NOTE SUL DISCO
Artisti: Northway
Titolo: Impulse, Surrenender!
Genere: Rock, Ambient, Shoegaze
Etichetta: I Dischi del Minollo
Città: Milano
Data di uscita: 10.01.2026
PRESENTAZIONE
Nuova intervista in diretta, ancora con amici dell’Alligatore, i Northway che tornano al disco, un ep di due lunghi pezzi come piacciono a me. E anche lo stile, di scommessa, di ritorno a suonare con una formazione rinnovata per tornare a scommettere, a fare musica, dopo un periodo di indecisione. Una cosa che me li fa sentire vicini, molto vicini, perché è del vero artista, di chi fa musica per un bisogno interno, intimo e vero, non per soldi, non per gloria, che se verranno saranno bene accetti, ma non indispensabili. E così mi sono innamorato subito del loro Ep, Impulse, Surrender! con questi due semplici pezzi, semplici e diretti, di vero rock alternativo. Due pezzi intitolati Impulse il primo e Surrender! il secondo. Dilatati/dilatanti, strumentali cullanti e sognanti, programmatici di un futuro che non si sa, ma sarà … arte.
Parliamone con i Northway e con chi ci vorrà essere della partita. Pronti per l’intervista in diretta, nei commenti del post stesso (se volete potere partecipare anche voi).

Torniamo in questa serata di marzo con l'intervista in palude.
RispondiEliminaTorniamo con i Northway!
RispondiEliminaCi siete?
RispondiEliminaEccomi. Simone, uno dei chitarristi!
EliminaBuonasera Alligatore!
RispondiEliminaCiao Northway, benvenuti in palude.
EliminaBuonasera, Brambo dietro ai tamburi!
RispondiEliminaCiao Brambo, benvenuto in palude anche a te.
EliminaMatteo bassista Northway presente
RispondiEliminaBene, ciao Matteo!
EliminaBene, grazie di essere arrivati entrambi in palude.
RispondiEliminaGrazie a te per l'invito!
EliminaMi pare che cominciamo con il ritmo giusto
RispondiEliminaPronti alle tue domande
RispondiEliminaBene, mi metto le cuffie e parto con la prima...
RispondiEliminaCome è nato questo ep?
RispondiEliminaQuesto EP è nato dalla voglia e l'esigenza di rimettersi in gioco, dall'impulso creativo e dal credere che i Northway avessero ancora qualcosa da dire. Quindi non ci siamo arresi e abbiamo rimesso su la "baracca" prima di tutto cercando membri nuovi per completare la formazione.
RispondiEliminaPoi con l'arrivo di Simo alla chitarra e Brambo alla batteria ogni cosa è stata abbastanza naturale.
RispondiEliminaa formazione completata, abbiamo capito che era giunta l'ora di pubblicare questo ep
RispondiEliminaUn nuovo inizio ... mi piace.
RispondiEliminaPerché un ep? … e non un lungo.
RispondiEliminaPerché avevamo l’urgenza di tornare sui palchi con nuova musica e un nuovo biglietto da visita. Un EP ci è sembrato il modo più diretto e immediato per farlo, senza aspettare i tempi più lunghi di un album.
RispondiEliminaGiusto, i live sono importanti... e verranno altri pezzi.
RispondiEliminasi, ne abbiamo già qualcuno in cantiere, una volta partita la macchina è difficile fermarla!
EliminaImmagino, e in parte vi capisco.
RispondiEliminaCome mai questo titolo? …. "Impulse, Surrenender!" Che vuol dire? ... sono, tra l'altro, i titoli dei due pezzi che ascolto in cuffia da un bel po'!
RispondiEliminaImpulse, Surrender, mi correggo :)
RispondiElimina“Impulse, Surrender!” nasce dall’idea di quel momento di frattura tra il cedere e il reagire.
RispondiEliminaDa una parte c’è la resa, quella stanchezza che a volte ti fa pensare di fermarti; dall’altra c’è l’impulso, lo scatto che ti rimette in movimento e ti spinge a fare qualcosa anche senza averlo pianificato fino in fondo.
RispondiEliminaIl titolo racconta proprio questa tensione tra fermarsi e ripartire. In un certo senso è anche il senso del nostro ritorno: nuova musica, nuova energia, con la forza di un nuovo inizio.
RispondiEliminaDirei impeccambile, e si sente ascoltando i due pezzi... che sono un continuo.
RispondiEliminaCome è stata la genesi di Impulse, Surrender!? dall’idea iniziale alla sua realizzazione finale?
RispondiEliminaAppena riformata la band e rodata la formazione con qualche pezzo vecchio, ci siamo subito buttati sul materiale nuovo. Solitamente partiamo con improvvisazioni registrare durante le prove o su idee di armonia e struttura di qualche membro della band e poi con calma e dedizione andiamo a costruire la composizione finale. Impulse è quella che è nata più naturalmente improvvisando, Surrender ha richiesto più tempo di riflessione e composizione a tavolino.
RispondiElimina...e più birrette
EliminaBirrette o vino, dipende in quale sala prove suoniamo :-)
RispondiEliminaSempre con moderazione sia chiaro...
RispondiEliminaAh, ah, ah si sentono queste birrette!
RispondiEliminaE anche il vino ...certo, la giusta misura per fare arte!
RispondiEliminaQualche episodio che è rimasto nella memoria durante la lavorazione di questo ep?
