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sabato 10 febbraio 2024

Happy Days in Usa?



Happy Days in Usa? Non è il titolo di un film, è semplicemente una domanda che mi sono posto e ho posto a un amico americano, Robert Xeno, ingegnere del suono, artista, fotografo. In un post su Instragram o Fb, in un post dedicato al cinquantesimo di Happy Days aveva messo una faccina che sorrideva. Non capivo se ironica oppure no, così, ho posto a lui una domanda. 

Cosa ha rappresentato negli Usa Happy Days?

RISPOSTA

Happy Days prima di essere un telefilm è stato un film uscito nelle sale cinematografiche nell’estate del 1974. Ebbe un grande impatto sulla psiche americana riportando un’onda di nostalgia per gli anni '50, un periodo in cui le cose sembravano più facili dopo un decennio di "stronzate" degli anni '60. Il telefilm è arrivato dunque al pubblico con grandi aspettative. La storia e i personaggi erano così azzeccati che seppero dare al pubblico una nuova memoria degli anni ’50 rendendo quel periodo storico quasi migliore di quello che in realtà fu. Happy days, proprio in un momento di contestazione dell’autorità in generale e anche dell'autorità genitoriale come sono stati gli anni ’70, ha avuto un certo ruolo di coesione nelle famiglie americane: sia perché nel telefilm la famiglia ha un ruolo centrale, sia perché tutti i componenti della famiglia erano interessati al  telefilm e si riunivano per guardarlo ogni settimana. Fonzie era sempre l’argomento del giorno dopo. Ho incontrato Henry Winkler a Hollywood. La prima volta fu negli uffici della Warner Brothers, stavamo uscendo dall’edificio e così l’ho salutato e ringraziato per tanti fantastici programmi televisivi (Happy Days non è stata la sua unica fatica).

(Grazie a Maria Devigili per la traduzione)

 

Ecco, è la stessa mia impressione. Happy Days come normalizzatore degli anni Settanta, gli anni della contestazione. Il fatto che, come racconta un'incazzato Nanni Moretti in Caro Diario, gli allora leader della FGCI, cioè la Federazione giovanile del PCI (D'Alema e Veltroni, tra gli altri) lo guardassero ogni sera, la dice lunga, ma non voglio allontanarmi troppo dal tema, Happy Days in Usa. Il film citato da Robert è American Graffiti, uno dei cult di George Lucas, prima di diventare il padre di Guerre Stellari. In realtà il film è del 1973 (nel 1974 esce Happy Days - La banda dei fiori di pesco, ma con la serie tv non ha niente a che vedere nonostante il titolo, che è solo in Italia intitolato così, e la presenza di Henry Winkler, il Fonzie della serie tv). 

Tra i protagonisti di American Graffiti c'è invece Ron Howard, attore fin da bambino, poi diventato un regista di gran successo. Nella riposta di Robert traspare, nonstante il prodotto tv fosse un nostalgico ritorno agli anni Cinquanta (in realtà anni pessimi, dalla Caccia alle streghe allq guerra in Corea, specie di anteprima del Vietnam), un apprezzamento per la qualità. Ancora di più per la pellicola di Lucas, un vero e proprio cult da rivedere.

Sperando di avere interpretato bene il pensiero di Robert, lo ringrazio del contributo.


2 commenti:

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