domenica 4 settembre 2011

Le Luci Della Centrale Elettrica live in Verona

È stato uno dei concerti più emozionanti della mia vita, quello di ieri al Teatro Romano di Verona. Conosco, ma ho sempre seguito poco Vasco Brondi, in arte Le Luci della Centrale Elettrica, però ho sempre sentito nei suoi confronti una condivisione del mondo (potrei dire empatia) e di come raccontarlo. Lui ha una capacità straordinaria di trasformare in canzoni le idee, senza risultare pesante o banale.

Mi sono comprato i suoi due cd all’entrata, due cuscini per stare comodo, e mi sono messo a leggere i testi, sorridendo, dicendo tra me “è così …che forza … come scrive bene, con due parole racconta …vorrei essere lui”. Lui è sicuramente una parte di me. Poi lui è arrivato sul palco, e quelle parole si sono trasformate in energia rock.

Fuochi artificiali, ultimo suo concerto di presentazione di Per ora la chiameremo felicità, ha riunito sul palco amici con i quali ha collaborato negli ultimi anni, dando vita a dei veri e propri fuochi artificiali. Se sul palco ci sono stati stabilmente Lorenzo Corti alla chitarra elettrica (impeccabile), Sebastiano De Gennaro alla batteria e alle percussioni (generosissimo e in disparte), Giovanni Ferrario al basso e tanto altro (l’autorevolezza dell’esperienza del vecio, finalmente l’ho visto live, dopo tanti “suoi” cd discussi nelle blog-interviste), le guest-star succedutesi sono state infinite. Il meglio della scena alternative italica: Rachele Bastreghi, Giorgio Canali, Manuel Agnelli, Davide Toffolo, Rodrigo D’Erasmo … insomma, sogno o son desto?

Con la splendida voce di Rachele dei Baustelle, Vasco ha eseguito per la prima volta live Un campo lungo cinematografico, la canzone scritta per il film Ruggine di Daniele Gaglianone, presentato la sera prima al Festival di Venezia (esperienza strana, lunare andare a Venezia per lui, ha raccontato). Bella, riesce ad entrare nel suo mondo fatto di licenziamenti ai call center, che ci fregano sempre, che ci fregano sempre …

Alle spalle della band, ad un certo punto cominciano ad affiorare dei disegni. Anzi, prima una mano tutta sporca di colori. È quella di Davide Toffolo (sto leggendo il suo libro in questi giorni, Cinque Allegri Ragazzi Morti, l’omnibus, ve lo consiglio), che in un angolino, con la solita maschera, disegna in diretta: un corvo in una città, poi la città è sempre più sporca di nero e l’uccello vi rimane sotto, fino a scomparire … poi una ragazza nuda, poi un uomo nudo con la faccia da cavallo accanto a lei (o un cavallo con il corpo da uomo?), poi alla ragazza spuntano le ali, è un angelo …poi Toffolo si concede anche una canzone con Vasco. I due artisticamente mi sembrano i più lontani tra quelli presenti, anche se c’è affetto sincero e Toffolo è il responsabile della label dei suoi primi cd, La Tempesta, mitica, se non ci fosse bisognerebbe inventarla.

Manuel Agnelli si siede al piano elettrico con il codino e l’aria intimidita ma autorevole come sempre, ed esegue qualche pezzo. Tra i due c’è simpatia, si conoscono ed apprezzano, però anche qui, la distanza artistica si sente. Giorgio Canali è quello più a suo agio, quello con il quale Vasco mostra maggiore vicinanza. Esegue le sue canzoni migliori, tra la quali La gigantesca scritta coop (… e i ccp non ci sono più/e i ccp non ci sono più/ i ccp non ci sono più da un bel po’); cortocircuito emotivo, ironia della sorte cantarla davanti alla faccia del grande Giorgio Canali, che di quella storia è stato in parte protagonista.

Gran finale ricco di emozioni, con tutti sul palco, Toffolo ancora a disegnare e il pubblico tutto incollato al palco, in una specie di amplesso scatenato. Vasco salta, corre, ruba la maschera ad un allegro ragazzo morto, sembra improvvisare canzoni come una storica dei CCCP (quale?... la canto mentalmente con lui, ma non chiedetemi il titolo), e una versione stratosferica de La domenica delle salme. Rachele e Manuel insieme al piano, Giorgio Canali una roccia, una scultura (è lui?), inossidabile.

