domenica 31 gennaio 2016

In palude con gli Ono



NOTE SINTETICHE ALL’ASCOLTO DEL DISCO
GENERE Rock Elettronico
LABEL Autoprodotto
CITTA’: Savignano sul Rubicone
DATA DI USCITA 15 dicembre 2015

L'INTERVISTA
Come è nato Salsedine?
Salsedine è nato lentamente, con la nascita dei brani. Ci siamo fin dall’inizio concentrati su un tema “preciso”, ovvero volevamo parlare di ciò che conosciamo, che abbiamo vissuto e che possa essere il più concreto possibile. Lentamente si è sempre fatta più presente la linea guida dell’album, ovvero l’infanzia (per modo di dire, dato che alcune canzoni raccontano anche di un periodo successivo all’infanzia) e i suoi ricordi. In ogni caso, è nato d’estate.
Perché questo titolo? … probabilmente legato al mare.
Non ci eravamo posti molte alternative per il titolo dell’album, cercavamo qualcosa di concreto che potesse legare e dare un indizio per una visione generale del disco. Salsedine ci è subito piaciuta, essendo collegato al mare, uno dei luoghi principali dove abbiamo passato le nostre infanzie e le nostre estati. La salsedine è anche quella che ti rimane attaccata alla pelle dopo aver fatto un tuffo nell’acqua: esattamente come i ricordi rimangono inizialmente vividi e “appicciati”, poi piano piano, lavandoti, se ne vanno ne rimane solo qualcuno, l’odore del sale, magari un po’ di prurito.
Come è stata la genesi del cd, dall’idea iniziale alla sua realizzazione finale?

Inizialmente è stata un po’ lenta. Abbiamo cercato una linea che ci interessasse e poi è comparsa da sola, bastava aspettare. Poi preso il via, c’è stato il periodo di composizione dei brani, molto automatico per alcuni versi; alcuni brani sono nati da soli. Infine abbiamo iniziato a registrare all’Ambragrigia Studio, a Savignano sul Rubicone. Sicuramente un grande aiuto e ringraziamento va anche a Il Rock è Tratto, una realtà bellissima di Savignano: ogni anno c’è un festival rock con un contest di band, aver vinto l’ultima edizione ci ha dato una bella mano. Vi consigliamo di seguirlo come Festival, è molto molto bello.
Qualche episodio che è rimasto nella memoria durante la lavorazione del disco?

Durante la lavorazione non ce ne sono di particolari, se non la quantità di birra consumata e il fatto che il bassista, Mattia, abbia registrato per primo poiché dubito dopo è fuggito a Londra dove è rimasto per alcuni mesi. Un episodio però che è rimasto c’è: era fine estate, avevamo finito l’album, era appena arrivata la versione con il master in studio, fatta da Roberto Rettura de Lo Studio Spaziale a Bologna, l’abbiamo messo in auto e siamo andati a fare un giro per il lungomare vicino alla spiaggia con il sole in faccia. Se funzionava in fine estate con il sole in faccia allora poteva funzionare sempre: è stata la nostra prova del nove.
Se questo cd fosse un concept-album su cosa sarebbe? … tolgo il fosse? È?

Sì, in qualche modo lo è. Come abbiamo detto il nostro tema principale del disco è l’infanzia e ciò che ne ricordiamo, ciò che non ci ricordiamo e ciò che ci portiamo dietro come episodi chiave: non episodi che hanno dato una svolta, ma anzi magari episodi consueti, che si ripetevano, ma che hanno dato un immaginario delle nostre infanzie, raccontano ciò che è stato. Di questo ne parliamo soprattutto in Perec, canzone ispirata e aiutata dal libro W o ricordo d’infanzia di Georges Perec. Poi trattiamo anche periodi successivi all’infanzia ma sempre legati al ricordo, cerchiamo di raccontarli con la stessa attitudine. Diciamo quindi l’infanzia, i suoi ricordi e gli elementi quotidiani che abbiamo vissuto, e che speriamo, possano essere comuni a molte persone.
C’è qualche pezzo che preferite? Qualche pezzo del quale andate più fieri di Salsedine?…che vi piace di più fare live?

