martedì 31 agosto 2010

Intervista agli Speedy Peones

La foto non tragga in inganno, gli Speedy Peones non si stanno buttando sotto alla locomotiva pur di non arrivare nella palude. È il loro modo di salire sul treno: lo aspettano su binari e poi ci saltano sopra al volo. Saranno qua in un attimo, Padova non è lontana e gli Speedy Peones sono velocissimi, come suggerisce il loro nome: una giostra scatenata/scatenante tra Joe Strummer e i Gogol Bordello, tra i Fuzztones e via adrenalizzando …veloci, velocissimi nell’esecuzione dei pezzi come i celebrati One Dimensional Man o forse ancora di più (non a caso apriranno i concerti autunnali della rediviva formazione di Pier Paolo Capovilla e Giulio Ragno Favero).
Ho in sottofondo il loro recente Karel Thole, omaggio fin dal titolo e dalla colorata cover stracult al grande illustratore olandese, noto, tra l’altro, per le copertine degli Urania. Dodici pezzi spaccacoda usciti con ben tre label del circuito indi: Shyrec, Tornado Ride, Rambla. Difficile immaginare cosa riescano a dare di più dal vivo senza immaginare un infarto. Ma non mancano di ironia e autoironia, cosa non facile in un pezzo di due minuti con la ritmica a mille, le chitarre tirate e la voce a gridare… ma questa sera solo parole scritte. Il treno è arrivato a destinazione. Benvenuti nella palude Speedy Peones
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domenica 29 agosto 2010

Alla ricerca del piacere perduto

Da abbonato ricevo il manifesto tutti i giorni regolarmente (le poste sono migliorate in questo senso), ma ho il brutto vizio di leggerlo in ritardo. Butto da una parte i giornali e li leggo tutti insieme, magari il sabato o la domenica. Ieri mi è capitato di leggere un'intervista veramente bella a Roberto Citran, sui tagli alla cultura da parte di questo Governo. Non per una polemica di bottega, ma semplicemente perchè dice delle cose veramente belle, ve la segnalo. Inoltre potrà essere utile alle alleanze democratiche del prossimo futuro, per non sbagliare strada: c'è quella voglia di cultura, di fare cose per il piacere di farle, di interessarsi non per interessi economici, ma per il proprio piacere (pure quello altrui, perché no?), di impegnarsi in modo libero e vero come il Sessantotto aveva insegnato. Insomma, per farla breve, leggetela, non ve ne pentirete. Vi sentirete bene e poi andrete alla ricerca di quel piacere perduto ...
Il piacere (perduto) di nuove emozioni

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giovedì 26 agosto 2010

Intervista agli Ochtopus

Se questa sera viene tutto il gruppo facciamo il record mondiale di post: Barbara (oboe), Maria (corno), Lauro (sax), Fabio (fagotto), Gianluca (chitarra), Fabrizio (chitarra), Christian (percussioni). Se poi arriva pure Mimma, voce in un pezzo del recente cd Niente Apparente, uscito per la Ethnoworld, qui si rischia il blocco del blog … in realtà non ho chiesto a questi musicanti di Ravenna di venire per il loro numero, ma per la forza delle loro melodie incantatrici e la consapevolezza di avere la musica della tradizione popolare nelle vene.
Credo che un gruppo così, a mia memoria, non ci sia mai stato sul blog e questa sia la serata giusta: una luna in cielo che così tonda non ho mai visto, un’estate ancora presente e il gatto rosso e matto qua accanto mai così preso (mi ruberà il loro cd)… sembra di averli qua nella palude gli Ochtopus. Li sento venire, come dei veri musicanti di strada, dei buskers, arrivano a piedi suonando allegramente, come i nanetti della pubblicità dei Loacker facendo quasi il percorso al contrario. Fatemi un fischio quando ci siete …
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domenica 22 agosto 2010

