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lunedì 18 maggio 2020

In palude con Gallus

NOTE SINTETICHE ALL’ASCOLTO DEL DISCO
GENERE Rock Blues Sperimentale
DOVE ASCOLTARLO Spotify
LABEL Autoproduzione
PARTICOLARITA’
L’album è registrato in presa diretta dando ampi spazi all’improvvisazione. Il
Blues è solo un pretesto, un punto di partenza dal quale avventurarsi in spazi
non protetti, il più possibile fuori dagli schemi di genere.
SITO FB INSTAGRAM YOUTUBE
CITTA’ Brescia
DATA DI USCITA 20.03.2020 italian lockdown time 


L’INTERVISTA 
Come è nato questo nuovo disco, Pluslapsus?
Il disco nasce dalla voglia di iniziare una nuova avventura come artista solista
con un ensamble strumentale. Da tempo volevo fare qualcosa con un amico
musicista, Beppe Mondini, un talentuoso batterista dall’approccio
inconvenzionale e creativo allo strumento. Ne abbiamo parlato e ci siamo
trovati subito in sintonia. Abbiamo poi proposto la cosa a Giovanni Ferrario,
artista e produttore, con cui Beppe ha collaborato in numerosi dischi. In sala
prove, suonando, abbiamo ragionato su come organizzare il lavoro. Abbiamo
selezionato il materiale che avevo a disposizione e scelto di realizzare alcuni
brani senza pensare troppo a come sarebbero usciti, di registrarli live
suonandoli insieme. Successivamente con il fonico Stefano Stefanoni, titolare
dei 40watt studios , abbiamo organizzato le sessioni di registrazione.
Perché questo titolo? Che vuol dire?
Il titolo nasce casualmente ma è assolutamente identificativo. Il brano “Plus
Lapsus” è stato il primo brano inciso in studio. Il pezzo parte con un tema in
forma Bolero e si sviluppa in una totale improvvisazione. Si conosceva l’inizio
ma la destinazione era ignota a tutti. Mi son subito reso conto che
l’operazione era molto intrigante. La prima volta che ho sentito il premix di
Giovanni e Stefano, circa una settimana dopo la prima session in studio sono
rimasto spiazzato, mi son sentito come in un thriller, una sensazione di
mistero ed inquietudine mi ha accompagnato anche nei successivi ascolti. Il
suono era molto affascinante nonostante alcune imprecisioni. Uno degli
ingredienti del sound è stato l’utilizzo di un pedale per chitarra: il Plus Pedal,
una sorta di copia del pedale sustain del pianoforte. Nell’ album ne ho fatto
largo uso. Un uso certamente poco ortodosso, in certi frangenti più efficace e
impertinente. Ma sempre ispirato e collegato in qualche modo ad un mio
inconscio musicale. Descrivere tutto ciò in un concetto/parola è stato
illuminante, da qui Pluslapsus. E’ stato come trovare la chiave di volta per
l’intero album.
Come è stata la genesi dell’album, dall’idea iniziale alla sua realizzazione
finale?
Tutto si è svolto all’insegna della semplicità e della funzionalità. Abbiamo
selezionato il materiale e iniziato le prove. Essendo una nuova situazione per
noi tutti mi è parso chiaro che la cosa sarebbe stata più gratificante e
divertente se ognuno avesse avuto il ruolo a lui più congeniale per la
realizzazione dell’album. Si sono delineate in modo naturale le figure
dell’artista, del produttore, della band come insieme e del suo motore ritmico.
Una volta capito questo tutto è stato relativamente semplice. Dopo avere
definito i brani molto velocemente, abbiamo organizzato le session di
registrazione. Abbiamo suonato tutto live in trio cerando di essere più
spontanei possibile. Per ogni brano al massimo un paio di take. Sarò sincero,
della musica sono affascinato dal carattere delle composizioni e dalla magia
dei suoni, non presto molta attenzione all’ esecuzione e alla precisione. Sono
molto istintivo e spesso non sò cosa sto suonando, questa cosa è limite e
pregio, ma il mio lavoro sta nel farla funzionare!
Terminate le sessioni ho registrato alcune chitarre nel mio studiolo domestico.
Il malloppo sonoro è stato poi mixato da Giovanni e Stefano. Il tutto è durato
un anno e qualche mese, come puoi immaginare non è stato il nostro main
project durante questo periodo, lo si è dovuto incastrare con altri impegni,
quindi si può certamente dire che siamo stati relativamente veloci.
Qualche episodio che è rimasto nella memoria durante la lavorazione di
Pluslapsus?
Oltre al fisiologico gioco tra le diverse personalità, ricordo un momento di
panico dovuto a dei bizzarri comportamenti dei files audio nel sincronizzarli .
Dopo lo smarrimento iniziale tutto si è poi risolto con un paio di risate, ma solo
dopo avere capito ciò che era successo.
Se fosse un concept-album su cosa sarebbe? … tolgo il fosse? 
Beh…ammetto che hai azzeccato! Effettivamente lo è. Mi sono divertito
lasciandomi ispirare dai racconti dei miti mesopotamici della creazione, i
Sumeri, l’ Enuma Elis, il pianeta Tiamat, il dio Enki.. ma la cosa non è
ovviamente da prendere troppo sul serio.
C’è qualche pezzo che preferisci? Qualche pezzo del quale vai più fiero
dell’intero disco? …che ti piace di più fare live?
Purtroppo il lockdown mi ha colto di sorpresa! Devi sapere che ho ritirato i
dischi dalla stampa il giorno 4 marzo 2020, il 21 ci sarebbe stata la presentazione
del disco al Mon Amì Live Social Space di Montichiari. Ti lascio immaginare il
seguito…con la band stavamo preparando il concerto, eravamo in rifinitura,
abbiamo dovuto interrompere. E’ tutto solo posticipato.
Come brani sono particolarmente affezionato a “Plus Lapsus”, ma credo ci
siano anche altri brani particolarmente riusciti. uno su tutti: “Sumerica” o “Ovo
Groovis”.
C’è inoltre un brano dalla diversa genesi e costruzione: “God’s Flip-Flops”.
Esso nasce e si sviluppa totalmente in post-produzione, combinando loops in
un collage di incastri e sovrapposizioni ritmico melodiche. E’ il pezzo scelto
per il video clip ufficiale promo dell album, opera di Andrea Fanelli. Sto
aspettando che la situazione si sbrogli per darmi dei tempi di uscita, ma credo
ci voglia ancora pazienza.
A livello produttivo chi citare come maggior aiuto?
La risposta è molto semplice. L’album vede la produzione artistica di Giovanni
Ferrario. Gio è un produttore raffinato dall’approccio “sciamanico” con un
mondo musicale ed un senso estetico molto personale. Quando un artista
lavora con un produttore deve fidarsi, fa parte del gioco, è una delle sfide da
accettare. E’ stata per me una bella esperienza, molto stimolante e di crescita.
Stesso discorso vale per Beppe Mondini, chiamarlo batterista è riduttivo, si
tratta di uno straordinario musicista. E non posso non citare Stefano
Stefanoni, un fonico molto bravo e di rara sensibilità. Sono molto grato a tutti
per la loro disponibilità. Il tempo è forse la cosa più preziosa che abbiamo.
Come è nata questa copertina? … semplice e diretta, direi quasi blues. 
La copertina è di Giuseppe De Chirico, grafico ma anche artista versatile:
cantautore, poeta e pittore. Ci conosciamo da anni e conosco il suo stile
quindi dopo avergli fatto sentire il disco ed averlo illustrato sul concept
generale semplicemente gli ho detto: fai ciò che vuoi! La trovo molto bella,
sono contento di ciò che ha realizzato.
Come presenti dal vivo il disco?
Come già ti accennavo questo è un progetto nuovo, fermato all’esatta
partenza dal lockdown di marzo.
Pur non avendo all’attivo concerti veri e propri abbiamo organizzato una video
sessione live di tre brani il mese di febbraio con il videomaker Marco Millari. Li
si possono vedere sul mio canale YouTube. Plus Lapsus, Sumerica e Ovo
Groovis. Il club era senza pubblico, abbiamo provato a sperimentare con una
scenografia di video in background curata da Andrea Fanelli. Per il live mi
piacerebbe trovare una formula che unisca musica ed immagini,
PLUSLAPSUS
lo trovo un album dal contenuto musicale adatto.
Altro da dichiarare? 
Semplicemente voglio concludere ringraziandoti per essere stato tuo ospite e
per la tua disponibilità, quindi……grazie Alligatore!

