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martedì 12 marzo 2024

Kerouac, un racconto

Kerouac

Kerouac non è il mio scrittore preferito, anche se romanzi come Sulla strada o I vagabondi del Dharma o Big Sur sono tra i miei romanzi preferiti in assoluto, e si meritano la fama che hanno.

Non sono mai riuscito a leggere invece I sotterranei, che è il suo primo romanzo comprato da me. Lo comprai a una festa di DP di un paesino vicino al mio. DP era un piccolo partito della sinistra extraparlamentare, che con l’1,8 % riusciva ad avere rappresentanza politica e a fare qualcosa, anche feste in paesi sperduti. Perché allora non c’era la legge truffa, inventata dopo tangentopoli per impedire alle idee più libere di emergere. Ma lasciamo stare, non è di questo che volevo scrivere.

Volevo scrivere di Kerouac, perché oggi è il suo compleanno, anche se dire di una persona morta “è il suo compleanno” fa un po’ ridere. Diciamo, meglio: oggi, se Kerouac fosse vivo, farebbe 102 anni. Potrebbe anche esserci, se non si fosse bevuto tutto quello che si è bevuto, ma forse è meglio così. Meglio vivere la vita, piuttosto che sopravviverci. Io non vorrei arrivare a 102 anni, e non bere niente, per giunta.

Comunque, a quella festa di Democrazia Proletaria, nella libreria della festa comprai quel libro, I sotterranei, di Jack Kerouac, Feltrinelli editore, prefazione di Henry Miller, traduzione di Fernanda Pivano. Copertina gialla con al centro una donna nera nuda, con le gambe aperte. Giuro che non decisi l’acquisto del libro per la copertina, ma perché avevo sentito parlare di Kerouac e volevo un suo libro. Quello, probabilmente, era l’ultimo rimasto di Kerouac alla festa. E poi, anche se vicini alle idee dei beat, in una festa così, di DP, forse c’erano più libri operaisti, ecologisti, femministi, di movimento insomma, rispetto a libri di letteratura… anche se non è detto (mi ricordo un bel tendone di libri, dove adesso fanno la festa del tartufo del Baldo, più o meno nello stesso spazio).

Io avrò avuto allora quindici o sedici anni, non credo fossi maggiorenne. Ero lì con i genitori, che mi comprarono quel libro senza tanto stare a dire sulla copertina. Forse non l’avevano manco vista, comunque non erano bacchettoni da dire “no, non lo prendi”, erano pur sempre comunisti. E poi, giuro, non si notava quel nudo così clamoroso.

Lo notò una conoscente di mia madre, probabilmente bacchettona lei. Perché, dopo essere stati alla festa di DP, al centro del paese, andammo a fare qualche compera in un negozio lì vicino. Mia madre, tutta contenta, disse alla conoscente incontrata per caso, che mi piaceva molto leggere e che avevo preso un libro. Lo tirai fuori tutto orgoglioso, e la tipa sgranò gli occhi e mi disse: ma leggi libri di quel genere?

Io risposi sì, perché? Che c’è di male?

Non ricordo cosa rispose lei, forse che non erano libri per me quelli, anche se non conosceva, probabilmente, Kerouac. Forse ci litigai, forse no. Ma mi ricordo quella sua faccia, con occhi fuori dalle orbite per questa copertina gialla, con la donna nera nuda. Di libri con copertine così in quel periodo ne ricordo molti, a cominciare da quelli dell’amato Bukowski, spesso di Feltrinelli editore.

Non ho un bel ricordo di I sotterranei come lettura, forse dovrei rileggerlo ora, se lo trovo. Ho un casino attorno a me, forse pari o peggio a quello della mia testa. Mi piace perdere tempo a cercare libri o dischi in giro, consapevole che la vita è perdere tempo. E non mi interessa arrivare a 102 anni, per giunta con tutto in ordine, senza aver bevuto niente.  Non dico come Kerouac, ma qualche goccio sì!  



 

6 commenti:

  1. La vita va vissuta con intensità, senza rinunce e frustrazioni. Può esserci anche un po' di disordine. Ma che vita è una vita tutta ben programmata, senza qualche tempesta, senza errori, senza fugaci esplosioni di gioia? Senza un buon libro, ormai messo da parte, o un goccio, solo un goccio, che possa donarci un momento di amicizia e leggerezza?

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  2. Ciao All, che bello quando c’era DP e si poteva votare con un po’ di speranza ed entusiasmo. Anche a me era piaciuto molto Sulla strada e quando ho iniziato a viaggiare per la provincia di Nuoro per andare ad insegnare ai giovani delle scuole superiori, mi sentivo un po’ come lui, complice una copertina della Penguin, con disegnato sopra un giovane, più o meno annoiato, appoggiato al cofano di un’auto lungo una strada deserta. Ciao, sono Renata/Tiziana ☺️ fossi stato sardo, all’epoca avresti potuto essere mio alunno 😝😘

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  3. Buon Compleanno Kerouac!

    Grazie per il tuo ricordo delle feste di DP... che nostalgia di quel dibattito politico, di quella temperie morale, di quell'atmosfera tra compagni... attualmente ci si accontenta delle sagre.
    Un caro saluto.

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  4. @Fabio
    Già, che vita è?...
    @Renata/Tiziana
    Grazie di questo bel ricordo letterario, e per la verità sulla libertà di votare (DP) a quel tempo fantastico... che non c'è più. Tuo alunno? Sarebbe stato bello.
    @Berica
    Grazie Berica, sì a quei tempi esisteva ancora la Politica...attualmente solo sagre ;)
    Abbraccio.

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  5. Quelle si che erano feste, tempi dove si incontrava e si parlava liberamente.

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  6. Hai ragione @Cavaliere, vivevamo in un sistema meno ingessato, più libero di quello di adesso, dove ci sono blocchi contrapposti con le stesse idee (come negli Usa, dai quali abbiamo copiato un sistema elettorale per i ricchi) e a livello mondiale scontri economici che danno fuoco a guerre epocali, con il rischio nucleare in agguato.

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