venerdì 17 settembre 2010

CINEMA: Somewhere di Sofia Coppola

Condivido totalmente quello che ha detto Tarantino premiando sabato scorso il film di Sofia Coppola a Venezia: "Somewhere ritorna spesso nella mente, anche giorni dopo la sua visione". Somewhere non ti colpisce a livello viscerale, Somewhere ti colpisce a livello psichico. È un flusso di vita, non una pellicola tradizionale con inizio, svolgimento, fine. La trama è pressoché inesistente, un'incursione quasi godardiana nella vita di un divo hollywoodiano.
Parcheggiato allo Chateau Marmont, lussuoso/lussurioso motel (vi è stato trovato morto John Belushi in una sua stanza, ricordate?) il divo Johnny Marco cerca di non annoiarsi mai, tra gemelline bionde che fanno la lap-dance solo per lui, amiche che vanno e vengono, nuotate in piscina, giri a vuoto sulla Ferrari nera, massaggi particolari (c’è pure il massaggiatore che si spoglia nudo per non mettere a disagio il cliente, pure lui nudo, ma Johnny Marco è eterosessuale e lo caccia). Insomma, sembra il circolo del tennis di qualche politico di casa nostra, ma è solo l’America.
Tutto questo mostrare, tutto questo accumulo di cose e sregolatezza, è neutro, non c’è moralismo in Sofia Coppola (non è il padre alle prese con Il Padrino). Sta solo facendo del cinema, mostrando la normale vita di un divo. Poi irrompe la figlia undicenne e le cose un po’ cambiano. Solo un po’, perché si continua ad avere tutto e subito: tutti i gusti di gelato nelle stanze con piscina, tutti i giochi del momento, tutti gli sport, tutti gli insegnanti più esclusivi. Tutto e subito. E fa uno strano effetto vedere questo accumulo di cose, questa ricchezza sfrenata, questo “tutto” nell’anno di grazia (si fa per dire) 2010, con la crisi, la miseria nera, la gente senza speranza e senza lavoro, senza scuole e cultura. C’è da riflettere.
Geniale e non casuale (come ha detto la regista per scansare polemiche) l’incursione in Italia, dove il divo viene a ritirare il Telegatto (sì, proprio quello). C’è tutta la volgarità del nostro paese oggi, questo esibizionismo senza freni, tra politici papponi, trafficanti e puttane, artisti senza arte. Quello che i divi Usa fanno in privato, nell’italietta di oggi lo fanno in televisione, cioè in pubblico. Da antologia la fuga dall’Italia del divo, stufo di tutte queste baracconate e per niente contento di dover andare a cena con il sindaco (ha ragione a scappare).
In tutto Somewhere si possono trovare scene da antologia: dalle gemelline della lap-dance che poi si portano via il loro palo al girare a vuoto della Ferrari nera nel deserto, nel vuoto pneumatico della nostra società, al viaggio in Italia … tutto questo mi fa pensare. Questo grande nulla di cose ha la sua capitale nella nostra povera patria, e dovrebbe farci vergognare nel profondo. In questo Somewhere è il film più italiano presente al Lido; ancora una volta ha ragione Tarantino (mi trovo spesso in accordo con lui ultimamente), Sofia Coppola è un po’ italiana. Anzi, lo è fino al midollo.
Somewhere è un film che resterà come un classico degli anni zero. Non ti fa gridare al capolavoro subito come Marie Antoinette, ma crescerà nelle nostre menti cinefile ogni giorno.
VAI AL SITO UFFICIALE DEL FILM
http://focusfeatures.com/film/somewhere/
SU SMEMORANDA UNA RECE OPPOSTA ALLA MIA
MILLIMETRICO L'AMICO FELIX LALU'
LEGGETENE E GODETENE QUI

Etichette: , , , , , , , , , , , , , , ,

21 Commenti:

Alle 17 settembre 2010 14:13 , Blogger Lucien ha detto...

Le gemelline che ballano la lap-dance è già una scena "cult".
Mentre l'entrata in scena della Marini è hard-trash. :D

 
Alle 17 settembre 2010 14:38 , Blogger Alligatore ha detto...

Un perfetta metafora dell'Italia di oggi, dentro un film già di culto ...

 
Alle 17 settembre 2010 16:11 , Blogger Chica ha detto...

CHE bella rece che hai fatto!!! fa venire voglia di vederlo (quantomeno per capire se suscita lo stesso effetto)

 
Alle 17 settembre 2010 16:36 , Blogger Ernest ha detto...