2000 km sopra al lago

Forse non si legge bene a causa del sole, ma l’inseparabile contachilometri della mia bici ieri segnava 7523 e rotti. Il 10 aprile 2010, al mio primo giro dell’anno, segnava 5523 e rotti. Se la matematica non è un’opinione sono 2000.
Poco dopo aver raggiunto la meta, dall’olivo della foto ho visto saltare giù una serpe. Non avevo mai visto un serpente su di un albero, a parte quello di Adamo ed Eva. Forse un segno dei tempi (cade il governo?), forse un segno della fine della bella stagione (piccoli e grandi rettili in letargo), forse solo un caso. Comunque aveva la pancia bianca, il corpo mi pareva nero, ha fatto un rumore tipo poffete ed è scomparso nell’erba. Credo fosse quello che dalle mie parti chiamiamo carbonasso (in italiano biacco), presenza costante dei miei giri in bici.
Questo è il mio piede dopo i 2000 km. Sembra un tatuaggio, ma è l’abbronzatura dei miei sandali. Sullo sfondo l’isoletta di Trimelone. Da buon pacifista il mio è un calcio a quello storico avamposto militare, pieno di bombe di tutte le guerre, anche dell’ultimo conflitto mondiale: i nazisti in fuga vi abbandonarono molti ordigni, e si favoleggiava sul tesoro del puzzone (Salò è dall’altra parte del lago, spostata un po’ più a sinistra), nascosto lì poco prima della sua fine a Piazzale Loreto. Se lo saranno spartito gabbiani e cormorani, unici abitanti dell’isoletta, visto che è vietato andarci. Tarantino ne farebbe un gran film.
Dopo una salita in funivia a 1770 e rotti metri di altitudine (freddo e nebbia) sul Monte Baldo, monte diviso tra Trento e Verona, un lauto pasto con tagliatelle al tartufo, mezzo litro di rosso e una Sacher con panna per festeggiare, si riparte. Altri quaranta km verso casa, quasi tutti discesa e curve (le ho raddrizzate). Alla fine arrivo a 7581 …mi fermerò presto.
Per chi continua/incomincia consiglio http://www.ediciclo.it/blog/

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giovedì 19 agosto 2010

Intervista ai Luminal

Dobbiamo ancora incominciare e mi hanno già rubato un pezzo di pelle per farsi il cappello. Bene. Mi pareva che mi guardasse un po’ troppo con i suoi occhietti furbi ed espressivi, ma speravo che mirasse a ben altro Alessandra, la cantante del gruppo ospite questa sera, il Luminal. Luminal, come una sostanza ipnotica e antiepilettica, come quel romanzo di Isabella Santacroce, come questo giovane gruppo rock spiazzante e neosituazionsita (guardate i loro video in Piazza San Pietro o nell’ascensore di un centro commerciale e capirete cosa intendo).
Ma spiazzante e neosituazionsta è in principio la loro musica. Per capire cosa intendo vi consiglio di ascoltate il cd d’esordio, Canzoni di Tattica e Disciplina, uscito da più di un anno presso le indipendenti Black Fading e Fridge Records, prodotto non a caso dall’ex Disciplinatha Cristiano Santini. Dodici saltellanti e ipnotici pezzi di rock elettrico, con chitarre in gran spolvero, ritmo e certi attacchi alla CCCP dei nostri giorni. Dal vivo dicono siano ancora più forti. C’è da crederci. Intanto provo a sentire se sono pronti per questo live scritto. Pronti per fare qualcosa di spiazzante e neosituazionista Luminal?
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sabato 14 agosto 2010

