martedì 11 ottobre 2016

In palude con Tunguska


NOTE SINTETICHE ALL’ASCOLTO DEL DISCO
GENERE SHOEGAZE, DREAMPOP
DOVE ASCOLTARLO: SPOTIFY, ITUNES, YOUTUBE
LABEL AUTOPRODUZIONE
CITTA’: Forlì
DATA DI USCITA 7 ottobre 2016 

L’INTERVISTA (risponde Gennaro, voce/chitarre)
Come è nato A glorius mess?
Da una manciata di canzoni, alcune delle quali solo idee mie generiche. Il tutto ha preso forma in sala prove dove ci siamo letteralmente chiusi per un anno. Non mancano pezzi composti quasi interamente in sala prove dove il gusto per le strutture di Nicola (batteria) ha fatto prendere a pezzi nati solo con chitarra acustica e voce, tutto un altro respiro.
Perché questo titolo? … cosa vuol dire?
Il titolo rappresenta la nostra reazione a lavoro ultimato. Crediamo veicoli molto bene il messaggio della nostra musica: un glorioso casino. Ci piacciono le chitarre rumorose e i ritornelli “spacca ginocchia”.
Come è stata la genesi del cd, dall’idea iniziale alla sua realizzazione finale?
Eravamo entrambi alla ricerca di un nuovo progetto dopo le esperienze passate in altre band. Abbiamo cominciato provando i pezzi che avevo scritto per conto mio e ci siamo resi conto, prova dopo prova, di avere un suono ben preciso e idee comuni su come portare avanti il progetto. All’inizio pensavamo di coinvolgere altri elementi nella band ma, andando avanti abbiamo preferito non alterare la chimica che si era creata.
Il passo successivo è stato rivolgersi a Paolo Mauri per affidargli la produzione e andare avanti sulla strada intrapresa di essere solo un duo ed arricchire il suono live in studio.
Qualche episodio che è rimasto nella memoria durante la lavorazione del disco?
Sicuramente le trasferte a Firenze di sabato per sentire a casa del produttore i progressi del disco e le maratone non stop da veri stakanovisti.
Se questo cd fosse un concept-album su cosa sarebbe? … tolgo il fosse?
Essere altrove, lontano dai problemi della vita di tutti i giorni (lavoro, futuro incerto, relazioni, città che non offrono vie di fuga). Insomma si parla di evasione a 360 gradi.
C’è qualche pezzo che preferite? Qualche pezzo del quale andate più fieri di A glorius mess ?… che vi piace di più fare live?

Beh, sarebbe banale dire che ci piacciono tutti quindi risponderemo alla tua domanda. Tomorrow’s Voice, Everything You Know IS Wrong, About It, The Night That I Left You Cold.

Il cd è in autoproduzione, se non sbaglio … è stato facile farlo? …  nomi da citare “dietro”e “dentro” il cd?

Un nome su tutti quello di Paolo Mauri che ha saputo incanalare nella giusta direzione le nostre idee e ci ha insegnato a non aver paura delle macchine. E’ stato facile scriverlo e registrarlo: essendo in due se qualcosa non convinceva entrambi veniva bocciata.
Copertina misteriosa, da film giallo, con questi bosco fitto... come è nata e chi è l’autore?

La copertina è nata da una delle foto promozionali scattate per questo progetto. L’autrice è Sandra Lazzarini, talentuosa fotografa di Forlì. La copertina, inoltre, si sposa alla perfezione con il nome della band.
Come presenterete dal vivo questo album?

Noi due con l’aiuto delle basi. Tanta carica e tanta voglia di stupire.
Altro da dichiarare?

Seguiteci e comprate i nostri dischi, non vogliamo suonare ai matrimoni!
Grazie per la disponibilità alligatore!

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5 Commenti:

Alle 11 ottobre 2016 00:22 , Blogger Alligatore ha detto...

Un glorioso casino, sì, è vero. Mi piace questa idea, del casino, e che possa essere glorioso. Questo è il vero senso del punk, in qualunque epoca ci si trovi.

 
Alle 11 ottobre 2016 00:23 , Blogger Alligatore ha detto...

A glorius mess, piacerebbe un sacco a John Belushi, sì, quello più anarchico e rissoso...

 
Alle 11 ottobre 2016 00:25 , Blogger Alligatore ha detto...

Piace un sacco anche a me, e in particolare mi piacciono le seguenti canzoni ...

 
Alle 11 ottobre 2016 00:28 , Blogger Alligatore ha detto...

Tomorrow’s Voice, pezzo posto in apertura, sembrano gli Oasis gemellati con The Jesus and Mary Chain. Poi mi paice un sacco Action Reaction, dal cantato cristallino e la chitarra a disegnare arcobaleni, The Night That I Left You Cold, pura tensione emotiva, con la chitarra liscia, il gran ritmo (pezzo decisamente spezza-coda), Ego Building, perché pestante e allo stesso tempo romantico, con chitarra e batteria a ritagliarsi il loro spazio ... Knives, stellare, avvolgente, elettrico, il pezzo giusto per chiudere alla grande tutto.

 
Alle 11 ottobre 2016 00:28 , Blogger Alligatore ha detto...

Tutto,ma proprio tutto ... e voi? Ascoltate i Tunguska e ditemi ...

 

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