Grazie perchè questa recensione mi spingerà a vederlo
un saluto

 
Alle 17 settembre 2010 16:59 , Blogger petrolio ha detto...

sono curiosa fino … al midollo! :)

 
Alle 17 settembre 2010 17:30 , Blogger Alligatore ha detto...

@Chica
"Somewhere" è un film che divide, spacca la critica a metà: o lo ami o lo odi, di sicuro non ti lascerà indifferente. Vediamo se farà su di te lo stesso effetto, da cinefilo malato perso ...
@Ernest
Io spingo perchè ci credo ... dimmi poi se ci credi anche tu.
@petrolio
Lo so che sei curiosa ... non sapevo proprio fino al midollo. Buono a sapersi...

 
Alle 17 settembre 2010 18:11 , Blogger ReAnto ha detto...

Ritengo che sia il film più recensito in rete...una recensione positiva ed una negativa una positiva ed una negativa..aiuto!

 
Alle 17 settembre 2010 18:32 , Blogger Alligatore ha detto...

Forse perchè siamo all'inizio della stagione cinematografica e i film sono ancora pochi ...comunque, confermi: divide, "Somewhere" non lascia indifferenti...

 
Alle 17 settembre 2010 18:37 , Blogger ReAnto ha detto...

Cmq.... che divida è già buono , nO?

 
Alle 17 settembre 2010 18:38 , Blogger Alligatore ha detto...

... è ottimo, vuol dire che è vivo e fa pensare, incazzare, amare, odiare ... è cinema incendiario. Brava Sofia.

 
Alle 17 settembre 2010 22:29 , Blogger nico ha detto...

Da antologia anche la tua recensione Alli...bravisimo, ora tocca assolutamente vederlo!

 
Alle 18 settembre 2010 00:19 , Blogger Harmonica ha detto...

ecco perchè Bondi si è incazzato con Tarantino. Ha dato il premio ad un film che ha osato mettere in ridicolo la concezione della cultura italiana da parte dei pidiellini: quella dei telegatti

 
Alle 18 settembre 2010 11:13 , Blogger Alligatore ha detto...

@nico
... per me e per Bondi, che non capisce un c... di cinema (per il resto invece è una cima...).
@Harmonica
Avevo scritto la rece una settimana fa, prima delle provinciali polemiche di Bondi (un festival del cinema non è un campionato di calcio dove deve vincere una nazionale, bisognerebbe spiegarglielo, ma la vedo dura...), e trovo ora queste tue parole da sottoscrivere, anzi, come coda della mia rece sono perfette... è così, il re è nudo.

 
Alle 19 settembre 2010 08:40 , Blogger Maraptica ha detto...

Sei sempre convincente, ma sto in arretrato dell'ultimo film ancora. Quello romantico. Metto in lista...

 
Alle 19 settembre 2010 11:42 , Blogger Alligatore ha detto...

@Maraptica
Ti si accumuleranno un sacco di film da vedere se passi spesso sul mio blog... metti in lista, ma se puoi i film guardali al cine, non in tv.

 
Alle 23 settembre 2010 13:56 , Blogger ZiPuo`Fare ha detto...

cagata pazzesca...cerca di essere il nuovo lost in traslation senza però avere i numeri di bill murray...i film della coppola camminano sul filo tra la boiata ed il capolavoro, e infatti un suo film o è odiato o venerato, senza mezze misure.. sono solo alcune scene e battute che tengono i suoi film sul lato positivo del filo..in questo caso non c'è stata la magia ed il risultato e un film noioso..quello che mi fa star più male è scoprire quando di italiano c'è in un Tarantino che premia la sua ex fidanzata e da il leone d'oro per l'opera complessiva al suo produttore delle Iene...

 
Alle 23 settembre 2010 21:04 , Blogger Alligatore ha detto...

@ZiPuo`Fare
Grazie di essere venuto nella palude. Condivido solo una cosa con il tuo pensiero, i film di Sofia Coppola dividono: c'è chi li ama, c'è chi li odia, come nessun altro cineasta, e questo, concorderai con me, è positivo. A quanto vedo abbiamo visioni del cinema diverse mi fa piacere confrontarle. Lost in traslation, non è tra i miei preferiti, e, come ho detto nella rece, considero un capolavoro assoluto "Marie Antoinette". Quanto a Tarantino, capisco la battuta sulla sua italianità e sorrido, ma non la condivido assolutamente. Tarantino è uno dei pochi cineasti mondiali con una visione di cinema, personale (ovvio), radicale. Ha premiato, insieme agli altri giurati, "Somewhere", perchè questa pellicola, entra perfettamente in questa sua visione. Ha premiato il grande Monte Hellman, perchè è un classico del cinema di serie B, d'autore, indipendente, ultraradicale, apolide, cinefilo perso e poi perchè ha girato "Road to Nowhere" anche nelle mie zone con un divo che abita in un paesello molto vicino al mio; ho detto io a Tarantino di premiarlo. Tarantino lo conosco dai tempi del Sundace, me lo doveva per la pin (leggi qua "Sundance 2008: Tarantino con la pin dell’Alligatore" mio post del 27/01/2008).

