni.

 
Alle 3 gennaio 2017 00:41 , Blogger Alligatore ha detto...

Ah sì? ... una di quelle due persone credo essere io ... l'altra penso di conoscerla. Ettore è la più trascinante, veramente forte, ma anche le altre due che hai citato non sono da meno, e le altre che restano ... un disco che ci è piaciuto subito, mentre andavamo in maccchina io e te, a vedere un film impegnato in mezzo ai monti.
Ettore, dove sei?!!

 

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