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mercoledì 22 novembre 2023

CCCP Fedeli alla Linea anche 40 anni dopo

Non avrei mai pensato di andare a una mostra sui CCCP, una mostra così grande e importante. Non lo avrei pensato da ragazzetto, quando ascoltavo i vinili del fratello maggiore e poi quelli presi da me, non l'ho pensato quando ne ho sentito parlare. Però ci sono finito, per una certa casualità e l'ho trovata interessante, classica e allo stesso tempo anti-classica, praticamente nello stile della band di Ferretti/Zamboni (e Annarella Giudici, e Danilo Fatur). C'è tutto l'immaginario di questa band unica, che ha cambiato il segno della musica underground. Dopo di loro l'underground italico non è stato più lo stesso.


 Si vieni accolti da una scritta in rosso FELICITAZIONI (che è anche il titolo della mostra: FELICITAZIONI! CCCP FEDELI ALLA LINEA 1984-2024), poi, dopo il passaggio alla cassa per fare il biglietto, bandiere comuniste, di tutti i paesi comunisti: da quella della DDR  a quella dell'ex Jugoslavia, quella albanese, quella cinese, quella cubana e tante altre ... e poi, nelle tante sale dei Chiostri di San Pietro nel Palazzo Magnani a Reggio Emilia c'è tutto il mondo della band punk reggiana. 

 

Tante fotografie (le più belle quelle del disco EPICA ETICA ETNICA PATHOS di Luigi Ghirri), i vestiti, i dischi in vinile (ovviamente), video a non finire, le canzoni, tendaggi con i leader comunisti internazionali, articoli di giornale (primo tra tutti quello di Tondelli, che ritorna sempre), spille, ricordi di un passato mitico.

Non è una mostra cronologica, o almeno lo è solo in parte, è una mostra emozionale, a tratti non sembra manco italiana (berlinese?). A proposito di questo, tra le prime sconvolgenti cose, una Trabant e il filo spinato attorno, come al Checkpoint Charlie in quel di Berlino (chi mi conosce potrà immaginare quanto mi abbia commosso), che visto di sera tarda, al buio e con la temperatura in diminuzione, fa un grande effetto. 

Come fa un gran effetto vedere i CCCP  a grandezza naturale come sono adesso, in un video dove si avvicinano in mezzo alla campagna. A parte Massimo Zamboni, con tutti i capelli e i suoi occhialini da intellettuale, e anche la sempre affascinante Annarella, gli atri sono cambiati molto. Fatur è irriconoscibile, mentre Giovanni Lindo Ferretti, con basettoni e uno sguardo meno spiritato del solito, è molto diverso da quello conosciuto (la sua svolta ideologica ha influito sull'aspetto?).

Le canzoni sono tante, ma sembra impossibile, si esce con nelle orecchie Mi ami? (quella che fa "un'erezione, un'erezione, un'erezione triste, per un coito modesto, per un coito modesto, per un coito modesto..."). Racconto agli amic* venuti con me, che da ragazzino la cantavo a squarciagola, pensando il testo dicesse: un'elezione, un'elezione, un'elezione ...beata innocenza. Mi viene da ridere ancora adesso. Come quando andai in un negozietto di provincia, che vendeva apparecchi elettronici e qualche disco, a chiedere se avevano il vinile dei CCCP Socialismo e barbarie, e mi guardarono male, non sapendo minimamente di cosa stessi parlando. 

I dischi dei CCCP si potevano invece comprare per corrispondenza, e ti arrivavano con lettere autografe bellissime, come si vede in una sezione della mostra ,(mi viene in mente che mio fratello l'aveva preso così uno dei loro primi dischi). Perché loro erano avanti anche in questo, e lo dimostrarono creando l'etichetta I dischi del Mulo, con la fanzine Il maciste (cito a memoria).

Impressionano sul finire, i molti video, da quelli con Amanda Lear,con la quale realizzarono il singolo Tomorrow, alla loro particolare presenza a San Vincent, o la memorabile intervista a loro con la stessa Amanda Lear a Superclassifica-Show. Fortissime le immagini con l'esercito cinese potentissimo, oppure quelle legate all'attualità sulla Palestina. Curiosa una recita teatrale con Annarella e Danilo Fatur, i tanti vestiti di scena, in particolare dell'affascinante Annarella. Alla fine, vi consiglio di andare nei bagni, che sono nel piano interrato, così potrete godervi la visione della Trabant fuori, dal basso, al gelo da cortina di ferro. Immagine simbolo di molte cose, immagine che vi lascia qualcosa dentro (almeno per me è stato così).

LA MOSTRA SI TIENE DAL 12.10.2023 AL 11.02.2024

ULTERIORI INFO QUI

6 commenti:

  1. Bravo Cavaliere Oscuro del Web, ne vale la pena.

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  2. Molto probabile che io vada a vederla, li ho scoperti tardi ... in Emilia sono un importante punto di riferimento.

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  3. Be', se riesci fai un salto a Reggio Emilia, per te vicina, ne vale la pena... e poi mi dirai!

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  4. Già in programma una visita per il 4 gennaio con figli. Basteranno un paio di ore?

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  5. Ciao Andrea, benevenuto in palude. Un paio d'ore? Possono bastare, sì; magari mettine in conto una in più.

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