domenica 7 giugno 2020

Mister No, le nuove Avventure

Mi sta piacendo un sacco Mister No, fumetto Bonelli ritornato alla forma ed epoca originale (anni '50), dopo lo stupendo Mister No Revolution. Questo ultimo, come detto nel post a lui dedicato lo scorso anno, era ambientato negli infuocati anni '60, tra Beat Generation, rivolte razziali e la sporca guerra in Vietnam. Era una variante dell'originale antieroe che se ne andava in Amazzonia dopo la II^ guerra mondiale. Ideato da Guido Nolitta, pseudonimo di Sergio Bonelli, è stato ripreso in mano dal bravo Luigi Mignacco (con Colombo e Masiero tra gli scrittori della nuova serie) e da una valente squadra di disegnatori (Roberto Diso, Massimo Cipriani, Stefano Di Vitto, Marco Foderà). 
Grande avventura che ricorda i film in bianco e nero anni '40/'50. Il personaggio, non ha caso, hanno scritto in una delle presentazioni degli ultimi numeri, ricorda l'attore John Garfield antidivo noto negli anni '40 in molti film avventurosi diventati di culto (Il conquistatore del Messico, Il lupo dei mari, Arcipelago in fiamme, Destinazione Tokio, Stanotte sorgerà il sole e il notissimo Il postino suona sempre due volte). Nelle storie in Amazzonia di Mister No c'è quello spirito e quella voglia di avventura in posti esotici. Natura rigogliosa, animali feroci disegnati nel loro habitat, avventuriere e miliardari in vacanza.
Bello, molto bello e rappresentativo di questo mondo, il penultimo numero uscito in edicola La lunga notte (di Mignacco/Diso, maggio 2020), che chiude la storia nata nel numero precedente L'ombra che uccide. C'è una regista con il suo assistente che vuole fare un documentario sugli animali della foresta. L'accompagna Mister No, conoscitore dei pericoli e rispettoso della popolazione locale. Purtroppo c'è anche un miliardario con un fido accompagnatore brasiliano (in realtà poco raccomandabile ... ha pure una tresca con la moglie dello stupido miliardario, non dico altro) a caccia di animali esotici da appendere nel proprio appartamento. I due gruppi si scontreranno lungo il fiume, le spacconate dei cacciatori metteranno in pericolo gli indios e il gruppo di Mister No. A complicare tutto salterà fuori una bella tigre nera, creduta da tutti un grosso giaguaro perché le tigri nere non ci sono in Amazzonia. Invece ...
Perfetto inno alla biodiversità e in difesa della natura, ma non parlatemi di politicamente corretto, amici nerd. A un certo punto i nostri eroi si interrogheranno su cosa sia giusto fare: uccidere il feroce animale, che è un pericolo reale per gli indios e gli stupidi o meno stupidi turisti? Come si vede nella copertina qualcuno ci rimetterà le penne, e dovrà essere Mister No con il fido Esse-Esse (non è un nazista, anzi), a cercare di mediare. Mediare tra esigenze della popolazione locale, giuste considerazioni della documentarista che vuole l'animale vivo per il suo film e perché è giusto sia libero (magari più lontano dal villaggio), contro le assurde pretese di chi vuole farne un trofeo di caccia. 
Stupendo, stupendo, il fumetto mi prende molto, complimenti agli autori: sceneggiatori che creano sempre intrecci davvero avvincenti, disegnatori molto bravi a rappresentarli e le stupende copertine di Fabio Valdambrini.  Peccato solo che un alligatore nel numero La lunga notte, faccia una brutta fine all'interno di un documentario della brava regista. 
In questi giorni in edicola c'è il numero 12, intitolato Il Cangaceiro fantasma (l'ho già preso). Luigi Mignacco, nell'intervista sul sito della Bonelli, ha rivelato di essersi ispirato al romanzo di Vargas Llosa Zia Julia e lo scribacchino. Un romanzo molto bello, letto da me l'estate scorsa grazie a Elle, quindi leggendolo capirò il perché di questa ispirazione. Spero che Mister No vada avanti con altri numeri, perché merita. Dalle indiscrezioni si dice che chiuderà con il numero di agosto 2020, ma che stanno pensando ad andare oltre.  Speriamo ...

Etichette: , , , , , , , , , ,

15 Commenti:

Alle 7 giugno 2020 13:34 , Blogger MikiMoz ha detto...

Che bello quando succedono queste cose: romanzo letto un anno fa e ora ti becchi il fumetto ispirato a quell'opera.
Ah, w i cangaceiros :D
In ogni caso, non leggo questa serie ma è un bene che abbiano riportato in auge l'avventura di Mister No.

