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giovedì 22 febbraio 2024

In palude con Tommaso Varisco

NOTE SINTETICHE ALL’ASCOLTO DEL DISCO

GENERE - DARK FOLK, FOLK, ALT.ROCK

DOVE ASCOLTARLO - SU TUTTE LE PIATTAFORME DIGITALI  DA SPOTIFY A BANDCAMP O IN FORMATO CD

LABEL - LOVE AND THUNDER

PARTICOLARITA’ - UN ALBUM NON PREVISTO

INSTAGRAM FB

CITTA’ - CHIOGGIA

DATA DI USCITA - 20 GENNAIO 2024

L’INTERVISTA

Come è nato These Gloves?

Grosso modo nel gennaio del 2022, quando di ritorno da quello che doveva essere il mio ultimo viaggio in Finlandia scrissi di getto tre canzoni. In ordine: Song Of Joy, These Gloves e Pic From A Plane. Avevo visitato per la prima volta la Lapponia e non riuscivo a rassegnarmi all’idea che non avrei più rivisto quei luoghi. Dal mio primo viaggio a Helsinki, che risaliva all’agosto precedente, capii che avevo abbastanza pezzi per farci un album. Sentivo un obbligo forte verso quelle canzoni e verso me stesso. Negli ultimi anni avevo scritto col contagocce, cose di poco conto ma anche molto slegate fra loro e la musica sembrava avere perso la priorità che aveva sempre avuto. In un certo senso sentivo che mi aveva abbandonato, forse per sempre, e io sembravo aver accettato la cosa. Raccontare in musica quegli ultimi mesi divenne quindi vitale.

Come mai questo titolo? … molto suggestivo.

These Gloves è un viaggio fisico, spirituale ma anche sentimentale e i guanti ne sono la prova. Non è possibile slegare il disco da fatti realmente accaduti. Come ti dicevo la mia vita aveva preso una piega abbastanza apatica ma quando casualmente mi capitò di conoscere in rete una ragazza, Terhi, decisi in modo del tutto irrazionale di prendere il primo volo per andare a conoscerla di persona. I guanti sono il suo regalo di Natale. In Finlandia le scuole funzionano e ti insegnano, ambo i sessi, a fare un sacco di cose, fra queste anche a sciarpe e guanti di lana. 

Come è stata la genesi di questo disco, dall’idea iniziale alla sua realizzazione finale?

Come ti accennavo all’inizio non c’era un nuovo disco all’orizzonte. Stavo infatti lavorando ad altri progetti per dare un seguito ad All The Seasons Of The Day, il mio album precedente, riordinando in senso cronologico vecchio materiale. Progetti che si arenarono e che sto riprendendo in mano ora. In pratica vivevo nell’attesa che un po’ di musica tornasse; ma anche quando scrissi Terhi (di ritorno ad agosto dal mio primo viaggio ad Helsinki) pur felice di quel nuovo brano, l’idea di un album era lontanissima. Il disco si è fatto un po’ alla volta e a seguito di altri incontri con Terhi. Quando mi scrisse che voleva rivedermi in Italia fui ovviamente molto felice. Quando però se ne andò dovetti sedermi a scrivere. Ne uscì Every Moment Has Its Colour. Poi la contattai e organizzammo di vederci dopo Natale, la meta era la Lapponia. Sapevamo entrambi che la nostra era una storia impossibile che un giorno ci avrebbe fatto soffrire, ma avevamo anche entrambi bisogno di una cosa molto semplice, essere felici, almeno per un po’ e con la persona di cui eravamo innamorati. Queste emozioni forti e contrastanti hanno poi prodotto altre canzoni: Lost Souls, Kittila, Children Song, To Move On e Last Time. Ogni singolo pezzo racconta uno stato d’animo ben preciso o un avvenimento successo. Ero affascinato dal fatto che vivevamo da protagonisti una storia non troppo dissimile dalle grandi tragedie di Romeo e Giulietta o Tristano e Isotta, dove il finale appunto, di cui eravamo consapevoli fin da subito, non poteva che concludersi con la separazione degli amanti.