Dunque, è una domanda difficile. A loro modo tutti i pezzi sono i nostri pezzi preferiti, ognuno ha qualcosa che li rende sempre unici da suonare o ascoltare. Nel live sicuramente i pezzi che ci divertono di più sono Perec e Il giovane Niccolò e il Ritorno dell’Uguale. Ma siamo molto legati anche a Odisseo e L’infanzia e la maturità di mio fratello. Musicalmente faremmo fatica a scegliere un solo pezzo, ora come ora siamo fieri di tutto il disco, in quanto tutto il disco è un grande brano che spiega e racconta un po’ il nostro modo di fare.
Il cd è stato da voi prodotto, registrato Ambragrigia, con promozione Sfera Cubica … Altre realtà importanti attorno al disco? Altri nomi da citare?

Sicuramente come già citato Roberto Rettura de Lo Studio Spaziale di Bologna che ha curato il master del disco; Michela Puddu che ha prestato la sua bellissima voce a due tracce di Salsedine ovvero Lungomare e Bibiena, 19. E Francesco Farabegoli, che ha curato le bellissime grafiche e i disegni del disco, ha fatto un lavoro bellissimo che riesce a rispecchiare perfettamente quello che è Salsedine, è riuscito a raccontarlo con i disegni.
Copertina molto semplice e diretta, poetica come il mare sa essere. Sembra un fumetto. Come è nata e chi è l’autore? … l’ha fatta direttamente per il disco o era un disegno già esistente?  

Francesco Farabegoli appunto, del blog Bastonate. L’ha creata per il disco ascoltandolo; ci siamo incontrati ne abbiamo parlato e gli abbiamo dato le tracce e Francesco ha tirato fuori questi bellissimi disegni. Il disegno rappresenta il molo di Cesenatico, forse un po’ il simbolo del mare per quanto riguarda la zona nella quale siamo, sul quale c’è una ragazza con i capelli ricci, lunghi e mori (da Odisseo). In più ha disegnato un poster che si trova all’interno dell’album, nel quale il soggetto è sempre il molto di Cesenatico da un altro punto di vista. Ci è piaciuto molto ed è riuscito a dare a Salsedine l’elemento visivo che completa il tutto. Lo ringraziamo e lo abbracciamo.
Come e dove avete presentato/presenterete l’album? …

Abbiamo fatto due concerti che sono stati un po’ il debutto dell’album: uno all’Arterìa a Bologna, dove abbiamo molti amici ed è una città che nella quale abbiamo studiato e l’altro nella nostra zona per sonare un po’ “in casa”. Ora continuiamo a portarlo un po’ in giro, le date le si possono trovare tutte sul sito o sulla pagina facebook.
Altro da dichiarare?

Sì, siamo del tutto innocenti.

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5 Commenti:

Alle 31 gennaio 2016 18:24 , Blogger Alligatore ha detto...

Difficile scegliere, è veramente uno di quei dischi da ascoltare da inizio a fine, per l'intensità e le cose che si sentono dentro. Per certi versi assomigliano ai CCCP, che, non a caso citano.

 
Alle 31 gennaio 2016 18:25 , Blogger Alligatore ha detto...

... ma ci penso, e qualche canzone preferita forse la dirò. E voi?

 
Alle 31 gennaio 2016 19:35 , Blogger Alligatore ha detto...

Direi, con la pistola puntata alla tempia: Odisseo, malinconico pezzo intimo e filosofico, con tanto di gabbiani, Il giovane Nicolò e il Ritorno dell’Uguale, canzone più rilassata e diretta, con delle citazioni importanti e un testo che entra nella mente e nel cuore. Perfetta, per chiudere, Bibiena, 19, omaggio alla via di Bologna dove è nato il disco, con una bella alternanza tra il declamare in italiano di Cesare Barbieri e il cantare in inglese di Michela Puddu ...

 
Alle 1 febbraio 2016 00:02 , Blogger Elle ha detto...

Dopo attento riflettere scelgo Orbite, La musica elettronica, Il giovane Niccolò e il Ritorno dell'Uguale e Lungomare.
Belli i disegni di Francesco, essenziali!

 
Alle 1 febbraio 2016 00:06 , Blogger Alligatore ha detto...

Ottime scelte: La musica elettronica apre l'album in maniera perfetta ... e poi sì, disegni essenziali, molto belli.

 

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