9 commenti:

  1. Gran piacere avere questo pomeriggio in palude Gallus, al secolo Luca Gallina, bluesman bresciano, già passato di qui (vedi intervista ai Cozmic Mojo del luglio 2011). Quindi vecchi amici ...

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  2. E oggi c'è tornato con questo nuovo progetto, di blues strumentale fatto davvero bene denominato Gallus: in compagnia di Giovanni Ferrario (basso/tastiere/chitarra elettrica) anche produttore e Giuseppe Mondini (batteria/percussioni). Gran bel trio, non c'è che dire...

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  3. Nove pezzi originali, nove pezzi dove si sentono inseguimenti di chitarre, il ritmo che sale, l'improvvisazione blues, i Sumeri e John Belushi come spritual guidance ...

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  4. Difficile dire un pezzo rispetto ad un altro, anche se Poles Invertion è molto suggestivo, filmico direi da super-eroi tipo Batman (ma anche Joker), e questo mi ha colpito a ogni ascolto.

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  5. Pezzo che alla fine si fa lento e dilatato ... con tastiere cullanti.

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  6. Ovviamente la title-track, con la batteria prima in marcia, le chitarre che sembrano improvvisare, tutto che sale molto lentamente al modo del Bolero di Ravel...
    Pluslapsus, godetevela nel video che ho messo a fondo intervista.

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  7. Ma anche il pezzo che la precede, Jinsi mi stimola ...dialogo sotto forma di corde elettrice, tastiere e batteria ... tutto un vibrare (buone, ma anche cattive vibrazioni), un pezzo che sembra improvvisato ogni volta che lo ascolti. .... e ogni volta viene voglia di battere il piedino ritmicamente.

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  8. Però anche Eunema Elis, che viene dopo la title-track affascina: gran vibra, suoni di confine tra oriente e musica classica ... e poi la chitarra gran protagonista.

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  9. Insomma è un disco tutto da ascoltare, blues fino al midollo per un sacco di motivazioni che capirete ascoltandolo. Ascoltatelo, ascoltatemi.

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