Elogio della bici

Fuori piove e la temperatura si avvicina maledettamente a quella autunnale, così non posso raggiungere i miei 2000 km di bici annui. Me ne mancano soli 50 esatti, fatti da aprile ad oggi. Un buon giorno per raggiungere l’ultima fottuta meta, la prossima settimana ci sarà. Da buon alligatore vado in bici solo con il caldo e l’afa. A settembre l’attaccherò al chiodo.
Comunque, nonostante un’estate pessima, sono riuscito a fare diversi giri, delle vacanze brevi ma intense lasciando a casa l’antiquato mezzo a quattro ruote, rumoroso e inquinante. Ho perso i cinque kg preventivati mangiando e soprattutto bevendo di tutto e di più (la mia è una dieta alla Jan Ullrich) e visto luoghi splendidi con occhi diversi nonostante stupidi divieti.
Dalla palude al Castel Firmiano, sede del museo di Messner (non lo sapevo, l’ho solo fotografo da distante, il prossimo anno lo visiterò), dalle malghe con vacche che sembravano sacre dove ho preso formaggi di tutti i tipi, all’hotel sede del ritiro della nazionale tedesca prima dei mondiali di calcio in quel di Cornaiano. Mi sono perso in un bosco alla ricerca di un laghetto e solo per questo non sono riuscito a fotografare il poster gigante di una delle squadre più forti di sempre, la multietnica formazione guidata dallo stiloso Joachim Löw.
Ho incontrato fagiani, scoiattoli, marmotte, cavalli, qualche serpe (in maggioranza schiacciate), ramarri e molti altri tipi e tipe in bici. Spero prenda piede questa moda di lasciare l’auto a casa. Qualche tratto l’ho superato con traghetti, funivie (volendo c’è pure l’amico treno attrezzato per la bici), ho guadato fiumiciattoli e sbriciolato mulattiere. Ottime guide sono quelle della Edilciclo http://www.ediciclo.it/. Basta un allenamento costante e scolpirete il vostro corpo km dopo km come un David di Donatello o una Venere del Botticelli …dai, lasciate in garage quella con 4 ruote.

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mercoledì 11 agosto 2010

Intervista ai Lucertulas

Questa sera L’Alligatore intervisterà i Lucertulas. Sarà l’ultimo caldo di stagione, sarà che tra simili prima o poi ci si incontra, ma era scritto nel destino: Alligatore chiama Lucertulas, rispondete ... ma bando agli scherzi, questa sera c’è una band con i controfiocchi. Un power-trio, potrei dire per rendere bene l’idea. E se dalla foto non avete ancora capito di che pasta sono fatti, andate a scaricarvi gratis il loro recente cd The Brawl, direttamente da una delle due label produttrici, la Robot Radio (http://www.robotradiorecords.com/). L’altra è la Macina Dischi (Macina Dischi). Un oggettino di culto. Poi magari vi verrà voglia di prendere l’elegante pacco (hanno fatto le cose in grande), con CD+Vinile Serigrafato con 4 pezzi cantati in italiano.
Sentirete il loro potente sound, martellante noise, urla contro il cielo e non solo. Musica senza compromessi, senza mediazioni, contro l’attuale stato di cose esistente. Prendere o lasciare. La miscela punk-hardcore è pronta: frustrati dal proprio lavoro, traditi da un amico o da una fede, seppelliti nella città, costretti a fare cose contro la propria volontà. Cazzi amari in questa seratina di vacanze balneari. Se volete mettete la testa sotto la sabbia e continuate la vostra vita tranquilla. Altrimenti seguiteci in questo botta e risposta per duri e puri. Alligatore chiama Lucertulas …rispondete…Lucertulas? Io ho la coda più grossa.
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domenica 8 agosto 2010

CINEMA: Bright Star di Jane Campion

Mi piacciono un sacco i film sulle vite dei letterati. A prescindere sul risultato finale della pellicola (questa, lo dico subito, è infiammabile, forte, densa, colorata, un risultato più che positivo per la Campion, sempre più implacabile con la sua arte). Mi piacciono le loro vite complicate, gli amori tormentati e/o platonici, le povertà materiali contro le ricchezze interiori … mi piacciono, forse perché un po’ mi ci riconosco, lo ammetto. C’è tutto questo in Bright Star. C’è il giovane John Keats (non diventerà mai vecchio, non svelo nulla se lo dico, e le mute scene del suo funerale italiano sono da cineteca, tra il Buñuel maturo e Nicolas Roeg). C’è tutto il suo amore tormentato, pieno, totale, senza sesso apparente con la studentessa di moda Fanny Brawne (ma quanto sesso si può fare con una lettera, uno sguardo, un gioco …). Due personaggio rock, a partire dal sonetto a lei dedicato che ha dato il titolo al film.

