mercoledì 11 gennaio 2017

In palude con Angela Kinczly


NOTE SINTETICHE ALL’ASCOLTO DEL DISCO
GENERE: electrofolk
DOVE ASCOLTARLO su Rockit
LABEL: SRI/Neurosen
PARTICOLARITA’: EP
CITTA’: Brescia
DATA DI USCITA: 5/12/16

L’INTERVISTA
Come è nato questo tuo ep?
Dopo aver concluso l’avventura discografica legata all’etichetta Qui Base Luna che ha pubblicato il mio precedente disco La visita, ho passato un periodo abbastanza privo di ispirazione. L’Ep nasce dal desiderio di uscire da questa condizione insopportabile, ritrovando piacere e ricreando la magia del fare musica, rendendola il più possibile vicina alla mia idea e immaginazione, senza mettere al primo posto la necessità di compilare un disco per un’etichetta, ma prima di tutto per me stessa.
Perché questo titolo? … cosa vuol dire?
Il titolo potrebbe essere letteralmente tradotto con “disturbo temporale”, dove il tempo corrisponde alla sua catalogazione verbale strutturata (tempi e modi del passato, presente, futuro) e il disturbo riguarda proprio la sensazione che questa rigida costruzione non esista interiormente, ma sia una necessità esterna che può entrare in conflitto con il vissuto di ognuno.
Perché un ep, e non un disco con più canzoni?
I brani contenuti nell’EP sono il risultato di una selezione adoperata insieme a Francesco D’Abbraccio, al quale ho affidato la produzione artistica. Per me è stato soprattutto un esperimento e come tale è stato condotto su un campione selezionato. È solo un assaggio di quello che arriverà poi!
Come è stata la genesi del disco, dall’idea iniziale alla sua realizzazione finale?
Ho iniziato a scrivere Tense Disorder imponendomi un po’ di disciplina e un orizzonte temporale condiviso con Francesco. Solitamente le mie canzoni nascono alla chitarra: armonia e melodia si presentano nella maggior parte dei casi come un tutt’uno, e anche il testo talvolta trova sin da subito la sua canzone. Questo perché musica e parole trovano origine in un momento ispiratorio unico, nel quale emozione, immaginazione e idea convergono. In quel momento sento l’urgenza di buttare giù la bozza di quello che poi, attraverso varie rifiniture, sarà la canzone. Così è stato, quindi, per questo EP. Per i testi prendo da cose che scrivo continuamente, quindi sia più vecchie che estemporanee. Una volta che l’idea scaturisce, mi armo di chitarra, mi chiudo nel mio studiolo e quasi da subito registro un provino sul quale poi lavoro muovendo gli accordi, sfruttando le geometrie della chitarra o andando contro di esse, provando ritmiche diverse, cambiando linee melodiche. Quando ho deciso che le canzoni erano pronte, Francesco mi ha fatto un primo provino proprio su quello che oggi è diventato il singolo. All’epoca era in tour con Aucan e quindi non sempre lo scambio comunicativo è stato serrato, ma quando ho ascoltato la sua Tense Disorder sono rimasta piacevolmente sconvolta, non sapevo cosa apettarmi e gli avevo lasciato massima libertà: mi ha restituito una canzone nuova, dove quello che è Angela Kinczly ha un magico incontro con ciò che è altro da Angela! Tecnicamente, abbiamo registrato ognuno nel proprio studio, io tutte le parti vocali e di chitarra, lui tutta l’elettronica (non ci sono altri strumentisti tranne nella quarta traccia prodotta da La Tarma).
Se questo ep fosse un concept-album su cosa sarebbe? … tolgo il fosse?
Il concept che lega i pezzi e si esprime soprattutto nei testi è il male di vivere occidentale: immateriale, in quanto viene dall’assenza di reali minacce materiali; inocula il sospetto, la paranoia, la depressione, la violenza silenziosa nella mente e nelle relazioni tra le persone.
C’è qualche pezzo che preferisci? Qualche pezzo del quale vai più fiera di questo ep?… che ti piace di più fare live?
Le quattro canzoni sono veramente quattro distillati super concentrati, le amo tutte, ognuna per qualcosa di speciale, devo ammettere che non mi era successo con i dischi precedenti nei quali c’era sempre qualcosa che alla fine non mi convinceva o che, peggio, non mi piaceva e in cui faticavo a riconoscermi pienamente.
Quella che mi diverte maggiormente suonare dal vivo è Spies. Con la mia band (Isacco Zanola all’elettronica e Michele Zuccarelli Gennasi alla batteria) l’abbiamo riarrangiata partendo dalla chitarra, quindi per me è massimamente divertente suonarla e cantarla, anche perché senza chitarra faccio fatica a stare!
Qualche episodio che è rimasto nella memoria durante la lavorazione del disco?
Episodi ce ne sarebbero tanti e non sempre felici, sono anche la ragione per cui è passato più di un anno dal mastering alla decisione di pubblicare. Lasciamo perdere! Preferisco ricordare di come la mia amica Tarma ha sbloccato la situazione di stallo e mi ha convinta a registrare con la sua produzione un quarto pezzo, A Notion: abbiamo passato due giorni insieme a Reggio Emilia a casa sua, registrato e prodotto il pezzo, e girato anche un video assurdo lungo le rive del fiume Enza (che forse non vedrete mai!). E comunque non sono brava a raccontare aneddoti…
In copertina un dipinto molto bello, da eden ritrovato, un giardino tropicale con tanto verde, piante e il sole … come è diventato la copertina del disco?
Francesco ha curato anche la grafica del disco e ha scattato le mie foto promzionali, è un artista davvero completo e sono estremamente felice del lavoro che ha fatto. Mi ha proposto questa copertina, che è la sovrapposizione di tre diversi quadri di Henri Rousseau nel quale si delinea un profilo femminile. L’ho trovata subito molto affascinante, evocativa e sorprendentemente appropriata.
Come presenti dal vivo la tua musica?
Per questo EP ho assemblato una nuova band epica! Isacco, produttore del mio primo disco, è tornato a suonare con me dopo parecchi anni in cui si è dedicato anche ad altro (tra cui una devastante passione per la bicicletta da corsa); lui cura tutta la parte elettronica. Michele è un giovane e talentuoso batterista, curioso e creativo, che non si pone limiti di sorta nel contribuire al progetto. Ottimi presupposti per entrare presto in studio a registrare il disco!
Altro da dichiarare?
Questo EP segna una nuova stagione per me, ma è al tempo stesso è una sorta di proseguimento ideale del mio primissimo disco The Legendary Indian Aquarium and Other Stories (2007), come se avessi ripreso un discorso lasciato in sospeso. La cosa curiosa è che nel periodo di tempo in cui stavo preparando questo nuovo EP mi è capitato di incontrare persone che non vedevo da anni, di tornare in luoghi o rivivere situazioni appartenenti a quel passato lasciato in sospeso, come se esso fosse lì ad aspettarmi. Anche questo è stato Tense Disorder.


