giovedì 4 settembre 2008

Gianni Mura al Festivaletteratura di Mantova 2008


Il ciclismo, ancora il ciclismo, lo sport più amato dagli intellettuali, cantato dai musicanti e scritto, spesso, da grandi giornalisti. Uno di questi è sicuramente Gianni Mura, ora con un libro dedicato al Tour in uscita presso minimum fax: La fiamma rossa. Non un romanzo puro, come il suo esordio Giallo sul giallo, ma un racconto in presa diretta dei protagonisti della corsa a tappe più appassionante che ci sia.
Per saperne di più potete leggere l’intervista sul sito dell’editrice romana Fabio Stassi ha intervistato Gianni Mura
Oppure andare sabato 6 settembre al Festivaletteratura di Mantova.
Oppure comprare il libro al più presto (esce il 7 settembre) in libreria o sul sito di http://www.minimumfax.com/
I diritti d'autore di La fiamma rossa sono interamente devoluti a Emergency Una buona occasione per fare beneficenza al proprio cervello.

Non è una marchetta, ma un consiglio spassionato.

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14 Commenti:

Alle 4 settembre 2008 23:28 , Blogger stellastale ha detto...

non sono un'appassionata di sport. tantomeno di ciclismo... lo comprerei solo per capire un po' perchè il mio papà se ne stava ore seduto a guardare il giro o il tour.... chissà che non ci trovi una spiegazione!!! (oltre ad emergency comemotivazione... ovviamente!!!)

 
Alle 5 settembre 2008 00:27 , Blogger Alligatore ha detto...

@stellastale
Sono entrambe motivazioni molto nobili. Capirai il perchè, capirai, e forse ti appassionerai pure tu alle due ruote. E poi, più bici meno auto ...

 
Alle 5 settembre 2008 00:33 , Blogger Silvia ha detto...

Vedremo...Grazie del consiglio! :)

 
Alle 5 settembre 2008 13:08 , Anonymous Anonimo ha detto...

poco fa mi è arrivata la newsletter della minimum fax e te la stavo per girare..poi mi son detta, fammi un po' controllare il blog..ovviamente mi avevi preceduto! :)
se vai a mantova butta un occhio e un orecchio in giro anche per me
e come vorrei andare alla passeggiata silenziosa attraverso la città alle 5 del mattino, peccato essere così distante
ciau, valentina

 
Alle 5 settembre 2008 14:58 , Anonymous Anonimo ha detto...

ti lascio il codice isbn del libro: 978-88-8851-539-7

e una piccola recensione di qualche tempo fa.
ciao
andrea
www.wrong-.splinder.com


"Il mondo dove mi piacerebbe vivere non esiste perché sarebbe tutto e niente, soprattutto niente.” Così è scritto nero su bianco, circa una trentina di pagine prima della fine di questo secondo romanzo di Andrea Consonni, nato nel 1979, operaio della provincia di Lecco in una cooperativa che si occupa di disabili.

Wrong arriva tre anni dopo l’esordio per la salentina Besa Editrice con il noir atipico (“schizzatodeviato”, lo definisce l’autore) Settantanove punti di fuga e rispetto al suo predecessore si presenta subito come un mosaico narrativo più a fuoco, compatto nonostante qualche forzatura sulla manopola della rabbia post-adolescenziale e dialoghi che in alcuni passaggi avrebbero potuto beneficiare di maggior dinamicità, ma degno di attenzione fin dall’incipit urlato fuori da Andrea (aka “endri-theboywiththearabstrap”), io narrante di un lungo monologo che comincia con un “Non me ne frega un cazzo del mio futuro, di quello che farò da grande, di quello che ho fatto, di quello che fanno gli altri...” prima di lanciarsi in una lista di nomi e cose in gran parte pescate dalla scatola-letamaio che chiamiamo comunemente televisore: Bush, Bin Laden, Don Mazzi, le Torri Gemelle, Naomi Klein, i Pokemon, San Patrignano, la famiglia Craxi, le veline e le letterine, le fanzines e le mostre del cinema ma anche Luttazzi, i Verdena, gli Afterhours.