Le Luci Della Centrale Elettrica illuminano la notte. Mi prendo pure il suo libro e la spilletta. La maglietta no, ho finito i soldi. Sulla via di casa, finestrino aperto e il suo cd a manetta. Abbandono la mia città per tornare verso la palude e nella mezzora di viaggio riesco ad ascoltarlo quasi tutto. Due ore di storia del rock, in uno scenario splendido quale l’antico Teatro Romano (http://www.eventiverona.it/teatro_romano.asp). Qualcuno dice non sia adatto al rock, ma solo a Shakespeare e al jazz. Io lo trovo stupendo, ho sempre goduto ottimi concerti. È stato bello vederlo sconsacrato da Le Luci Della Centrale Elettrica. Sconsacralo ancora Vasco.

http://www.leluci.net/

Etichette: , , , , , , , , , , ,

22 Commenti:

Alle 4 settembre 2011 18:54 , Blogger Stefania248 ha detto...

Ho avuto occasione di vederlo all'apertura del concerto di Lorenzo a Rimini ad aprile. Troppo poco!
:)

 
Alle 4 settembre 2011 19:32 , Blogger Lucien ha detto...

Che bello! Sono convinto che musicalmente nei prossimi lavori ci stupirà con tutti i bravi musicisti disposti a collaborare con lui. I testi sono già splendidi.

 
Alle 4 settembre 2011 22:35 , Anonymous Anonimo ha detto...

Gran bel racconto-concerto Ally! Sai che l'ultimo non l'ho ancora ascoltato, qualche canzone qua e là ma mai tutto insieme. (aggiungo, qualche anno fa ebbi un incontro ravvicinato con gli occhi di Rachele Bastreghi e rimasi annichilito...sai com'è...)

http://www.wrong-.splinder.com
and

 
Alle 4 settembre 2011 22:43 , Blogger Alligatore ha detto...

@Stefania248
Sempre meglio di niente ;) e avrai visto la forza comunicativa del ragazzo, che tra l'altro ha molto da dire.
@Lucien
Già, concordo. Lo apprezzo molto già ora, con gli amici che ha intorno potrà crescere ancora molto. I testi sono i migliori in Italia oggi.
@and
Gli occhi di Rachele Basteghi, sembra il titolo di un racconto. Pensaci and ;) ... quanto al resto, be', cerca di ascoltarlo, come farò io nei prossimi giorni.

 
Alle 5 settembre 2011 01:07 , Blogger Grace (ma gnappetta della Val Gina) ha detto...

Ma che bella descrizione di questo concerto, Ally!
Entusiasmo partecipato. Mi è piaciuto un sacco.
Conosco poco Vasco Brondi, prometto che mi documenterò.
Ma che bel racconto!
L'ho già detto che mi è piaciuto un sacco? ;)

 
Alle 5 settembre 2011 08:32 , Blogger Maraptica ha detto...

Diciamo che anche tu non scherzi con le parole, magari non ne usi solo "due" ma comunque si capisce bene che il concerto t'ha dato tanto :)

 
Alle 5 settembre 2011 09:20 , Blogger pOpale ha detto...

Visto a Roma, fantastico!

 
Alle 5 settembre 2011 12:10 , Blogger Ross ha detto...

Una notte di fuochi artificiali, in musica... Grande Ally.

 
Alle 5 settembre 2011 14:13 , Blogger TuristadiMestiere ha detto...

noooooooooooooo ieri ero a Verona. E proprio nel Teatro Romano. Ma nel pomeriggio, purtroppo, perché avevo il treno di rientro alle 18. Una meraviglia quel teatro, anche a luci spente. E che panorama meraviglioso dall'alto! Che peccato, però non aver potuto assistere allo spettacolo!!!

 
Alle 5 settembre 2011 15:54 , Blogger VioletPussy ha detto...

Dovevo esserci anche io...Sai quanto amo il nostro Brondi..Anche l'ultima volta che è stato da queste parti ha fatto un concerto eccezionale.

