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martedì 20 gennaio 2026

In palude con Maurizio Marisco - Mauro Tondini

NOTE SUL DISCO

Artisti: Maurizio Marsico Mauro Tondini

Titolo !?

Genere: pop sperimentale

Etichetta: TIBProd. 

Città: Milano

Data di uscita: 14.11.25

LINK UTILI qui e qui 

PRESENTAZIONE

Torna l’intervista in diretta, torna con un caro amico, quale è Maurizio Marsico, musicante milanese sperimentatore e pop, da sempre in mezzo alla musica con passione e talento. Assieme a Mauro Tondini (ex Tipinifini), suo collaboratore, ha fatto sto disco particolare !?. E se vi sembra particolare il titolo, dovreste sentire cosa contiene. Pop, elettronico, ironico, barocco, filmico (i Tenebaum?), prog… nessun titolo per i 9 pezzi, ma semplicemente la durata del pezzo stesso, a parte l’ultimo malinconico pop senza tempo Wailing Wall cover di Todd Rundgren + Velho Ateu di Eduardo Gudin e Roberto Riberti.

Parliamone con Maurizio Marsico e Mauro Tondini, pronti per l’intervista in diretta, nei commenti del post stesso (se volete potere partecipare anche voi). Facciamo partire !? e discutiamone suvvia!

 

L'intervista in diretta è partita e fino alle 22,36 è andata bene. Poi Maurizio non risponde alla mia domanda 

Qualche episodio che è rimasto nella memoria durante la lavorazione di questo disco?    

Attendo un po' e poi mi arriva la telefonata di Maurizio, che mi spiega che non riesce più a mettere i commenti, non riesce più a bloggare. Ma, visto che vogliamo portare in fondo l'intervista, copio e incollo qui le sue risposte che mi ha mandato per mail. Quindi, in un gioco folle, come la Follia di questo omaggio musicale, troverete alcune domande e risposte qui e altre nei commenti del blog, come doveva essere. Una cosa che sicuramente apprezzerà Maurizio, ma anche Mauro Tondini e Massimo Mascheroni che ringrazio di essere stato con noi in palude.

LA CONTINUAZIONE DELL'INTERVISTA

Qualche episodio che è rimasto nella memoria durante la lavorazione di questo disco?

Uno unico, ma fondamentale. Siamo partiti con l’idea di fare un intero disco basato su di un’antica forma di danza lusitana del seicento ( “La Follia” ) legata ai riti della fertilità, su cui nei secoli si sono cimentati i più diversi compositori. Ma l’eccesso di rigore formale a un certo punto ci ha talmente stufato che abbiamo sterzato alla grande. Però i germi dell’iniziale ispirazione si possono incontrare ancore nei brani “three minutes & 24” e “four minutes &9”e nell’insieme funzionano alla grande.

Non esiste una versione online. “NO digital platforms” c’è scritto sul vostro

Bandcamp. Come mai?

Perché è rivolto solo a chi è davvero interessato e perché per noi il disco vero è soltanto in vinile, al limite il cd. Il download spinge al consumo pernicioso e priva l’esperienza dell’ascolto di alcuni apparentemente marginali ma per noi fondamentali elementi come l’artwork la matericità tattile eccetera.  Oggi con la fake music dell’IA che invaderà ognidove credo ci sarà bisogno di iniziare a porre dei necessari distinguo. Personalmente trovo che la popolarità connessa a una distribuzione massivamente capillare non sia necessariamente sinonimo di buona musica, anzi lo è, quasi sempre, del contrario. E poi visto che non ci basterebbero cento vite per ascoltare tutta la musica contenuta in una sola piattaforma, meglio che si inizi, sia chi “carica” sia chi “scarica”, a sfrondare. 

Copertina minimale: punto esclamativo, punto interrogativo scritti in nero su sfondo bianco…. Come è nata? Chi l’ha pensata così?

L’abbiamo pensata noi ma l’ha realizzata magistralmente l’art director Roberto Da Pozzo.

Come avete presentato/presenterete dal vivo il disco?

Quando abbiamo presentato il disco presso la galleria Settanta Ventidue di Milano abbiamo eseguito il brano “eight minutes &19” in versione estesa con io e Mauro ai sintetizzatori modulari e Ricki Tronix alla chitarra elettrica più una caterva di effetti.  

