sabato 7 gennaio 2017

In palude con Picciotto


NOTE SINTETICHE ALL’ASCOLTO DEL DISCO
GENERE  //  Rap – Storytelling cantautoriale
DOVE ASCOLTARLO (in parte o tutto) su Soundcloud
LABEL  //  Irma Records - Mandibola
PARTICOLARITA’ // Concept album dove ogni brano prende il nome del personaggio protagonista, tra loro tutti collegati.
CITTA’:  Palermo
DATA DI USCITA  : 23/09/16

L’INTERVISTA
Come è nato Storyborderline?
StoryBorderline è nato dall’incrocio di tre arti, lo storytelling di uno scrittore, lo storyboard di un regista e soprattutto le vite “Borderline” che attraverso e che mi attraversano nel quotidiano. Il tutto ha una cornice musicale composta ad hoc su ogni personaggio, e il collegamento tra loro mi ha aiutato a conoscere meglio le varie sfumature della mia personalità. E’stato un lavoro “terapeutico.”
Perché questo titolo? … storie ai margini.
Perché spesso queste storie vengono monitorate solo quando esplodono o quando fanno comodo per strumentalizzare o criminalizzare un territorio o uno stile di vita. Secondo me è giusto raccontare il disagio trans-generazionale che è costante dei nostri tempi ma le storie individuali che ne fanno parte rispecchiano un malessere collettivo.
Come è stata la genesi del cd, dall’idea iniziale alla sua realizzazione finale?
Ho lavorato da regista. L’ho immaginato come un film dal primo personaggio scritto (Silvia, la escort nel concept), ho cominciato a pensare alla sua cornice familiare, e alle varie fasce di popolazione che attraversano i bei salotti così come a coloro che attraversano i marciapiedi dei quartieri degradati poco distanti. Ho cercato di non geolocalizzare l’album, perché queste storie possono collocarsi in ogni punto del globo, e man mano sono venuti fuori i personaggi. Sullo sfondo c’è il lavoro, precario anche quando sembra una certezza e dentro l’album ci sono molti colpi di scena. La cosa più bella è stata che l’intero progetto che prevede anche l’uscita di un libro e una serie di videoclip che raccontano i personaggi. È stato totalmente finanziato dal pubblico che ho scoperto di avere attraverso una campagna di crowdfunding.
Qualche episodio che è rimasto nella memoria durante la lavorazione del disco?
Uno in particolare c’è, ma dovrei fare uno spoiler … riguarda uno dei personaggi descritti al quale sono particolarmente legato perché come molti altri è reale e una volta descritta la sua storia diciamo che ho modificato in maniera drastica il finale. E ci sono stato male. È stato violento scriverlo così come almeno un altro paio di storie dove ho avuto forti scompensi emotivi sia in fase di scrittura che di registrazione. È stato il lavoro più intenso dei miei cinque album, e forse anche quello di cui vado più fiero.
Se questo cd fosse un concept-album su cosa sarebbe? Togliamo il fosse, mettiamo è …?
Storyborderline è un concept-album sulla sottile linea che collega il disagio e il riscatto, le stelle e l’oblio.
C’è qualche pezzo che preferisci? Qualche pezzo del quale vai più fiero dell’intero album?… che ti piace di più fare live?
Al momento mi piace molto Rocco. E’ tra le storie più hardcore e scrivere di lui così come immedesimarmi in video. È stato finora dei sei video usciti quello più difficile. Parliamo della storia di uno “sbirro” con dei forti disturbi dell’ego e nell’album finisce male, come purtroppo spesso capita anche nella vita reale. Dal vivo mi da molta soddisfazione suonarla così come Santo, la storia di un pescatore gay che salva le vite ad alcuni migranti in mare (storia realmente accaduta) salvo poi essere accusato di favoreggiamento dell’immigrazione clandestina. Il ritornello a tre voci dal vivo con Ciaka e Tunaman dei Gold Diggers, che hanno musicato buona parte dell’album, è da brividi.
Il cd è uscito con ben due label, Irma Records e Mandibola Records … come mai queste due realtà attorno a te? Altri da citare, importanti per il tuo disco?
IRMA Records e Mandibola sono due realtà collaterali di fondamentale importanza nella  mia crescita e sono orgoglioso di farne parte. Non è da tutti di questi tempi credere ed investire ancora in talenti underground e non conosciuti al grande pubblico senza i soliti mezzucci dell’acquisto delle views e mantenendo un rapporto orizzontale con l’artista. Tra l’altro promuovere qualcuno che viene da Palermo è pur sempre un gap perché girare per suonare ti costa il doppio e chiaramente si fa più fatica ad emergere. Un’altra importante realtà tutta palermitana da citare è sicuramente Almendra Music, label indipendente che nasce cresce, produce e accoglie i migliori talenti palermitani allo ZEIT Studio che per me è diventata una seconda casa. Luca “Satomi” Rinaudo aka Naiupoche è tra i fondatori di questa realtà nonché colui che con eleganza ed esperienza ha prodotto alcuni beat dell’album ma anche missato e masterizzato Storyborderline così come gli ultimi lavori di Picciotto e della mia band Gente Strana Posse.
Tu stesso in copertina, che scrivi … le storie a margine del disco? Come è nato questo scatto e tutti quelli del bel libretto interno?
L’intero progetto fotografico è nato da una collaborazione con Francesco Faraci, uno dei fotografi palermitani che più stimo e che secondo me meglio racconta per immagini il cuore pulsante della città dove si muovono molti dei soggetti di StoryBorderline. Lui rende spesso i bambini e gli adolescenti protagonisti dei suoi scatti, io con quel target ci lavoro come operatore sociale e come naturale conseguenza abbiamo proposto nel booklet una foto di un bambino per ogni personaggio raccontato come se Francesco lo partorisse in un’immagine e io ne descrivessi in rap la storia.
Come e dove presenti l’album? …
L’album l’ho presentato in casa, a Palermo davanti al “mio pubblico” in un co-working (“Moltivolti”) base di progettazione partecipata e interculturalità, quindi non proprio una sala concerti. Penso sia stato il posto migliore dove rompere il ghiaccio col nuovo show che mi vede sul palco assieme ai Gold Diggers con chitarra e dubmaster. A dicembre siamo stati impegnati con un tour di sette live, quattro di questi in compagnia della 99 Posse. A gennaio poi saremo ospito dell’Auditorium RAI palermitano e man mano faremo tappa in quasi tutto lo stivale.
Altro da dichiarare?
Consiglio per l’ascolto di StoryBorderline: prendetevi 50 minuti di tempo e chiudete gli occhi come se fosse un audiolibro, immergendovi nelle storie. Se possibile con l’album acquistate anche lo story book con estratti dal libro e foto che vi favorisce la comprensione del concept. Infine sono felicissimo di annunciarvi che stiamo cominciando a scrivere il soggetto di StoryBorderline, per lavorare a un cortometraggio su alcuni dei personaggi che magari un domani ci porterà alla produzione di un film che secondo me è il prodotto che meglio può render giustizia all’intero progetto.