Detto ciò a Gennaio contattai Lorenzo Mazzilli, Stella Burns e Swanz Andriolo. Con gli ultimi due c’era stima reciproca ma eravamo ancora amici “solo virtuali”. Non ci eravamo mai visti di persona. Fui sorpreso della loro adesione, insperata ma imprescindibile per il buon esito del disco. Lorenzo funse da collante e decidemmo di utilizzare lo Studio Anakonda dove avevo registrato All The Seasons Of The Day. Mi ripresi al telefonino mentre suonavo i nuovi brani e li condivisi su Whatsup. A maggio del 2022 entrammo per una due giorni in studio e il 90% del disco era finito, tutto in presa diretta, voce e poche altre cose a parte.

Qualche episodio che è rimasto nella memoria durante la lavorazione di These Gloves?

Ricordo che filò tutto liscio. Stella e Swanz si conoscevano bene, avevano già suonato assieme e hanno un disco condiviso in fase di ultimazione. Le loro chitarre si intrecciavano magnificamente. Non riesco a definire un momento particolarmente saliente ma ero consapevole che le mie canzoni avevano unito degli estranei, o quasi, umanamente ancor prima che iniziassero le registrazioni.

Se These Gloves fosse un concept-album su cosa sarebbe? … tolgo il fosse?

Non lo definirei un concept album in senso stretto. Per me si avvicina ad essere un film raccontato attraverso 10 canzoni. È pervaso da un evidente senso di malinconia ma non di rassegnazione. Parlare di questo album significa parlare di cose molto personali. Quando lo suono dal vivo mi rendo conto di mettermi molto a nudo e l’idea di essere così vulnerabile di fronte al pubblico non mi mette a mio agio. Su Every Moment Has Its Colour è capitato che mi si spezzasse la voce, ma anche cantare Song Of Joy o These Gloves non mi riesce facile. Sono consapevole di aver chiesto molto a me stesso durante questa lunga esperienza che mi ha portato a viaggiare, quasi senza sosta, verso una destinazione che umanamente si arricchiva ma anche si sgretolava di fronte a noi. È un disco che parla di rinascita, ricerca della felicità e che combatte con coraggio contro eventi che sono più forti di noi e non possiamo controllare. Può sembrare che non rimanga nulla ma alla fine resta la consapevolezza del coraggio e di una forza che inizialmente non si pensava di possedere.

C’è qualche pezzo che preferisci? Qualche pezzo del quale vai più fiero dellintero disco? … quello più da live?

Kittila è sicuramente uno dei miei pezzi preferiti. Inizia lenta e vuota con l’incedere del basso. Poi si apre e riempie nei ritornelli dove mi accompagna alla voce la finlandese Tin Sky. Cercavo una voce femminile che fungesse da collante fra l’Italia e la Finlandia e sono onorato che si sia unita al disco. Le chitarre, più orchestrali di Stella e più acide di Swanz, si intrecciano alla perfezione. Il violoncello di Linda e il piano di Andrea fanno il resto. Il brano riflette su ciò che è impossibile e lo rende almeno probabile e tutto ciò che si crea e accade diventa come in un sogno meraviglioso, per quanto solo sogno.

Lost Souls invece sarà sicuramente il brano più forte e divertente da suonare live, con un solo accordo puoi improvvisare un pezzo che con vari crescendo può allungarsi ai 10 minuti, nel quale confluiscono sia i Doors che i Bad Seeds.

To Move on invece era inizialmente uno scarto poi ne è uscito un brano folk fra Creedence, Big Thief e Low che per alcuni è il brano migliore dell’intero disco.

Chi hai avuto più vicina sul piano produttivo?  

Terhi sapeva del disco. L’ho ultimato una volta che le nostre strade si sono divise. Abbiamo deciso di non sentirci e non le ho scritto che l’avevo finito. Non so se mi segua e l’abbia ascoltato, chissà forse un giorno ritrovandoci ne parleremo. Lei quindi è stata la prima ad avere sentito i brani e ad incoraggiarmi. Poi il disco si è concretizzato grazie a Lorenzo, Stella, Swanz, Tin Sky e a tutti gli amici che si sono riuniti attorno alla mia storia.        

Copertina molto suggestiva, da film…. Come è nata? Chi l’ha pensata così?

L’ho scattata in auto mentre ci dirigevamo verso Muonio. Mentre lei guidava io giravo anche il video di Terhi. Poi Andrea Storchi, un mio caro e vecchio amico videomaker di Chioggia, l’ha sistemata a dovere scegliendone anche il carattere. 

Come presenti dal vivo il disco?