Altro da dichiarare…

Viviamo in un’epoca bipolarmente estremistica, in cui troppa tracotante assertività andrebbe bilanciata spesso se non sempre dal potere salvifico del dubbio. Il “beneficio” del dubbio diventa essenziale in questi tempi di amnesie collettive e di post verità. Il beneficio del dubbio è un modo come un altro per iniziare a disarmare le insidiose prepotenti parole d’odio che incendiano gli animi. Anche questo è compito dell’artista che come un trickester danza dall’apollineo al dionisiaco e viceversa. Ma è anche un modo per spiegare o non spiegare, se vuoi, che la musica non ha bisogno di immagini o di parole fittizie che la descrivano in termini extramusicali. La musica grazie a dio si esprime soprattutto nei termini di contenuti e forme sonore e musicali, tutto il resto è noia, no, non ho detto gioia. Non c’è bisogno di spiegare agli ascoltatori che le quattro battute iniziali della Quinta di Ludovico Van sono la rappresentazione del Destino che bussa alle porte di stocazzo. No, sono l’incipit di una inspiegabile (se non nei termini della maestria della composizione e dell’orchestrazione) e meravigliosa sinfonia.

E che ognuno, scolarizzato o meno, in quelle note ci senta un po’ ciò che gli pare. Fondamentalmente è un disco quasi totalmente strumentale, con un uso minimo delle parole e delle voci, parole usate fuor di senso e di senno o come sottotesto alla musica e vocalità trattata, modificata, trasformata. Persino i titoli sono indicati semplicemente con la sola effettiva durata dei brani.

Sì, Maurizio, è un disco più unico che raro. Solo tu potevi …

Un bel disco, totalmente libero creativamente e alieno da qualsivoglia diktat consumistico e di mercato.  Un disco che, non l’avessimo fatto noi saremmo andati anche in capo al mondo per cercarlo. E poi per ricordare a noi e agli altri che in Italia anche se non sembra “c’è musica e anche buona oltre Sanremo”.

E per finire: hai dato un’occhiata a questo video?

  


 

49 commenti:

  1. Ritorna l'intervista in diretta nella palude dell'Alligatore.

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  2. Maurizio Marsico e Mauro Tondini a presentare !?

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  3. Un titolo particolare, con un punto esclamativo e un punto di domanda.

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  4. Ciao Diego, Mauro purtroppo ha avuto un impegno inderogabile per cui sono solo

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  5. E io vi chiedo: ci siete, punto esclamativo.

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  6. Maurizio è già stato in palude diverse volte, e più di una a presentare il disco in diretta, come questa sera.

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  7. Per questo (ma non solo) ho voluto avere lui per riproporre l'intervista in diretta.

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  8. Ma tra poco ci raggiungerà Massimo Mascheroni degli ODRZ che ha suonato con me e Jan M.Iversen a Bologna al Festival Angelica dove come Monofonic Orchestra ho presentato il lavoro Variazioni Variabili e tra l'altro ha suonato nel secondo brano di !?

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  9. Buonasera. Ho avuto la fortuna di averlo ascoltato in anteprima e confermo. Un tritatutto di generi e atmosfere, ricchissimo di spunti e richiami. Senza mai cadere nell’ovvio.

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    1. Condivido. Direi che conoscendo Maurizio, direi che lui e l'ovvio sono su due pianeti diversi.

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  10. Ciao Massimo, grazie di essere qui anche tu questa sera.

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  11. Ciao Massimo e grazie di accompagnarmi questa volte nella palude dell'alligatore

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  12. Grazie a tutti voi, presenti adesso e a chi arriverà dopo ...intanto io faccio ripartire in cuffia il disco. del quale stiamo già parlando.

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  13. E quando sei pronto Maurizio, parto con le domande su !?

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  14. Allora vado con la prima: come è nato questo vostro disco?

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  15. E' nato dall'idea di fare un intero disco a partire dalla struttura armonica di un'antica danza lusitana del seicento: La Follia, una danza nata come propiziatoria nei riti della fertilità, poi in corso d'opera le cose sono un po' cambiate, ma non l'intenzione di fare un disco quasi totalmente strumentale dove i testi eventuali fossero all'osso e spesso fuor di senso e fuor di senno.

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  16. Anche l'idea che nessun brano tranne l'ultimo avesse un titolo ma solo la sua durata segue in un certo senso la direzione iniziale

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  17. In effetti, ascoltando in cuffia si sente questo essere off off

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  18. Massimo, io faccio le domane a Maurizio, ma se vuoi intervenire (anche a gamba tesa) o fare tu qualche domanda, fai pure. Non temiamo il caos, anzi!

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    1. Ti ringrazio, domande non ne ho anche perché ne abbiamo parlato molto durante questi mesi e sono parte in causa sulla stesura del brano “barocco” che, come dice Maurizio, ha dato il via al disco. Ci abbiamo messo del nostro meglio per cercare di “rovinarlo” ma la melodia è talmente forte che non c’è stato verso.