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9 Commenti:

Alle 7 gennaio 2017 15:10 , Blogger Alligatore ha detto...

Bel rap intenso come non sentivo da tempo, poetico-politico come il vero rap, da sempre.

 
Alle 7 gennaio 2017 15:11 , Blogger Alligatore ha detto...

Un disco da ascoltare tutto, dall'inizio alla fine, e anche dopo, le tre bonus-trak (sì, Picciotto ha tante cose da dire).

 
Alle 7 gennaio 2017 15:13 , Blogger Alligatore ha detto...

Imossibile fare dei titoli, rispetto ad altri, c'è un un'insieme di emozioni forti davvero, dall'iniziale Amarcord dove racconta la sua giovinezza fino ad adesso, e tutte le cose pubbliche successe.

 
Alle 7 gennaio 2017 15:15 , Blogger Alligatore ha detto...

Bell'intro di organo e poi il ricordo di Carlo a Genova, le Torri Gemelle, le guerre, la crisi , la morte di Arafat e quella di Pantani, la ThyssenKrupp, Berlusconi, Riina, Katrina, Wilkileakles, ma anche Olindo e Rosa, Lo Tsunami, Garlasco, Moggi, Ruby Rubacuori, D'Addario ... Obama, l'Aquila e chi ride su quei morti, Gomorra e Mafia Capitale, Cucchi, i migranti sui barconi, un bel (brutto) amarcord. E cosa ci resta? Puntare tutto su noi, la fedeltà ai propri ideali e alla propria donna.

 
Alle 7 gennaio 2017 15:18 , Blogger Alligatore ha detto...

Mette subito in chiaro da che parte sta Picciotto, con questo pezzo fiume ... e poi nomi, storie tra pubblico e privato: da Mara, che studia per diventare farmacista e per il suo riscatto sociale, e si ammala per un'industria farmaceutica senza scrupoli, a Silvia e la sua storia di prostituzione d'alto bordo, atmosfera glaciale e sofisticata come quel mondo.

 
Alle 7 gennaio 2017 15:20 , Blogger Alligatore ha detto...

Tonino un povero ragazzino che si è fatto largo nella mala, poi il carcere, è il suo accultura, forte ritornello, suggestivi i fiati, per una storia piena, Luca, Giulia e Vale, con piano, bella crescita, per un pezzo dedidicato alla community LGBT (non a caso con lui anche McNill, mitica).

 
Alle 7 gennaio 2017 15:21 , Blogger Alligatore ha detto...

Stupendo anche il pezzo dedicato a Mumia Abu-Jamal, semplicemente Mumia, con un ritornello che mette la pelle d'oca. Semplicemente la sua biografia in musica rap ... impeccabile!

 
Alle 7 gennaio 2017 15:23 , Blogger Alligatore ha detto...

Interessante anche la storia di Jorge Carracosa, mitico terzino dell'Argentina, che si ritirò all'alba del mondiale del 1978 per protestare contro la dittatura che in quel periodo dava il peggio di se. Altrettanto mitica la tromba che accompagna il pezzo ...

 
Alle 7 gennaio 2017 15:23 , Blogger Alligatore ha detto...

... ma, come dicevo prima, è tutto un disco da ascoltare. Bravo Picciotto! Un disco per chi ma il vero rapper!

 

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