Lo sto suonando in solo col semplice accompagnamento della mia chitarra acustica e di un’armonica. Con Lorenzo, Swanz e Stella ci stiamo sentendo in questi giorni per programmare dei live in full band, cosa sempre non facile ma ci stiamo provando.

Altro da dichiarare

Il disco esce per la Love and Thunder di Stella Burns, si tratta di un collettivo di musicisti che sta lavorando su vari fronti a molti progetti, tutti assai interessanti. Ma ce n’è uno in particolare che ci accomuna e stiamo portando a termine con grande passione. Ci sono parecchie sorprese e nomi internazionali di un certo rilievo. Certo quando uscirà non ho dubbi nell’affermare che sarà una cosa davvero forte e che in molti ameranno.


 

14 commenti:

  1. Tommaso Varisco è un vecchi amico dell'Alligatore, passato qui in palude secoli fa, col nome di Tommi (era il 2011) è ritornato nel 2021, in un periodo per me delicato (ma anche per lui, e ci siamo scambiati consigli per sopravvivere in quel brutto periodo, è stato uno degli amici musicanti più vicini, qui lo dico...). Quindi è un piacere ospitarlo qui, anche perché questo nuovo disco, These Gloves ho scoperto è nato in quel periodo ...

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  2. Altra cosa simpatica è che l'album è prodotto dalla Love and Thunder di Stella Burns (insieme ad altri), ospite qui la settimana scorsa, e che ha suonato anche in questo disco. Quindi mi piace dare una continuità, in un certo senso, con amici musicanti conosciuti e apprezzati nel corso degli anni (anche se non ci siamo mai visti dal vivo, ma ci sarà occasione spero...) nel solco del vero rock (folk-rock-alt ... che è la mia musica preferita).

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  3. Mi fa poi piacere che Tommi, mi viene da chiamarlo così, abbia continuato nonostante le difficoltà e ci abbia regalato un gran disco come questo, curato come sempre nei minimi particolari. Guardate che copertina poi...

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  4. Parto subito dicendo la mia canzone preferita, tra le tante gajarde scelgo Song Of Joy perché mi pare la più acida di tutte, oltre ad avere un'atmosfera magica, l'organo e un modo di cantare ispiratissimo.

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  5. Poi, concordo con Tommi, To Move On è un altro grande pezzone: l'armonica in apertura fa la sua porca figura e dona al pezzo un'andatura autenticamente folk-rock, con la chitarra che poi sale, la sua voce pressoché perfetta. Sì, capisco perché a molti è sembrato il pezzo migliore del mazzo.

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  6. Lost Souls sembra un classico del rock al primo ascolto (è vero, come dice lui nell'intervista, è un pezzo semplice, che unisce i Doors ai Bad Seeds...) e il modo di cantare, aggiungo io, è molto Jim Morrison, da me sempre adorato.

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  7. Be', che dire della title-track? These Gloves è ispiratissima, crepuscolare, romantica, intima, un voce/chitarra che anche dal vivo deve creare emozioni vere. Da sottolineare gli archi delicati, il basso presente che fa salire il ritmo ... alla fine smebra un mantra molto beat.

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  8. Kittila ha il suo perché, che può essere la voce della finnica Tin Sky, che duetta magicamente con Tommi, come del resto nel brano che chiude il disco Last Time dove ti pare di volare.

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  9. Non ho citato Terhi intimamente messa in apertura, non a caso messa in apertura. La sento sperimentale (in effetti Tommi sperimentava), che fa presagire il disco che sarà, il disco che è.

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  10. Un gran disco amici miei, fidatevi delle rece (orecchie) dell'Alligatore.

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  11. Bello il pezzo che sta suonando!

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  12. Ehi. Sono Swanz. Confermo che l'amicizia nata durante quei due (soli) giorni è stata un dono e che il collettivo che stiamo mettendo su darà soddisfazioni. Per il resto, nell'ultimo mese siamo tutti usciti con i dischi solisti... Tra l'altro, interessa un ascolto del mio Macbeth? Non è folk come ciò che faccio nei Dead Cat in a Bag, ma mi sta dando soddisfazioni...

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  13. Ciao Swanz, piacere il tuo arrivo in palude, tra i protagonisti di questo disco di questo "collettivo"... scrivimi su FB o Instagram per il tuo Macbeth!

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