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9 Commenti:

Alle 11 gennaio 2017 00:47 , Blogger Alligatore ha detto...

Piccolo ma prezioso disco questo "Tense Disorder", solo 4 pezzi ma che lasciano il segno.

 
Alle 11 gennaio 2017 00:48 , Blogger Alligatore ha detto...

Quattro distillati super-concentrati, come li definisce la stessa cantautrice lombarda.

 
Alle 11 gennaio 2017 00:49 , Blogger Alligatore ha detto...

Quale la canzone peferita? La dinamica title-trackche apre l'EP? Pop ed elettronica allo stesso tempo ...

 
Alle 11 gennaio 2017 00:51 , Blogger Alligatore ha detto...

Oppure Spies pezzo intenso, pieno di calore e colori? La chitarra è fondamentale in questo pezzo, per questo conquista al primo ascolto, come il gioco di voci.

 
Alle 11 gennaio 2017 00:52 , Blogger Alligatore ha detto...

Dark Secret Love? Elettrica e saltellante, un bel ritmo ... anche questo ti conquista.

 
Alle 11 gennaio 2017 00:56 , Blogger Alligatore ha detto...

"A Notion" chiude degnamente il cerchio. Autentico alternative-rock intenso e dalle belle armonie. Rock anni zero e qualcosa ...

 
Alle 11 gennaio 2017 00:59 , Blogger Alligatore ha detto...

Ottima l'idea dell Kinczly di elaborare un lavoro sul "male di vivere occidentale" immateriale quanto paranoico, un male nella mente e nelle relazioni tra le persone.
Credo ci sia molto materiale da approfondire, e spero lo faccia presto in un disco lungo ...

 
Alle 11 gennaio 2017 22:17 , Blogger Ernest ha detto...

Grazie

 
Alle 11 gennaio 2017 23:52 , Blogger Alligatore ha detto...

Grazie a te per il passaggio in palude Ernst.

 

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