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mercoledì 8 aprile 2020

In palude con The Roozalepres


NOTE SINTETICHE ALL’ASCOLTO DEL DISCO
GENERE Punk / Rock ‘n’ Roll
DOVE ASCOLTARLO In forma fisica Lp+CD, e sulle piattaforme digitali classiche: Spotify, Bandcamp
LABEL Go Down Records
PARTICOLARITA’ “Just a couple of wild punks out raising hell” (Cit)
FB
CITTA’ Valdarno
DATA DI USCITA 13 Marzo
L’INTERVISTA

Come è nato il vostro nuovo disco?
È stato un processo piuttosto rapido, ci siamo formati nell’autunno del 2018, è uscito fuori un pezzo dopo l'altro e ci siamo ritrovati a metà Aprile dell’anno successivo (2019) che avevamo già la registrazione in mano, grazie all’Audiovolt studio di Lorenzo Bellia a Firenze.
Perché nessun titolo, se non il nome della band? … Per dire noi siamo le nostre canzoni?
Perché è il primo album e sicuramente non sarà l’ultimo, quello con cui ci presentiamo all’esterno. Le band delle quali siamo grandi fan, lo hanno fatto prima di noi e ci piaceva l’idea: Ramones, Iron Maiden, Black Sabbath, tanto per citarne alcune. Più che senza un titolo, preferiamo pensare che si intitoli semplicemente “The Roozalepres” 😏.
Come è stata la genesi dell’album, dall’idea iniziale alla sua realizzazione finale?
Come già detto prima, è stato tutto molto veloce. L’urgenza la si può avvertire ascoltandolo, non volevamo essere eccessivamente meticolosi, lo abbiamo registrato quasi completamente in presa diretta. Riteniamo che il non aver avuto un piano alle spalle o una qualsiasi auto-imposizione per rientrare in un determinato genere o cliché abbia giovato molto alla genuinità del disco.
Qualche episodio che è rimasto nella memoria durante la lavorazione del disco?
Avevamo fissato lo studio per un tempo più lungo di quello risultato effettivamente necessario per la registrazione. Alla fine abbiamo fatto tutto in modo molto diretto e senza eccedere nell’utilizzo di mezzi tecnologici troppo moderni o sovra-incisioni eccessive, che forse avrebbero reso l’album impeccabile, ma avrebbero finito per togliere un po’ di quella “pasta”, che ha reso unici certi album e che ogni fan del genere ama percepire tra i solchi.
Se  fosse un concept-album su cosa sarebbe? … anche a posteriori? O forse no? …
Non lo definiremmo un concept-album, gli argomenti sono vari, c’è sicuramente una logica finale che lega tutte le liriche, ma non è altro che lo specchio dei tempi in cui viviamo o perlomeno, come li vediamo noi.
C’è qualche pezzo che preferite? Qualche pezzo del quale andate più fieri dell’intero disco? … che vi piace di più fare live?
Direi che è una domanda che va posta a ogni singolo membro individualmente, ogni pezzo ha la sua identità, difficile a dirsi. L’unica cosa che possiamo affermare è che siamo enormemente soddisfatti del nostro primo album. Ogni volta che dobbiamo comporre la scaletta per un live è sempre molto difficile decidere quali brani includere e quali togliere. Non abbiamo messo “filler”, ma ogni brano ci rappresenta al 100% e ha motivo di stare nel disco. Tra l’altro la stampa specializzata lo sta accogliendo molto bene, oltre ogni più ottimistica aspettativa.
Come è stato produrre artisticamente il disco con la Go Down Records?
Fantastico! Abbiamo avuto libertà totale, inoltre stanno facendo davvero un ottimo lavoro di promozione. È bello aver a che fare con un’etichetta così professionale.

Copertina molto punk-rock’roll. Come è nata? Chi l’autore?
La grafica della copertina è stata curata da Decomposed Sam (voce/chitarra), le ispirazioni sono state principalmente copertine di dischi di band di fine anni 70. È iniziato tutto dal set fotografico fatto dall’amica Silvia Pannella, un pomeriggio dell’ estate del 2019, abbiamo scelto di mettere la tracklist sia in fronte che sul retro, come si faceva un tempo, l’accostamento di colori è venuto piuttosto naturale, insieme funzionano alla grande!
Come presentate dal vivo il disco?
Suonandolo! Cerchiamo di eseguire i brani tutti d’un fiato e parliamo veramente poco tra un brano e l’altro. Forse anche troppo poco ah ah ah.
Altro da dichiarare?
Abbiamo tantissime date fissate, sia in Italia che all’estero. Purtroppo in questi giorni gli eventi qui da noi stanno saltando uno dopo l’altro, ma siamo in piena emergenza per questo fottuto virus e non poteva andare diversamente. Speriamo che non saltino le date del tour europeo, dovremmo partire per fine Aprile, ma di questo passo, non sappiamo proprio cosa aspettarci.
Grazie per l’intervista e per il supporto!

12 commenti:

  1. Punk rock'n'roll questa sera in palude con The Roozalepres, quartetto toscano da tenere d'occhio.

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  2. Un disco come se ne facevano una volta, non ha caso la meritoria Go Down Records ha fatto il vinile, prima del cd ... non a caso nel cd che ho io, la scaletta dei brani è divisa tra lato a e lato b

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  3. Sei brani per lato, tra i quali è difficile scegliere, hanno ragione loro.

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  4. Questo loro esordio non ha battute d'arresto, è una lunga suite senza tempo, dove i grandi classici del genere si sentono ...

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  5. Si sentono, a partire dagli amatissimi Ramones (che tornano spesso nei gruppo qui intervistati, anche nel precedente Giuseppe Di Filippo, anche se faceva Jazz).

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  6. Anti-You, ouro rock'n'roll bruciato/bruciante, saltellante, martellante, tutto che finisce con ante ...

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  7. Alien Television Show stupendo, classico, intrinsecamente politico.

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  8. Black Magic Killer, ironico e disincantato, con delle chitarre al massimo.

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  9. Ma è tutto un disco con chitarre gajarde e un ritmo inarrestabile.

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  10. The Roozalepres, da prendere vivi, appena la fine dell'emergenza coronavirus!

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