 
Alle 24 settembre 2010 09:35 , Blogger ZiPuo`Fare ha detto...

ci sguazzo nella palude..:)))
la prossima volta che incontri Tarantino digli di pubblicare anche i 30 minuti mancanti del suo ultimo film...perchè secondo me a quel film mancano 30 minuti sparsi in varie parti!!

 
Alle 24 settembre 2010 17:29 , Blogger Alligatore ha detto...

@ZiPuo`Fare
"Bastardi senza gloria" non mi ha convinto al 100% e gliel'ho già detto a Quintino, ma lui nega la mancanza di un buon 30% (anche 35%) del film. Chiederò una confessione a Brad Pitt,ora che ha preso casa dalle mie parti, pure lui...

 
Alle 28 settembre 2010 01:07 , Anonymous Anonimo ha detto...

Da qualche parte. Certo non qui.

Forse voi non sapete chi sia, ma Johnny Marco è un famoso attore hollywoodiano. Il pubblico lo adora, la critica lo osanna, i migliori registi se lo contendono, i giornalisti lo tempestano di domande inutili e le multinazionali lo scritturano per le loro campagne pubblicitarie. Potrebbe meravigliare che alle sue calcagna non s’accalchi un nugolo di paparazzi (già, perché?), ma Johnny Marco è davvero il numero uno. Infatti è ricco, ha tutto quel che si potrebbe desiderare, compresa una fiammante Ferrari nera che adora guidare. Ha donne bellissime che gli si concedono al primo approccio, in ogni angolo della terra dove i suoi viaggi lo conducono. Ha anche una ex moglie. E una figlia adolescente molto in gamba, che lui però trascura alquanto, preso com’è tra mondanità, feste e impegni di lavoro. Voi potreste pensare che Johnny Marco sia l’uomo più felice del mondo, che la sua vita sia la cosa più desiderabile cui un uomo possa aspirare, che il suo futuro sia radioso e il suo presente magico, ma non è così. Johnny Marco è depresso. Proprio così, possiamo giurarlo. Sente che la sua vita non ha un senso, che tutto quello che fa è vuoto. Sente che dovrebbe essere un padre migliore, un amante sincero e un uomo generoso, ma si rende conto di non esserne capace. Sì perché - dovete sapere - la fama e la ricchezza non danno la felicità. Credeteci, può sembrare strano, può suonare incredibile, ma è proprio così! E così un giorno il nostro Johnny Marco abbandona tutto: le sue cose nell’hotel in cui vive, la sua Ferrari al bordo di una strada lunga e diritta che corre verso il nulla. E continua a camminare lungo quella strada, finalmente con il sorriso sulle labbra. E il film finisce. Vogliamo dire: “finalmente”? Ma sì, diciamolo! Può sembrare irrispettoso, ma è rispetto propinare allo spettatore un nugolo arraffazzonato di banalità e luoghi comuni passandolo per pensiero intimo e profondo?

Continua: http://gaetanoievolella.blogspot.com/2010/09/somewhere.html

 
Alle 30 settembre 2010 21:01 , Blogger Alligatore ha detto...

Un punto di vista apprezzabile il tuo Gaetano, che ho letto con piacere anche se non condivido, ovviamente, visto ciò che ho scritto io (e difenderò, fino alla fine dei miei giorni, il cinema è il cinema, una cosa seria per me). Confermi anche tu la capacità di Sofia di smuovere qualcosa. Nessun film, nessun regista, che io ricordi, ha fatto incazzare (o gioire), come "Somewhere", come Sofia Coppola... almeno non è come Clint, che appena ha finito di girare la pellicula tutti ad applaudire (giustamente, a volte, anzi spesso) a gridare al miracolo dell'arte di questo grande uomo di cinema. Per me Sofia è una grande donna di cinema ... il mondo (del cinema) è bello perchè è variety (come direbbe Johnny Marco). A rileggerci...

 

Posta un commento

Iscriviti a Commenti sul post [Atom]

<< Home page