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mercoledì 13 dicembre 2023

In palude con Giorgio Canali e Rossofuoco


NOTE SINTETICHE ALL’ASCOLTO DEL DISCO

GENERE rock

DOVE ASCOLTARLO possibilmente live, magari su cd, se proprio non l'avete ancora preso qui

LABEL La Tempesta

PARTICOLARITA’ disco incendiario

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CITTA’ Ferrara

DATA DI USCITA 13.10.2023

L’INTERVISTA

Cosa è Pericolo Giallo?

Pericolo giallo è

A) un concetto comodo che serve ai velinari (l’89% dei ”giornalisti”)  per non doversi sbattere con la fantasia per battezzare ogni volta un’emergenza nuova (reale o immaginata) che viene dall’oriente, la prima volta è stato a fine ottocento poi le altre è inutile elencarle.

B) un album di Rossofuoco e una canzone dello stesso gruppo.

Come è stata la genesi dell’album, dall’idea iniziale alla sua realizzazione finale?

Abbiamo scritto una canzone che ci era stata richiesta per una compilation per il 25 aprile, registrando a distanza perché era impossibile trovarci insieme nello stesso posto. “Morti per niente” era evidentemente troppo poco celebrativa ed è stata rifiutata. “Amen” ci siamo detti e abbiamo pensato di partire di lì per scrivere un album nuovo, sempre a distanza, come avevamo fatto per Venti. L’altra volta lo abbiamo fatto per DPCM, stavolta per scelta… eh…

Si possono scrivere buone canzoni se si è felici? … magari, senza perdere l’incazzatura.

L’ho fatto, quindi Sì, è possibile. Ero convinto del contrario ma sono felicissimo e ho scritto anche stavolta dei testi che trovo perfetti nella loro efficacia e nelle emozioni che mi suscitano e che spero susciteranno nelle persone che mi seguono: non ne cerco di più, mi bastano quelle.

Mi pare sia andato tutto storto in questi anni, tanto che si fa fatica a capire. Qualcuno ha vinto la guerra psichica e non ce ne siamo accorti? Possibile prendersi la rivincita?

C’è semplicemente il fatto che quel qualcuno ha preso 1984 di Orwell e lo sta usando come manuale delle istruzioni… avremmo dovuto allarmarci quando è apparso in tv il primo Grande Fratello… Ahahahah. A parte gli scherzi, banalizzando i concetti si neutralizza la paranoja innata in ognuno di noi, quella paranoja che ci ha sempre portati a pensare che “la versione ufficiale” di ogni cosa fosse da mettere in dubbio. Poi si agitano un po’ le acque con un po’ di panico (reale o inventato) che la paura fa 90 J ed ecco che chi dissente dalla versione ufficiale è un complottista… Prendersi la rivincita? Già basterebbe accorgersi di essere quotidianamente manipolati, la rivincita, dopo…

Parliamo un po’ di musica: chi hai avuto produttivamente più vicino durante la realizzazione di Pericolo Giallo?

La mia Donna e i miei gatti… e anche un bel po’ di vodka. Se parliamo del lato concreto della realizzazione direi che Diego Piotto è una figura indispensabile. Diego è il nostro fonico studio e live nonché responsabile della nostra struttura di produzione Psicolabel all’Art Music Studio di Bassano del Grappa.

C’è qualche pezzo del disco che preferisci? Quello che secondo te spacca di più live?

In un album perfetto non ci sono canzoni preferite. È un po’ la storia dello scarrafone e di sua madre. J per il live vedremo… abbiamo appena inziato.

A proposito, avete già una belle serie di concerti. Dove vuoi portare Pericolo Giallo? Teatri, feste, stadi …

Il Club è il luogo ideale per la nostra musica, la pandemia ne ha spazzati via un bel po’… strano…

Altro da dichiarare…

Certo: Fatevi Fottere, ça va sans dire…

 


11 commenti:

  1. Per me è un grande onore avere in palude Giorgio Canali e Rossofuoco, perché seguo questo progetto dagli inizi, adoro la loro forza e il loro sarcasmo, e perché con questo Pericolo giallo hanno fatto il disco dell'anno.

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  2. Lo ascolto da un paio di mesi in auto, ormai è un ossessione, conosco ogni canzone a memoria, quindi non sarà difficile dire le mie preferite ... o forse sì, mi piacciono tutte.

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  3. Sicuramente la title-track è quella che resta in testa più di tutte. Gran ritmo, gran pezzo, con la paura che si fa cultura, come abbiamo imparato in questi anni... e poi, un testo da mandare a memoria e cantare nei concerti, come tutto il disco, del resto.

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  4. Nell'attesa che arrivi il pericolo giallo, sta nascosto dietro la tastiera, manda affanculo la terra intera

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  5. Una canzone che forse non avrei detto subito è Cosmetico (ma forse l'ho pensata subito), che rende bene l'idea di questa guerra psichica nella quale parliamo nella lucida intervista. Si tratta di una canzone tipicamente giorgio canali - style, un rock saltellante e con giochi di parole contro il sistema. Leggetela/ascoltatela tutta a partire da QUANDO CI INTERESSA PIU LA FORMA DEL DISCORSO CHE IL DISCORSO IN QUANTO TALE ALLORA ABBIAMO PERSO, VINCE PER DISTACCO QUESTO RIFORMISMO COSMETICO...

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  6. Be', vicina a questa metto Come si sta (la guerra di Pierrot), non solo perché la precede, ma perché è collegata a questo periodo di guerre (Ucraina in particolare, perché i recenti fatti di Palestina, anzi, il massacro dei palestinesi, inizia poco dopo l'uscita del disco). Incessante rock di protesta con massicce chitarre e la constatazione che ci siamo ritrovati con le bandiere della pace a brandelli (ora meglio far sventolare quelle di Palestina).

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  7. Da citare assolutamente Morti per niente, la canzone, come ci dice Giorgio, che ha fatto nascere il disco. Anche qui un rock di battaglia, con sarcasmo a piene mani su chi ineggia alla Resistenza, sì ma di 80 anni fa, facendo finta di non sapere che "morti per la libertà, che senza libertà si muore"... gran rock, da ballare, che ricorda gli assassinii da dopo la Resistenza a oggi, tra treni, banche e stazioni che saltano (e chi non salta è Berlusconi).

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  8. Quando si spegne il sole altro pezzo importante... anche se tutti gli altri non scherzano. Ancora rock saltellante, elettronico, con ironia assortita e l'impossibiltà in credere in qualcosa, "tra verdi speranze che affogano in mare,... eserciti sempre pronti a partire per portare la pace... e poi si spegne il sole".

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  9. Insomma tante parole forti, decise, nel loro stile, di Rossofuoco e rivoluzione...
    Per me disco dell'anno.

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  10. Disco bellissimo che va approfondito continuamente

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