Andrea ascolta i Sonic Youth, i Mad Season e gli svizzeri Eva Kant (citati anche in epigrafe con il verso ultra dark: “Learning to die is learning to smile”). Vomita, fuma come una ciminiera, guarda la videocassetta girata al funerale del nonno partigiano, poi i dibattiti su Telelombardia, emittente leghista. Deambula, osserva in disparte il vuoto o il dolore degli altri (incluso il processo di autodistruzione tra droga, alcolici e psicofarmaci della sorella Sarah), raccatta mentalmente le poche cose che sa di Simone, suo fratello maggiore, quindi si domanda cosa stia facendo Salinger o se la sua esistenza sarebbe migliore se si svolgesse all’interno di una fiction.

“Riposo mentre gli altri lavorano, mi chiedo come fanno a non fermarsi mai per spararsi un colpo in testa.”, riflette. “Odio tutti i miei amici perché sono solo capace di causare casini, perché sono solo capace di deluderli” E: “Dico di volere distruggere tutto ma poi non farò niente, resterò sempre in quinta fila a vedere come vanno le cose.”

Wrong non è mozzafiato, non è leggero, non concede appigli ad un pubblico in cerca di svago e consolazione, ma rivendica in tutta onestà lo status di romanzo che affronta il mondo a brutto muso dopo averlo inquadrato sotto una luce cruda da spogliatoio.

È un match serrato (e mai dissimulato) quello che la scrittura di Consonni organizza riuscendo nei momenti più ispirati a piegare la punteggiatura al servizio della voce. Può legare a sé il lettore o allontanarlo in virtù di una corrente viscerale di imbarazzante autenticità prodotta da questa lotta sfiancante, senza esclusione di colpi, contro un quotidiano che tritura nei suoi meccanismi chiunque rifiuti di farsi ingranaggio.

Ruvido e punk quanto Costretti a sanguinare di Marco Philopat e Alienazioni padane di Saverio Fattori con le sue visioni di deterioramento, vagoni merci, fabbriche chiuse, bandiere che sventolano inutilmente, sogni clamorosamente mancati, infranti da un pezzo contro la barriera di un incubo.

“Il mondo dove mi piacerebbe vivere non esiste...” Suona un po’ come quel lapidario “Mi manca chiunque” sulla quarta di copertina de La Scopa del sistema di David Foster Wallace.

(N.G.D’A.)

 
Alle 5 settembre 2008 15:28 , Blogger Alligatore ha detto...

@silvia
Prego ... e ti consiglio anche, visto il tuo post su Genova 2001, di comprare Alias, l'inserto del manifesto di sabato, che anticipa alcune pagine di un libro in uscita presso DeriveApprodi intitolato significativamente "Bolzaneto". L'ha scritto Massimo Calandri.
@valentina
Non potevo bucare una notizia così: la bici, minimum fax, Mura, emergency ... Non andrò, purtroppo, a Mantova, nonostante gli amici della vicina Suzzara cerchino sempre di invitarmi a casa loro. Ogni scusa è buona. Ciao Luca e Romy.
@andrea
Grazie, cercherò il tuo romanzo. Da quello che ho letto, si tratta di argomenti molto alligatoriani. Ti farò sapere ...
@tutti
Il post di Andrea, risponde ad alcune domande che gli avevo posto riguardo il suo libro nel post precedente intitolato "La guerra dei poveri". Volevo sapere alcune cose sul suo romanzo, "Wrong" e lui mi ha risposto in modo esauriente. Posso quindi consigliare, per questo inizio autunnale (quando smetto di andare in bici e riprendo a leggere libri) accanto al libro di Mura in uscita presso minimum fax, quello di Calandri, in uscita presso DeriveApprodi, il suo, "Wrong", appunto, di Andrea Consonni, uscito presso Edizioni Il Foglio (non è quello di Ferrara). Tre libri per affrontare l'autunno in maniera non riconciliata.