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  19. Perché la follia? Strano di questi tempi ...

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  20. Diciamo che c'è follia e follia. La follia dei poeti e quella dei pazzi criminali assolutamente priva di fascino. Infatti criminalizzano i rave mentre i bulli squinternati governano il mondo

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  21. Come mai questo titolo? …. Un punto esclamativo e un punto interrogativo.

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    1. E’ figlio di un’epoca bipolarmente estremistica, in cui troppa tracotante assertività andrebbe bilanciata spesso se non sempre dal potere salvifico del dubbio. Il “beneficio” del dubbio diventa essenziale in questi tempi di amnesie collettive e di post verità. Il beneficio del dubbo è un modo come un altro per iniziare a disarmare le insidiose prepotenti parole d’odio che incendiano gli animi. Anche questo è compito dell’artista che come un trickester danza dall’apollineo al dionisiaco e viceversa.

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  22. Sì è vero Massimo appare nel brano "Three minutes & 24" e il loro contributo ci è piaciuto tantissimo...

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    1. Three minutes & 24 è un pezzone, uno dei miei preferiti del disco. Classicheggiante, flauto, tamburi, organetto, cosa altro? ... magia pura. E poi che sezione ritmica. Direi che ne dobbiamo parlare con voi due... ditemi qualcosa.

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    2. Quando Maurizio mi parlò di un suo nuovo lavoro mi chiese la partecipazione in uno dei brani e mi mandò la traccia. Appena la ascoltammo ci vennero subito alla mente atmosfere alla Barry Lyndon e quindi aggiungemmo per prima cosa le rullate di tamburi. Le successive “incursioni distruttive” sono invece una sorta di marchio di fabbrica ODRZ. Ci piace molto creare una sorta di discrepanza fra melodia e rumore e pensiamo di aver raggiunto il risultato

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  23. I significati di un titolo in fondo impronunciabile, come lo chiami punto esclamativo o punto interrogativo oppure affermazione interrogativa ? oppure meglio, non lo chiami affatto perché il solo fatto di dirlo è come un modo di dare un titolo fuorviante, in un certo senso un "programma" all'ascoltatore, che invece ha il diritto di percepirne soggettivamente il senso come meglio crede.

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  24. Per chi fosse interessato a saperne di più sulla Follia https://it.wikipedia.org/wiki/Follia_(tema_musicale)

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  25. Three minutes & 24 grazie al fragore dei tamburi di Massimo e Antonio lo apparenta alla Sarabanda di Handel anch'essa ispirata alla Follia, come reinterpretata da Kubrick nel suo Barry Lindon

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  26. Infatti, quei tamburi colpiscono assolutamente, e danno un tocco di filmico, come anche in altri pezzi, ma forse non così fortemente come in Three minutes & 24

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  27. E per rispondere a Massimo, quei tamburi sono perfetti, e le incursioni distruttive, sono sempre apprezzate, come in Starless Variations, altra vostra collaborazione della quale abbiamo paralto qui qualche anno fa.

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    1. Grazie! E grazie sempre a Maurizio che spesso mi vuole al suo fianco

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  28. Come è stata la genesi di !?... dall’idea iniziale alla sua realizzazione finale?

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    1. Senza fretta. Lunga ma divertente. Con un inizio sprint, una rapida inversion a U poi una lenta gestazione e infine voilà. Credo che ci abbiamo messo quasi quanto i Pink Floyd a fare The Dark Side of the Moon..però a nostra difesa posso dire che noi eravamo soltanto in due a fare tutto

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  29. Anche "Four minutes & 9" è un tema ispirato alla Follia dove la voce la pensavo come un ibrido impossibile tra Edoardo Bennato e Carmelo Bene

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    1. Four minutes & 9 è un altro pezzone, con un testo, sì, molto ironico e surreale da te declamato Maurizio. Spettacolare!

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  30. Solo in due? ... ad ascoltare il disco non si direbbe.

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  31. Qualche episodio che è rimasto nella memoria durante la lavorazione di questo disco?

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  32. Niente, per problemi tencnici Maurizio non riesce a rispondere alle altre domande... ma l'intervista continua comunque. Ci siamo sentiti per telefono poco fa e metterò domande e risposte nell'intro... aspettate che facciamo...

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  33. Io vi devo lasciare, domani ho una giornata impegnativa che parte all’alba. Grazie Alligatore per avermi ospitato. A presto

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    1. Grazie a te Massimo. Ora chiudo qui l'intervista perché Maurizio non riesce a rispondere. Metterò le domande e risposte che sto raccogliendo, nell'intro... tra un po'!

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  34. Minà avrebbe detto, è il bello della diretta!

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