John Keats avrebbe cantato in una band rock se fosse vissuto oggi: volto scavato, occhiaie, barbetta sfatta, creatività rabbiosa …e pure lei, con quell’ovale del volto perfetto, originali vestiti fatti personalmente, ochietti vispi pieni di desiderio. Per questo dico che è un grande film, ma sarebbe stato un capolavoro se al posto della musica classica la Campion avesse osato mettere il rock, come la geniale Sofia Coppola per l’immenso Marie Antoinette. Cure, Smiths, Joy Division …cose così.

Bright Star è da sorbire dall’inizio alla fine. Non abbiate fretta di andare via, ascoltate i versi del poeta lungo tutti i titoli di coda (perché molti spettatori hanno tolto le chiappe dalle sedie e se ne sono andati?). Lo stesso film è pura poesia, dalla fotografia agli scenari perfetti (non da cartolina) con il naturale alternarsi delle stagioni, dagli interpreti, tutti impeccabili nei loro splendidi costumi d’epoca, alle stranezze come l’allevamento di farfalle nella stanza. La Campion riesce nell’impresa di far recitare bambini e animali; per questo, menzione speciale al gatto bianco e nero tipo Silvestro e alla sorellina di Fanny Brawne dai capelli rossi. Non sembrano manco veri da quanto sono bravi.

Felice di aver recuperato questa pellicola al cinema all’aperto. Come dice l’amico Lucien del blog La teiera volante, “I cinema all'aperto sono un'ottima alternativa per recuperare le pellicole perse”. Sottoscrivo.

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giovedì 5 agosto 2010

Intervista a The Blast

Nel bel bianco e nero di Sonia Golemme sembrano proprio in attesa delle mie domande. Sono The Blast, il gruppo ospite questa sera. Un gruppo che ama quello che fa, fa quello che crede e così evolve. Sarà un modo di pensare zen (ma anche molto concreto), come zen e concreto è quel magnifico oggettino di culto da poco dato alle stampe per MadNoises, Collettivo Espressivista. S’intitola Cut e profuma di buono. Dovreste vedere la confezione in carta come si apre, come è disegnata, come ti sorprende (per l’emozione ho rischiato di romperla). Curata come un vecchio vinile o forse meglio, è in 500 copie …
Ovviamente, le canzoni contenute non sono da meno. C’è un rock alternativo, canzoni cantate in inglese e in italiano, voci di uomo e voci di donna che si alternano, fondono e confondono. Senti la voglia di sperimentare, di cercare vie nuove. Segno dei tempi di un sud di ricerca e innovazione? Potrebbe essere. Ma non voglio buttarla in politica o sociologia spicciola. Per me The Blast sono stati una piacevole novità dell’estate, che mi accompagnerà nel triste autunno (forse anche grazie a loro sarà caldo)… ma bando agli sbrodolamenti. Sopra la mia palude gira pure un bel temporale e rischiamo di saltare … e allora, siete pronti? …
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lunedì 2 agosto 2010

Il futuro del rock italico: Criminal Jockers

In questa strana estate, durante la quale vedo solo piccoli ma buoni concerti, vorrei segnalare lo spettacolo dei Criminal Jockers, giovane trio pisano di talento. Ho visto un loro spettacolo sabato 24 luglio, e mi sono piaciuti un sacco. Suonavano dalle mie parti, ad una manifestazione chiamata SHOUT! 6 in Valpolicella, alla mitica Ca’ Verde. Durante la loro esibizione è andata via la luce sul palco, ma i tre hanno continuato a suonare imperterriti. Pareva una cosa fatta di proposito… fantastici.
Hanno un cantante che batte sui tamburi e con la sua voce particolare canta in inglese. C’è della melodia nel loro post-punk con venature folk. Sono molto forti. Particolari. Direi unici, anche se rischio di fare la parodia ad un vecchio amaro. Mi hanno ricordato i giovani One Dimensional Man, ma ancora meglio. Quindi figuratevi dove possono arrivare.
A fine esibizione volevo comprare qualche loro cd, ma forse annebbiato dal Valpolicella non ho trovato il banchetto (con il nuovo fottuto codice della strada le cose cambieranno). Hanno in programma un sacco di concerti. Se passano dalle vostre parti, andate a vederli. È un consiglio da amico.
QUESTO IL LORO MYSPACE
http://www.myspace.com/thecriminaljokers

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