RispondiEliminabhe...in studio si è creata subito una bella atmosfera di squadra, tanto affiatamento, tanto “spogliatoio”.
EliminaOgnuno ha portato qualcosa, anche da mangiare, e alla fine tra prodotti bergamaschi, salentini e calabresi lo studio è diventato quasi un piccolo festival gastronomico. Scherzi a parte, abbiamo lavorato benissimo insieme
RispondiEliminaanche Francesco del RBS studio è stato fondamentale. Ha saputo creare un grande clima. Ci siamo sentiti a casa e questo è importante mentre si registra.
RispondiEliminaBe', si sente che c'era un bel clima e vi siete anche divertiti.
RispondiEliminaSe "Impulse, Surrender!" fosse un concept-album su cosa sarebbe? … tolgo il fosse?
RispondiEliminaIo quando suono Impulse ci vedo uno scenario urbano, segnato da un architettura brutalista, mentre su Surrender abbandono la citta alienata ed esco verso la campagnia ma sempre avvolta da nuvole basse e foschia, con qualche sprazzo di sole salvifico che si presenta a sprazzi.
RispondiEliminaMa sì, dai... togliamo pure il “fosse”, perché in fondo, alla fine, lo è davvero. Il concept ruota attorno all’idea di reagire alla resa, lo stesso concetto spiegato prima. Racconta anche il tempo in cui viviamo, spesso pieno di notizie non tanto rasserenanti che portano a sentirsi impotenti. Il disco però vuole ricordare che bisogna sempre trovare un impulso per reagire nel nostro piccolo.
RispondiEliminaMolto bello quello che avete scritto!
RispondiEliminaGrazie. Siamo contenti se il disco riesce nel suo piccolo a costruire qualche forma di contatto.
EliminaNonostante tutto, concordo!
RispondiEliminaE tra questu due pezzi, quale preferite? ... se ne preferite uno (difficile, visto quello che avete/abbiamo detto stasera).
RispondiEliminaNon riesco a dire quale dei due brani preferisco: parlano a momenti diversi e suscitano emozioni diverse.
EliminaIn Impulse mi colpisce il finale, quando le chitarre si alzano e sembrano portare via tutto, per poi spegnersi in piccoli tocchi. P.s. c'è un ticchettio: è un cucchiaino che batte su una tazza da caffè
Io non ho preferenze. Dei giorni amo più una dei giorni l'altra. Sicuramente live preferisco Impulse.
RispondiEliminaCi piacciono ovviamente entrambi i brani e personalmente li trovo molto diversi tra loro. Impulse, dal vivo, attira subito l'attenzione della gente, Surrender dà il colpo di grazia! Surrender spesso la mettiamo come ultima canzone del nostro set ed ultimamente ci lasciamo andare ad improvvisazioni che descrivono quello che proviamo in quel momento
RispondiEliminaForse sono più legato a Impulse perché è la prima che abbiamo "chiuso" delle due
RispondiEliminaDifficile da scoltatore scegliere, sono due pezzi che senti legati, e alla fine non saprei quale preferire.... forse dal vivo, potrei decidere.
RispondiEliminaCopertina molto sperimentale, filmica, misteriosa …. Come è nata? Chi l’ha pensata così?
RispondiEliminaIn Surrender, invece, amo quel punto in cui dal pulviscolo del grande riverbero della chitarra emerge da lontano una marcetta: il rullante sembra accompagnare l’arrivo di un plotone, ma in realtà le chitarre ci portano altrove.
RispondiEliminaConfermo questa sensazione.
EliminaLa copertina è un regalo di Renée, un'amica. Si trovava in studio ed ha ascoltato le tracce e si è subito innamorata del suono. Le ho parlato dell’idea dell’impulso e della resa. Da lì ha elaborato una sua visione. Tra fotografia e grafica è venuta fuori un’immagine molto forte, che secondo noi rappresenta perfettamente l’atmosfera e il senso del disco.
RispondiEliminaSì, confermo, c'è una stretta relazione immagini/suoni...
EliminaCome avete presentato/presenterete dal vivo il disco?
RispondiEliminaAbbiamo presentato l'EP il 10 gennaio a Torino, in un bellissimo locale che si chiama El Barrio, situato dentro ad una vecchia scuola elementare. Siamo stati invitati da una band di amici gli "A good man goes to war" e si è rivelata una serata fantastica, in puro stile post rock. La gente ha apprezzato molto tutta la serata, a dimostrazione che gli ascoltatori attenti, ci sono ancora!
RispondiEliminaAltrochè!
RispondiEliminaAltro da dichiarare…
RispondiEliminaTi ringraziamo per questa chiacchierata, è sempre bello confrontarsi con i nostri ascoltatori
RispondiEliminaTi ringraziamo per averci ospitati sul tuo blog e per lo spazio dedicato alla nostra musica. Ci auguriamo di incontrare tante persone curiose di scoprire nuova musica e nuovi live. Speriamo che la musica dal vivo continui a essere un motore capace di dare alla gente l’impulso giusto per uscire di casa, incontrarsi e condividersi.
RispondiEliminaGrazie a voi di essere stati in palude ... è stata una chiacchierata interessante e con il giusto ritmo.
RispondiEliminaw la palude!
EliminaW i Northway!
RispondiEliminaE w i live!
RispondiEliminaCi vediamo ai live!
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