Moz-

 
Alle 7 giugno 2020 13:40 , Blogger Alligatore ha detto...

Tu ricorderai sicuramente Miki, il pezzo dei Litfiba, Cangaceiro: Bandido del sertao devo urlarlo al mondo così il mondo lo saprà ... solo per questo devi leggerlo :)
Sì, una bella fortuna, così capirò cosa intende con ispirare il suo fumetto Luigi Mignacco, bravissimo sceneggiatore. Ti consiglio di iniziare a leggerlo, Litifiba a parte :)

 
Alle 7 giugno 2020 16:46 , Blogger fperale ha detto...

Come ti ho risposto anche da me, di questa nuova serie avevo letto i primi albi e mi era piaciuta, solo che seguo già tante serie purtroppo :) Mi fa piacere comunque che prosegua!

 
Alle 7 giugno 2020 16:53 , Blogger Alligatore ha detto...

Sì, hai ragione, ci sono tanti e tali fumetti da leggere, che è impossibile stare dietro a tutti (pure io non leggo Dampyr, che mi piace, salvo qualche numero, che tu invece segui costantemente), ed è giusto che tra noi blogger fumettofili copriamo bene o male tutti.

 
Alle 7 giugno 2020 19:28 , Blogger Cavaliere oscuro del web ha detto...

Un fumetto attualissimo, con tematiche interessanti.
Saluti a presto.

 
Alle 7 giugno 2020 20:46 , Blogger Alligatore ha detto...

Grazie Cavaliere, per la tua attenzione e le giuste parole ... fumetto attualissimo.
Alla prossima.

 
Alle 7 giugno 2020 21:26 , Anonymous accadebis ha detto...

Leggendo il tuo post in pochi attimi è come se avessi fatto un grande balzo all'indietro nel tempo, che è sempre interessante. Allo stesso modo mi associo al commento di Cavaliere oscuro perché l'aderenza alla realtà è, sotto sotto, la vera forza di queste proposte editoriali.
Un salutone

 
Alle 8 giugno 2020 17:33 , Blogger Alligatore ha detto...

@accadebis
Leggevi anche tu il MisterNo anni '70? ... comunque sia, è vero, dietro l'avventura di MisterNo, l'horror magico di Dylan Dog, il west di Tex, il vampirismo di Dampyr, c'è una realtà di fondo che i fumetti Bonelli raccontano bene (e non solo i Bonelli, ma nel campo della serialità direi che sono quasi unici, in Italia).

 
Alle 8 giugno 2020 18:46 , Anonymous accadebis ha detto...

Qualche volta l'ho letto negli anni '70, piaceva a mia sorella più giovane come Dylan Dog e Tex. L'altro che hai citato non lo conosco
Un salutone

 
Alle 8 giugno 2020 19:00 , Blogger MikiMoz ha detto...

Certo che lo ricordo, Cangaceiro... e quel pezzo nasce proprio dai fumetti.
Eheh :)

Moz-

 
Alle 8 giugno 2020 19:04 , Blogger Alligatore ha detto...

@Accadebis
Dampyr ha fatto solo vent'anni qualche mese fa ...
@MikiMoz
Mitici Litfiba!

 
Alle 8 giugno 2020 21:22 , Blogger marcaval ha detto...

Non lo conoscevo.

 
Alle 8 giugno 2020 22:42 , Blogger Alligatore ha detto...

Io, da lettore di fumetti Bonelli da circa trent'anni, ne avevo sentito parlare, ma solo con l'uscita del bellissimo MisterNo Revolution avevo iniziato a leggerlo ... e ora, con questa serie che riprende l'originale (anche se non dove lo avevano lasciato, ma tornando indietro agli anni '50... e questo è interessante, il poter riprendere il personaggio più giovane, pensando che anche i fumetti possono invecchiare, in particolare quelli seriali).

 
Alle 10 giugno 2020 12:28 , Blogger Santa S ha detto...

Adesso non riesco proprio a seguirlo, ma era tra le mie letture. Non può che farmi piacere leggerne qui da te e guardare qualche tavola. Splendido!

 
Alle 10 giugno 2020 22:00 , Blogger Alligatore ha detto...

Sono talmente tante le cose da leggere, ci diciamo sempre tra blogger, e da vedere, sentire ... che non è proprio possibile fare tutto, quindi capisco. Mi fa piacere che lo conosci ...

 

Posta un commento

Iscriviti a Commenti sul post [Atom]

<< Home page