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domenica 21 agosto 2016

Fiore del deserto, io l'ho visto ...

In attesa che riparta la stagione cinematografica, scrivo alcune note su di un film visto di recente, distribuito da noi con grande ritardo: Fiore del deserto diretto dalla regista tedesco-americana Sherry Hormann. Film intenso, duro, girato in modo originale con un montaggio geniale, bei costumi, bei colori, una storia appassionante intrecciata con la Storia (e non lascia fuori chi non la conosce, perché riesce a contestualizzare). Realizzato nel 2009 è uscito in Italia solo quest'anno, appunto. Incredibile!
La storia, vera, è quella di Waris Dirie, Fiore del deserto, bellissima modella nera, con alle spalle una vicenda personale drammatica: da bambina, come tante donne africane, ha subito l'infibulazione, cioè la mutilazione genitale femminile, praticata per motivi religiosi e di possesso sul corpo delle donne, e una volta famosa ha rivelato al mondo la vergogna di tale pratica. Ma per diventare famosa ne ha dovuto passare di storiacce ... 
In giovanissima età fugge dalla sua Somalia e da un matrimonio combinato con un anziano, grazie all'aiuto della nonna, raggiungendo fortunosamente Londra, dove diventa la serva all'ambasciata del suo paese. Tenuta in una sorta di semischiavitù, riesce a liberarsi dopo la fuga dall'ambasciata dei potenti del regime di Siad Barre in caduta libera, e, senza sapere una parola d'inglese, si aggira per la capitale britannica come un extraterrestre, inconsapevole delle leggi, usi e costumi del luogo dove si trova. A "salvarla" una commessa con la passione del ballo, anzi, con il pallino di diventare una famosa ballerina. Le scene con Fiore del deserto nei grandi magazzini, che scopre un mondo incredibile, è magia pura, quasi felliniana (ma anche pasoliniana). Ti chiedi: ma come ha fatto ad arrivare lì? ... non sapendo ancora tutto il suo dramma. Io ve lo racconto, tanto, chissà quando (e se) riuscirete a vedere tale pellicola.
La commessa l'aiuta ad inserirsi nella vita londinese, le trova un lavoro in un fast-food, la ospita nel suo piccolo appartamento. Grazie a fortunate coincidenze, riesce poi ad entrare nel dorato (e stronzo) mondo della moda, a viaggiare per il pianeta, scalando poco a poco gli scalini del successo, e, una volta famosa, a rivelare al mondo la pratica dell'infibulazione: nominata da Kofi Anan ambasciatrice contro le mutilazioni genitali femminili presso le Nazioni Unite. Un lieto fine che lascia l'amaro in bocca.
Interpreti tutti in palla a partire da Liya Kebede, molto somigliante alla vera Waris Dirie, di una bellezza unica. E poi, nella parte dell'amica commessa, la sempre bravissima Sally Hawkins (è una delle mie attici preferite, se posso così dire), che ricordo in più di una pellicola inglese colta e impegnata, quasi sempre in ruoli di spensierata ribelle proletaria (su tutti We Want Sex e La felicità porta fortuna). Il fotografo che "scopre" la modella è invece un volto indimenticabile del cinema britannico, quel Timothy Spall, che alcuni forse avranno visto in Turner, biopic sul pittore William Turner, diretto un paio di anni fa da Mick Light. Un volto da tipico inglese con una dieta di grassi insaturi, un po' maniaco, un po' classe lavoratrice, sì, un volto indimenticabile  ...
La bellezza di Fiore del deserto sta nel non essere politicamente corretto quanto potrebbe sembrare. Questa pellicola non è una mera denuncia della pratica dell'infibulazione (oh, come sono cattivi i neri! ... come è superiore la società occidentale! Nein!), ma prima di tutto una storia appassionante. Durante la visione senti come sono assurde le frontiere, come sono contro natura le frontiere. Senti quanto siano repressivi gli apparati statali e le dogane, contro la naturalità dell'uomo, animale migrante. Questo il suo gran pregio ... poi vedi un certa Londra anni '80, contrapposta alla Somalia vista poco prima, il mondo affascinante e ipocrita della grande moda, i soldi, il potere, contrapposti alla bellezza del deserto, anzi, di un Fiore del deserto.

9 commenti:

  1. Molti film interessanti in Italia vengono censurati oppure buttati nel dimenticatoio. La pellicola proposta sicuramente fa riflettere molto.
    Saluti a presto.

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  2. Vero, a volte sono censure di mercato: escono, ma per brevi periodi (come in questo caso, e poi, lontani dalla data di realizzazione, come in questo strano caso).
    Alla prossima.

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  3. Che bel post! Incentiva a recuperare questo film, che io ignoravo esistesse fino ad ora. Mi piace molto l'idea dell'assurdità delle frontiere, anche se l'attenzione principale va alla tragica e barbara pratica -_-

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  4. Anche a me è piaciuto che abbia raccontato la storia senza false denunce scandalizzate, ma semplicemente dal punto di vista della protagonista che l'ha vissuta personalmente, scoprendo sulla sua pelle che quella tradizione che si portava addosso non era "normale" in tutto il mondo, e nemmeno davvero rispettosa della donna come le avevano insegnato.
    Sono proprio contenta che siamo riusciti a recuperarlo, mi era dispiaciuto perderlo. Abituata ai ritardi italiani nel presentare film che a Berlino erano già in circolazione, non credevo però che fosse addirittura del 2009!

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  5. @Glò
    Spero tu riesca a recuperarlo al cinema, magari in una proiezione all'aperto (il film, per i colori, merita una visione sul Grande Schermo).
    @Elle
    Già, pure io ho avuto un mancamento quando ho visto la data, e mi fa piacere siamo riusciti a vederlo, nel nostro cinema, prima della chiusura estiva ... la Storia che racconta è forte, ed è resta bene, senza uno scandalismo barbaro.

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  6. Ecco, io già non riesco a vedere i film che escono normalmente nelle sale, figuriamoci uno quasi introvabile come questo :-(

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  7. Dai, magari in un viaggio aereo ci riuscirai :)
    p.s. se ci riesci,non fartelo scappare.

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  8. Non ci giurerei ma sai che penso di averlo visto?
    Tante tue descrizioni mi ricordano qualcosa compreso l'attore di " Turner", ma posso sicuramente sbagliare...
    Come sempre grazie di queste dritte
    Bacio della buona notte!

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  9. Se l'hai visto Nella, l'hai visto in questa estate, oppure fuori dall'Italia (o a qualche festival). Grazie, buona notte a te.

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