Piuttosto orgogliosa di essere friulana come La Tempesta...

 
Alle 5 settembre 2011 17:18 , Blogger petrolio-muso ha detto...

Meravigliosi testi del 'Vasco' che preferisco e meravigliose illustrazioni! Ciao Alli, bentrovato!

 
Alle 5 settembre 2011 19:53 , Blogger Alligatore ha detto...

@Grace
Grazie cara Grace, mi fai diventare rosso (anche se in un certo senso lo sono già). Quanto a Vasco Brondi, in arte Le Luci Della Centrale Elettrica, documentati, è veramente un grande giovane cantautore. Poi passerò ad interrogarti ...
@Maraptica
Anche tu sai giocare con le parole, hai trovato il senso della serata, cioè una serata che "ha dato tanto"...
@pOpale
In qualsiasi posto credo sia eccezionale, spero di rivederlo dopo il meritato riposo ...
@Ross
Grande Ross, il concerto ha proprio mantenuto ciò che prometteva: fuochi artificiali...
@TuristadiMestiere
Ti devo tirare le orecchie. Vieni nella mia città e non me lo dici...ti avrei fatto da cicerone, in particolar modo a questo concerto. Concordo sulla bellezza di quel teatro.
@VioletPussy
Conosco già la tua passione per Vasco Brondi, e per la musica "tempestosa" ... peccato tu sia mancata amica del Friuli-rock!
@petrolio-muso
Bentornata dalle tue meritate ferie... tra i migliori testi del giovine rock (e anche di quello vecchio). Belli da leggere, ancora meglio da sentire cantati...

 
Alle 5 settembre 2011 21:47 , Blogger iggy ha detto...

m'hai suscitato una gran bella invidia, sai?
anche perché, nonostante mi piaccia molto, non l'ho mai visto dal vivo :-(

 
Alle 5 settembre 2011 23:24 , Blogger Alligatore ha detto...

@iggy
Pure per me è stata la prima volta ... avevo perso altre occasioni, ma questa, cascasse il mondo, dovevo assoltuamente non perderla ... al prossimo tour.

 
Alle 6 settembre 2011 08:18 , Blogger giacy.nta ha detto...

Non c'ero, ma mi hai dato la possibilità di sentirmi lì...
Molto bello anche il teatro romano come scenario.
Un caro saluto

 
Alle 6 settembre 2011 09:58 , Blogger nico ha detto...

Stupendo Alli! Non lo conoscevo, ma da questo tuo racconto appassionato e pieno di condivisione mi hai fatto venire assolutamente la voglia di saperne di più! Bravissimo Diego, è così che si fa, così che la musica di livello va ascoltata e capita! Grazie, un abbraccio

 
Alle 6 settembre 2011 14:58 , Blogger Alligatore ha detto...

@giacy.nta
Grazie ... il Teatro Romano è veramente bello, e tra i grandi contenitori è il più intimo. Per me, perfetto per il rock-pop-folk ...
@nico
Grazie a te ... è un nuovo cantautore, un cantautore degli anni zero, conoscendo un po' i tuoi giusti sono sicuro che ti piacerà.

 
Alle 7 settembre 2011 15:51 , Blogger Adriana ha detto...

Eh, che spettacolo!!!

 
Alle 7 settembre 2011 19:56 , Blogger cooksappe ha detto...

grandi!!

 
Alle 7 settembre 2011 20:55 , Blogger Alligatore ha detto...

@Adriana
Fuochi d'artificio ecologici ... ecologia per la mente.
@cooksappe
Mancava solo la banana di Andy Warhol ;)

 
Alle 8 settembre 2011 09:24 , Blogger Sara ha detto...

Proprio bravi...mi ci vorrebbe un concerto così, tanto per staccare un po' dai poghi metallari. Ho ancora una spalla nel culo D:

 
Alle 8 settembre 2011 15:06 , Blogger Alligatore ha detto...

@Sara
Oi, oi, una spalla nel culo, deve essere dolorosa ... urge ginnastica.
Sì, sì, Le Luci spaccano dentro, più che fuori (amche fuori, però un po').

 

Posta un commento

Iscriviti a Commenti sul post [Atom]

<< Home page