 
Alle 5 settembre 2008 21:56 , Blogger Pierluigi ha detto...

Complimentoni per il blog, è davvero ben fatto. Vorrei invitarti sul mio, sono un giovane autore di fumetti on-line in cerca di lettori!^^ Mi trovi su www.ronnythecat.blogspot.com
Grazie!

 
Alle 6 settembre 2008 02:50 , Blogger Alligatore ha detto...

@pierluigi
Grazie, adesso vengo a vedere il tuo blog, anche se hai esagerato con i complimenti.

 
Alle 6 settembre 2008 08:53 , Blogger Luka, back on the corner. ha detto...

Bella segnalazione. Certo il ciclismo d'oggi giorno non è quello che negli anni ottanta riempiva l'Arena per le vittorie di Battaglin e Moser, ma indubbiamente Mura sa scrivere ed i Propositi per Emergency sono ottimi.
Ciao Luka

 
Alle 6 settembre 2008 09:47 , Blogger Press Sheep ha detto...

@ andre: Andrea cercherò il tuo libro nei prossimi giorni. Gran bella recensione...
@ Ally: A proposito della recensione e a proposito di libri in uscita... il 10 settembre esce Mostri per le masse di Nino Gianni D'Attis edito dalla Marsilio. Altro libro per le tue letture autunnali ed invernali!
Buon week-end,
ciao
press sheep

 
Alle 6 settembre 2008 19:21 , Blogger Maurone ha detto...

Il ciclismo, uno dei miei sport preferiti.. sopratutto durante le tappe di montagna, in fondo anch'io mi sento un po' scalatore, e preferisco lo sforzo fisico nell'affontare una salita collinare rispetto che le piste ciclabili in città (in realtà non ce ne sono mai abbastanza..); ma quanta delusione quando nella cronaca salta fuori il doping...

 
Alle 7 settembre 2008 11:44 , Blogger Silvia ha detto...

Ti ho inserito tra i miei link!

A presto :)

 
Alle 8 settembre 2008 00:35 , Blogger Alligatore ha detto...

@luka
... già, Battaglin e Moser in Arena a Verona. Altri tempi? Sicuramente altri cognomi che sapevano di fatica, sudore e polvere...
@press sheep
Grazie per il consiglio e per l'augurio di buon week-end. Passato bene, però già passato, purtroppo.
@maurone
Il ciclismo è anche il mio sport preferito (il calcio mi disgusta, a parte il piccolo Chievo); io, tra ciclabili di campagna, montagna, lago e fiumi (e anche, di città) mi faccio 1500/2000 km all'anno (più di quelli che faccio in macchina). Mi fa piacere che sia anche il tuo sport preferito. Quanto al doping, viviamo in una società dopata, perchè anche lo sport, con quei giri di soldi, dovrebbe rimanerne fuori? E nel calcio, manco ne parlano, con tutti quei soldi ...
@silvia
Grazie, è un vero onore. Come vedi io non ho linkato nessuno, perchè, mi vergogno, devo ancora capire come si fa. Prima o poi, vederai, troverò il tempo di studiare bene la cosa, e allora anche tu finirai linkata da me.

 
Alle 8 settembre 2008 14:28 , Blogger Maurone ha detto...

Sì in effetti perchè il ciclismo dovrebbe essere più virtuoso della società stessa? Mi sembra una riflessione adeguata.

Ammetto che il calcio lo seguo parecchio, tifo Torino e sono abbonato in curva Maratona, certo che lo desidererei diverso, più vicino al modello pionieristico degli anni '30, dove per inciso se le davano in campo più secche che adesso, ma era seguito come adesso, nonostante gli atleti in campo non erano ipervalutati come ora.
Rcordo che i giocatori del Grande Torino, guadagnavano come un medio impiegato e le pubblicità in cui comparivano comportavano non ricche remunerazioni, ma solo dei prodotti in omaggio....

 

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